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10/06/2026

Markets Today: Nuovi attacchi Usa-Iran; cresce l’inflazione in Asia; oro giù a 4.200 dollari; Generali vola in borsa

Crescono le tensioni in Medio Oriente dopo che Teheran ha abbattuto un elicottero americano vicino a Hormuz. Oggi pomeriggio test inflazione in Usa: attesa risalita al 4,2%

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Ancora una volta è la geopolitica a guidare i mercati. Dopo l’abbattimento di un elicottero Apache Usa vicino a Hormuz, gli Stati Uniti hanno risposto ieri colpendo obiettivi iraniani. Questa mattina la nuova reazione di Teheran, che ha preso di mira basi e infrastrutture Usa nel Golfo, tra Giordania, Kuwait e Bahrein. Le rassicurazioni di Trump su una tregua restano sullo sfondo, ma per gli investitori oggi contano i fatti: futures Usa in calo, Asia in rosso, Europa attesa prudente. Il petrolio non accelera, con Brent intorno a 91 dollari e Wti a 88, ma il rischio energia alimenta l’allarme inflazione. Il messaggio dei mercati è chiaro: finché Hormuz resta un’incognita, la propensione al rischio rimane bassa.

 

Il tech torna a cedere a Wall Street; oggi l’inflazione Usa attesa in salita al 4,2%

Wall Street riparte dunque con i futures in rosso dopo una seduta contrastata ieri, con il Dow Jones che ha chiuso a +0,17%, mentre S&P 500 e Nasdaq hanno perso lo 0,26% e lo 0,97%. Il rimbalzo dei semiconduttori si è spento in fretta: Micron ha ceduto quasi il 5% e Broadcom oltre il 2%. A dire se la corsa all’AI regge davvero potrebbero essere i conti di Oracle in uscita questa sera, attese per ricavi a 19,1 miliardi e utili a 1,96 dollari per azione. Intanto, si avvicina il test inflazione per gli Stati Uniti: il dato uscirà oggi pomeriggio alle 14.30 e le stime parlando di un balzo fino al 4,2%, massimo dal 2023. Se confermato, potrebbe essere la strada verso un rialzo dei tassi Fed il prossimo 17 giugno.

 

Il conflitto in Medio Oriente fa schizzare in alto l’inflazione in Cina e Giappone

Il test inflazione, intanto, è già arrivato in Asia. In Cina i prezzi alla produzione sono saliti del 3,9% annuo, il ritmo più alto in quasi quattro anni, mentre in Giappone hanno segnato +6,3%, oltre il +5,6% stimato, spinti soprattutto dall’energia. Si tratta di numeri che non hanno lasciato indifferente i listini, con il Nikkei che ha chiuso in rosso del 2,2% questa mattina, mentre il Kospi è affondato quasi del 6%. In Cina Shanghai ha perso lo 0,84% e l’Hang Seng l’1,32%. A pesare è anche il nuovo scivolone dell’AI: SoftBank ha ceduto quasi il 10% a Tokyo dopo lo stop al prestito da 6 miliardi garantito dalla quota OpenAI. Male anche Lenovo, -9,9%, e Samsung Electronics, giù del 7,45%.

 

Europa cauta in attesa del previsto rialzo dei tassi Bce nella riunione di domani

L’Europa prova intanto a ripartire con il future sull’Eurostoxx 50 a +0,25% alle 8.30, ma il quadro resta fragile. Ieri le piazze hanno chiuso in ordine sparso: Francoforte -0,8%, Milano -0,9%, Parigi +0,85%. Domani, giovedì 12 giugno, toccherà alla Bce: il mercato si aspetta un rialzo di 25 punti base, con il tasso sui depositi al 2,25%, per rispondere alla nuova fiammata inflazionistica. Intanto i rendimenti restano alti: Btp al 3,82% e spread con il Bund tedesco a 76 punti. La domanda è quanto Lagarde vorrà spingersi oltre giugno. Energia e tassi restano dunque i due punti chiave della seduta.

 

Col risiko bancario il titolo di Generali tocca un nuovo massimo storico a 40 euro

A Milano il grande osservato speciale resta il risiko bancario. Ieri il Ftse Mib ha aggiornato il massimo storico a 51.240 punti, prima di chiudere a 50.262 con un +0,1%. A sostenere il listino sono state le banche dopo l’Opas di Intesa Sanpaolo su Mps. Questi i risultati: Mps +2,6%, Mediobanca +3%, Bper +2,9%, Banco Bpm +1,5% e Intesa +0,9%. Riflettori anche su Generali (di cui Mps è diventato il principale azionista dopo la fusione con Mediobanca), salita del 2% e per la prima volta sopra quota 40 euro, nuovo record storico del titolo. Oggi il mercato testerà la tenuta del rally. Secondo gli analisti il punto è capire se gli acquisti continueranno o se scatteranno prese di profitto.

 

La scalata di Unicredit a Commerzbank va avanti: adesso Milano ha il 54%

Nel frattempo, Unicredit avanza ancora su Commerzbank e porta la scalata nel vivo. Le adesioni all’offerta sono salite al 10,9% del capitale; sommate al 26,7% già detenuto direttamente, portano la banca al 37,6%. Ma il dato potenziale è più pesante: includendo i derivati su un altro 16,4%, la quota può arrivare al 54%, oltre la maggioranza. La banca guidata da Andrea Orcel respinge le accuse tedesche sull’uso degli strumenti derivati e rivendica un dialogo trasparente con Bafin (l’autorità tedesca di vigilanza dei mercati finanziari). Ora a pesare saranno le scelte dei grandi fondi.

 

Il prezzo dell’oro scivola a 4.200 dollari l’oncia tra dollaro forte e tensioni geopolitiche

Si chiude con l’oro, che arretra per la quarta seduta consecutiva e scivola sotto la soglia psicologica dei 4.200 dollari l’oncia. A pesare sono il rafforzamento del dollaro e le aspettative di un possibile rialzo dei tassi Fed entro fine anno, oggi prezzato dai mercati al 68%. Gli attacchi Usa contro l’Iran, inoltre, tengono alto il rischio geopolitico, ma per ora il mercato guarda soprattutto a inflazione, energia e costo del denaro. Solo un nuovo shock sui mercati potrebbe riportare acquisti difensivi consistenti.

 

Credits: Foto Magnific

Tags:
generaliorousa-iran

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