Alessandro Cicognani 14/09/2026
Markets Today: Nuovo sell-off sull’AI; la settimana di Fed e BoJ; Poste al 66,6% di Tim; petrolio a 107 dollari
Il mondo si affaccia a questo lunedì con un nuovo grande punto interrogativo sull’intelligenza artificiale. Sam Altman ha escluso una quotazione di OpenAI nel 2026, rinviandola di fatto al 2027, mentre Anthropic ha già spostato in avanti il calendario della propria Ipo e il debutto, pur restando formalmente atteso entro l’autunno, è diventato più incerto. A pesare sono soprattutto i dubbi sulla sicurezza: il ceo di Anthropic Dario Amodei ha chiesto all’industria di rallentare lo sviluppo dei modelli più avanzati per dare alle misure di controllo il tempo di adeguarsi. Un allarme che si aggiunge a quello lanciato poche settimane fa da Bill Gates, secondo cui, alla velocità attuale, il rischio di un esito “netto negativo” dell’AI è molto elevato (ne abbiamo parlato qui). I mercati hanno reagito subito: vendite sui titoli tecnologici in Asia e futures Nasdaq in forte calo.
La settimana delle banche centrali: Fed e BoJ verso un rialzo mentre BoE attesa ferma
L’AI non è per il solo argomento caldo della settimana. Dopo il rialzo di 25 punti base deciso giovedì dalla Bce, questa sarà infatti la settimana delle altre grandi banche centrali. Mercoledì 16 tocca alla Fed: il mercato attribuisce circa l’86-87% di probabilità a un aumento di un quarto di punto dopo l’inflazione Usa al 3,4%, e JPMorgan vede un secondo rialzo a dicembre. Giovedì 17 la Bank of England dovrebbe invece lasciare il costo del denaro fermo al 3,75%. Venerdì 18 chiuderà la Bank of Japan: i futures indicano il 76% di probabilità di un rialzo dall’1 all’1,25%, accompagnato da toni ancora restrittivi.
Il sell-off sul tech manda in rosso del 12% SoftBank; Shein ancora giù del 10%
L’Asia apre la settimana in rosso, travolta dal sell-off sull’AI e dal balzo del petrolio. Il Nikkei cede l’1%, il Kospi oltre il 3%, mentre Shanghai arretra dello 0,5% e l’Hang Seng oscilla poco sopra la parità. A Tokyo SoftBank perde oltre il 12% dopo il rinvio dell’Ipo di OpenAI; a Hong Kong Z.ai cede più del 10% dopo un aumento di capitale da 5 miliardi e Shein quasi il 10%, proseguendo il calo post-Ipo, per il richiamo di un prodotto per lenti a contatto. La scorsa settimana: Nikkei -1,6%, Kospi +3,3%, CSI 300 -0,8% e Hang Seng -3,3%, con il tech ancora molto volatile. Il quadro resta nervoso.
Anche Wall Street prevista negativa con l’ondata di pessimismo sull’AI
Anche Wall Street si prepara a una partenza negativa: i futures sul Nasdaq cedono circa l’1,3%, quelli sull’S&P 500 lo 0,5%, mentre il Dow limita il calo allo 0,1%. Venerdì New York aveva invece rimbalzato dopo quattro sedute in rosso: Dow +0,98%, S&P 500 +0,86% e Nasdaq +0,96%, sostenuti dal calo del petrolio e dagli acquisti su Dell e HP. Il recupero non ha comunque evitato una settimana negativa: Dow -1,6%, S&P 500 -0,8% e Nasdaq -0,7%. Oggi il mercato guarda soprattutto all’AI, al greggio e all’attesa per la Fed di mercoledì, mentre non sono previsti dati macro di primo piano.
Europa attesa ancora debole dopo la peggiore settimana da inizio luglio
Non è da meno l’Europa, attesa debole in apertura con i futures sull’EuroStoxx 50 che cedono circa lo 0,4% alle 8.30. Venerdì il Vecchio Continente aveva recuperato: Stoxx 600 +0,5%, Francoforte +0,82%, Parigi +0,8% e Londra +0,4%, con banche e telecomunicazioni tra i settori migliori. Anche in questo caso, però, il rimbalzo non ha cancellato la peggiore settimana da inizio luglio per i listini europei; Francoforte ha chiuso a -1,76%, Parigi a -1,12% e Londra a -1,38%. A pesare restano petrolio, rendimenti obbligazionari, i conti pubblici francesi e i nuovi timori di ulteriori rialzi dei tassi.
Milano: Poste al 66,6% di Tim e punta al 90%; Fitch conferma rating positivo all’Italia
Piazza Affari arriva al lunedì dopo il +1,36% di venerdì, quando il Ftse Mib ha chiuso a 52.512 punti, con un saldo settimanale vicino al +0,6%. Il dossier principale resta Tim: Poste ha chiuso la prima fase dell’Opas con il 66,6% del capitale e punta ora al 90%, soglia che consentirebbe il delisting di Tim; l’offerta riaprirà dal 21 al 25 settembre. Fitch ha intanto confermato il rating dell’Italia a BBB+ con outlook stabile, citando economia diversificata e governance relativamente solide, ma resta il nodo del debito, atteso al picco del 138,2% del Pil nel 2026.
Orcel oggi vola a Berlino per cercare di chiudere la partita UniCredit-Commerz
In tema di risiko, faro su UniCredit, con Andrea Orcel atteso oggi a Berlino per il confronto con il ministro delle Finanze Lars Klingbeil sul futuro di Commerzbank. La banca italiana controlla il 47,6% del capitale e quasi il 49,7% dei diritti di voto, ma il governo tedesco vuole garanzie su sede a Francoforte, quotazione, occupazione e credito alle Pmi. Il possibile jolly è una fusione inversa tra Hvb e Commerzbank: la soluzione consentirebbe di mantenere Commerz quotata in Germania e ridurrebbe l’impatto sul capitale di UniCredit. Secondo le stime citate da Mediobanca, le sinergie pre-tasse potrebbero arrivare a 2 miliardi.
Bending Spoons accelera sull’AI e compra Miro per oltre 1,3 miliardi di dollari
Bending Spoons accelera intanto nelle acquisizioni e mette sul tavolo oltre 1,3 miliardi di dollari per Miro. L’accordo definitivo valuta la piattaforma di collaborazione basata sull’AI quasi 1,8 miliardi di dollari. Alcuni azionisti di Miro reinvestiranno 295 milioni in nuove azioni Bending Spoons; il closing è previsto nel quarto trimestre 2026. Miro conta oltre 100 milioni di utenti e 250 mila clienti, quasi il 90% business ed enterprise, e genera circa 600 milioni di dollari di ricavi ricorrenti annui. Per la scale-up milanese è una delle operazioni più rilevanti.
L’Arabia Saudita chiude l’East-West Pipeline e il Brent balza a 107 dollari
Infine si torna sulla geopolitica, con il Medio Oriente che torna a dettare il prezzo dell’energia. Un’altra nave è stata colpita nello Stretto di Hormuz, il vertice previsto in Oman tra Iran e Paesi del Golfo è stato rinviato e l’Arabia Saudita ha chiuso la East-West Pipeline dopo un attacco con droni, riducendo una delle alternative allo Stretto. Trump ha intanto ventilato l’ipotesi che gli Usa possano “tenersi” il petrolio iraniano come nel caso venezuelano. Il Brent sale di circa il 2,5% a 107 dollari al barile, dopo un guadagno vicino al 10% nella scorsa settimana; il Wti avanza verso 103 dollari.
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