Alessandro Cicognani 01/06/2026
Markets Today: Nvidia scommette sui Pc; SoftBank supera Toyota; ancora record Nikkei; Berkshire investe nel mattone
Il lunedì dei mercati parte dal tech e, soprattutto, da Nvidia. Il gruppo guidato da Jensen Huang ha annunciato un ingresso deciso nel mercato dei pc con il chip N1X, inserito nel nuovo superchip RTX Spark, che arriverà dall’autunno sui computer Windows di Microsoft, Dell, HP, Asus, Lenovo e MSI. L’obiettivo è portare l’intelligenza artificiale direttamente nei computer, non solo nei grandi data center. La seconda notizia riguarda invece la robotica: Nvidia ha scelto la cinese Unitree (di cui lunedì Shanghai dovrebbe esaminare la richiesta di Ipo) come partner per realizzare una piattaforma di robot umanoidi destinata alla ricerca in ambito accademico. Notizie che arrivano dopo un mese di forti rialzi per i listini globali, trainati proprio dalla tecnologia. A Wall Street il Nasdaq ha fatto il +8% a maggio, l’S&P 500 il +5% e il Dow il +3,1%. In Europa Milano è salita del 3,7% nel mese, raggiungendo massimi oltre 50 mila punti che non si vedevano dal 2000 (ne abbiamo parlato qui). Bene anche Francoforte a + 3,3%, mentre Parigi ha chiuso maggio in lieve rialzo dello 0,8%. Rally infine per gli asiatici: +12,4% il Nikkei, +14,9% Taiwan e 33,7% il Kospi.
Medio Oriente: Trump chiede modifiche all’intesa con l’Iran e il petrolio risale del 2%
Intanto, la tensione in Medio Oriente resta il principale rischio per il mercato. Donald Trump ha chiesto modifiche “piuttosto significative” alla bozza di memorandum con l’Iran, soprattutto su nucleare, uranio e libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Trump ha anche detto di non avere “nessuna fretta” sulla fine del conflitto e il Comando centrale degli Stati Uniti ha dichiarato di aver colpito nel weekend postazioni radar e siti di comando e controllo di droni a Goruk e sull’isola di Qeshm, nel sud dell’Iran. L’incertezza ha ridato fiato al petrolio: il Brent, dopo essere sceso verso quota 90 dollari, questa mattina è risalito di oltre il 2% a 93.
Wall Street riparte dai nuovi record mentre aspetta i nonfarm payrolls di venerdì
È in questo quadro che Wall Street guarda all’avvio di giugno con futures positivi: S&P 500 +0,29%, Nasdaq 100 +0,57%, Dow Jones in rialzo di 58 punti. Venerdì i tre indici hanno chiuso su nuovi massimi storici: grazie ancora una volta ai titoli tech, con Dell in rally dopo conti sopra le attese. La settimana sarà però dominata dai dati macro: oggi Pmi manifatturiero, giovedì le richieste di sussidi di disoccupazione, mente venerdì verranno pubblicati i nonfarm payrolls (le busta paga non agricole) e il tasso di disoccupazione di maggio. Numeri importanti in vista della prossima riunione della Fed del 17 giugno, la prima firmata Kevin Warsh.
Asia positiva: Nikkei sui massimi e Kospi ancora in rally; rallenta la manifattura cinese
Quanto all’Asia, ha chiuso questo primo giugno con tono positivo. Il Nikkei, sostenuto dalla corsa dell’AI, è avanzato dello 0,66% portandosi su nuovi massimi, mentre Hong Kong è salita dello 0,9% e Shanghai è rimasta piatta. In Cina il dato più atteso era il Pmi manifatturiero RatingDog, sceso a 51,8 a maggio da 52,2 di aprile, ma comunque sopra il livello di 50 che significa espansione. Restano solidi produzione e nuovi ordini, sostenuti dalla domanda interna, anche se gli ordini esteri sono calati leggermente. Continuano infine a correre Corea del Sud e Taiwan, i cui listini sono balzati oggi del 4 e del 2,5%.
SoftBank fa +13% e supera Toyota: in Giappone cambia il simbolo della Borsa
Rimanendo in Asia, il caso del giorno è SoftBank, che per la prima volta da oltre vent’anni ha superato Toyota per capitalizzazione, diventando la prima azienda giapponese per valore di mercato. Il titolo è arrivato a guadagnare il 13% oggi, spinto dall’entusiasmo per l’intelligenza artificiale e dagli investimenti fino a 75 miliardi di euro in cluster di calcolo AI in Francia. Da inizio anno SoftBank è salita del 73% e vale oggi oltre 46 mila miliardi di yen. Toyota, storica regina della Borsa giapponese dal 2003, ha invece perso il 4,5% nella seduta odierna e oltre il 14% da inizio anno.
Europa attesa debole con le tensioni in Iran; domani il dato sull’inflazione nell’Ue
Le Borse europee sono attese in calo: il future sull’Eurostoxx 50 segnava -0,31% alle 8.30 di questa mattina. Pesa il ritorno delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, che sostiene il petrolio e riporta cautela sui listini. Venerdì l’Europa aveva chiuso in contrasto: Francoforte -0,09% e Parigi -0,07%, mentre a Milano il Ftse Mib era riuscito a salire dello 0,4% a 50.037 punti. Oggi attenzione anche all’euro tornato sopra 1,16 dollari e dati macro tra Pmi manifatturiero e disoccupazione nell’Eurozona. Domani è invece atteso il dato sull’inflazione, fondamentale in vista della riunione di politica monetaria della Bce dell’11 giugno.
Piazza Affari guarda ai titoli energetici Eni e Saipem dopo il ribalzo del petrolio
A Milano la giornata parte con diversi titoli sotto osservazione. Eni, Tenaris e Saipem sono monitorati perché il rialzo del petrolio può sostenere il settore energia. Stm resta nel radar dopo il debutto di Nvidia nel mercato dei pc, dato che ogni accelerazione sull’hardware AI può muovere tutta la filiera dei semiconduttori. Tra le banche occhi su Mps, dopo le parole dell’ad Luigi Lovaglio sull’integrazione con Mediobanca e la chiusura definitiva all’ipotesi Banco Bpm. In evidenza anche Stellantis, per il piano Italia, e Pirelli, in vista del rinnovo del cda il prossimo 25 giugno.
Berkshire compra Taylor Morrison: Abel scommette sulla casa dopo Buffett
Infine si torna negli Stati Uniti, dove Berkshire Hathaway ha messo il primo vero timbro dell’era Greg Abel. Il successore di Warren Buffett, alla guida dall’inizio del 2026, ha raggiunto un accordo per comprare Taylor Morrison Home, costruttore immobiliare Usa, per 6,8 miliardi di dollari. Berkshire pagherà 72,50 dollari per azione in contanti, con un premio del 24% sull’ultima chiusura, valutando la società circa 8,5 miliardi debito incluso. È una scommessa chiara: il “delfino” di Buffett punta sulla ripresa del mercato immobiliare americano, frenato negli ultimi anni da mutui cari e case meno accessibili.
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