Alessandro Cicognani 11/06/2026
Markets Today: Oggi è il giorno della Bce; inflazione Usa al 4,2%; ancora svendite sul tech; domani debutta SpaceX
La giornata dei mercati parte da Francoforte. Oggi la Bce decide sui tassi e il rialzo da 20 punti base viene ormai considerato dagli investitori poco più di una formalità, con il tasso di riferimento che dovrebbe quindi passare al 2,25%. La vera notizia, quindi, non sarà tanto la mossa in sé, quanto il modo in cui Christine Lagarde racconterà il dopo. Il punto è capire se si tratta di un intervento isolato o dell’inizio di una nuova fase di tassi più alti, necessaria per contenere l’inflazione alimentata dal petrolio e dalle tensioni in Medio Oriente. Alcuni analisti cominciano a mettere in conto altri rialzi entro fine anno. Per le Borse europee, già appesantite dalla geopolitica, il tono della conferenza stampa sarà decisivo.
Usa e Iran continuano a colpirsi a vicenda e il petrolio torna oltre i 93 dollari
La tregua in Medio Oriente sembra sempre più lontana. Nella notte gli Stati Uniti hanno condotto nuovi attacchi contro obiettivi militari iraniani, dopo l’abbattimento di un elicottero americano nello Stretto di Hormuz. Teheran ha risposto colpendo basi e alleati Usa nel Golfo, mentre il Kuwait ha chiuso lo spazio aereo e Israele ha segnalato il rischio di lanci dal Libano. Il petrolio ha reagito subito: il Brent è tornato sopra 93 dollari, dopo i 90 della vigilia, e il Wti si è riportato oltre area 90. Sui mercati torna così il timore più semplice e più pericoloso: energia cara, inflazione più alta e banche centrali meno morbide.
L’inflazione Usa sale al 4,2% e si riporta a un massimo da tre anni
La conseguenza più visibile della crisi energetica è arrivata dai dati americani. A maggio l’inflazione Usa è salita al 4,2% annuo, dal 3,8% di aprile, in linea con le attese ma ai massimi da tre anni. Su base mensile i prezzi sono cresciuti dello 0,5%, mentre il dato core, al netto di energia e alimentari, è salito al 2,9% annuo e dello 0,2% mensile. Il problema è la composizione: gran parte della spinta arriva dall’energia, con prezzi in forte rialzo. Dopo i segnali di inflazione elevata arrivati mercoledì dall’Asia, il mercato legge il dato come una conferma: l’inflazione è tornata a correre ovunque.
Svendita del tech a Wall Street; Oracle perde il 2% nonostante i buoni conti
È in questo contesto che Wall Street ha chiuso una seduta pesante ieri. Il Dow Jones ha perso l’1,9%, lo S&P 500 l’1,6% e il Nasdaq il 2%, con gli indici finiti sui minimi dopo le nuove minacce di Donald Trump all’Iran. A pesare è stato il mix tra petrolio in rialzo, inflazione al 4,2% e vendite sul tech. I semiconduttori hanno continuato a soffrire, ma il caso più evidente è Oracle: il gruppo ha battuto le attese con ricavi trimestrali a 19,18 miliardi di dollari e utile per azione a 2,03 dollari, ma il titolo è scivolato oltre il 2% dopo l’annuncio di nuovi finanziamenti per sostenere la corsa all’intelligenza artificiale.
SpaceX domani debutta al Nasdaq: richieste quattro volte superiori all’offerta
A Wall Street si prepara intanto quello che viene già raccontato come il debutto dell’anno, se non del secolo. SpaceX si quoterà domani al Nasdaq e la domanda degli investitori sarebbe quasi quattro volte l’offerta, con richieste superiori a 250 miliardi di dollari. La valutazione attesa si aggira intorno a 1.750 miliardi e la raccolta potrebbe arrivare tra 75 e 80 miliardi. Dentro ci sono fondi sovrani del Golfo, grandi istituzionali e una quota destinata anche ai piccoli investitori. Ma i numeri fanno discutere, con perdite di SpaceX per 4,9 miliardi e debiti per 29,1 miliardi. Questa sera la società fisserà il prezzo di collocamento.
Asia: sale il Nikkei e scende la Cina; la corea multa l’e-commerce Usa Coupang
Le Borse asiatiche hanno chiuso contrastate, mentre continua la svendita dei titoli tech. Il Nikkei ha recuperato lo 0,22%, mentre il Kospi sudcoreano ha limitato il rialzo allo 0,12% dopo una partenza molto debole. Più pesanti i listini cinesi: l’Hang Seng ha perso l’1,11% e Shanghai lo 0,24%. A Seul si è messa in evidenza Sk Hynix, salita del 2,88% dopo l’annuncio dell’obiettivo di triplicare la capacità produttiva di wafer entro il 2034, mentre Samsung ha ceduto lo 0,99%. Male Coupang a Wall Street, dopo che la Corea ha inflitto una multa record alla filiale sudcoreana del colosso americano dell’e-commerce. Si parla di 409 milioni di dollari per una maxi fuga di dati.
Europa verso un avvio debole nel giorno in cui la Bce tornerà ad alzare i tassi
Passando all’Europa, i listini sono attesi in calo nel giorno della Bce. I future alle 8.30 indicavano un Ftse Mib in rosso dello 0,3%, il Dax in ribasso dello 0,4%, il Cac 40 dello 0,6%. Ieri l’Europa aveva già chiuso debole: Francoforte ha perso lo 0,9%, Parigi lo 0,5%, mentre Milano ha ceduto lo 0,46% a 50.029 punti. A pesare sono sempre gli stessi fattori: petrolio più caro, inflazione Usa più alta e timori di nuove strette monetarie. La Banca centrale europea si prepara infatti oggi a effettuare il primo rialzo dei tassi di interesse dopo tre anni.
Piazza Affari guarda ancora al risiko bancario e Generali aggiorna i record a 41 euro
A Milano il Ftse Mib riparte da quota 50.029 punti, dopo il calo dello 0,46% di ieri. Il mercato continuerà a guardare soprattutto ai bancari, ancora al centro del risiko che ha riportato interesse su Mps, Mediobanca, Intesa, Banco Bpm e Unicredit. Ieri Banco Bpm è stata tra le migliori con un rialzo del 3,7%, mentre Stellantis e Prysmian hanno perso il 4,3%. Resta osservata speciale anche Generali, che ha superato i 41 euro aggiornando i massimi storici, spinta dalle aspettative sulle grandi manovre finanziarie attorno al Leone, il cui azionista di controllo è proprio Mps.
Tinexta: Zinc BidCo lancia opa sul 10% del capitale e punta al delisting
Fuori dal Ftse Mib, fari puntati su Tinexta, azienda italiana di cybersicurezza quotata sul segmento Star di Borsa italiana. Zinc BidCo ha lanciato un’opa sul 10% circa del capitale con l’obiettivo di completare il delisting della società, cioè la revoca dalla quotazione in Borsa. L’operazione si inserisce nel percorso già avviato nei mesi scorsi, quando l’offerente – veicolo di investimento controllato da fondi gestiti da Advent e Nextalia – era salito vicino al 90% del capitale senza però superare la soglia necessaria per chiudere automaticamente la partita. Da qui la nuova mossa, pensata per arrivare al controllo pieno e togliere il titolo dal mercato.
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