Bucks 10/09/2026
Markets Today: Bce decide sui tassi; corrono petrolio e rendimenti Usa; Trump promette 5.000 dollari agli americani
Occhi puntati sulla decisione odierna della Banca centrale europea. Il mercato si aspetta un rialzo del costo del denaro di 25 punti base e l’attenzione sarà concentrata anche sulle dichiarazioni della presidente, Christine Lagarde, in conferenza stampa, per valutare le mosse future dell’Istituto di Francoforte. Sul valutario il cambio tra l’euro e il dollaro si mantiene sopra quota 1,16 in attesa della decisione della Bce. Lato macroeconomico, nel primo pomeriggio dagli Stati Uniti arriveranno i prezzi alla produzione di agosto e le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione. Infine fato sulle vendite case esistenti ad agosto per chiudere con i dati sulle scorte e la produzione di greggio degli Usa.
Petrolio resta sopra i 100 dollari con le tensioni in Medio Oriente
Nel frattempo resta alta la tensione in Medio Oriente, con il petrolio che rimane su livelli elevati. Il Brent, il greggio europeo, è salito ieri sopra i 101,5 dollari e stamattina continua a viaggiare sopra i 100 dollari al barile per la prima volta da maggio, spinto dall’escalation delle tensioni tra Usa e Iran. Funzionari statunitensi hanno riferito che l’Iran ha tentato di attaccare navi della Marina militare Usa, dopo aver preso di mira una portaerei con missili balistici nel fine settimana. Nel frattempo, i media statali iraniani hanno riferito che un missile statunitense ha preso di mira una piccola petroliera a quattro miglia dall’isola di Kharg.
Rendimento Treasury decennale sui massimi da ottobre 2023 nonostante l’intervento del Tesoro
Resta alta anche la tensione sull’obbligazionario. Il rendimento del Treasury decennale americano viaggia intorno al 4,85%, mantenendosi sui massimi dall’ottobre del 2023, dopo che il Dipartimento del Tesoro ha annunciato l’intenzione di riacquistare fino a 6 miliardi di dollari di debito a più lunga scadenza, una cifra pari a tre volte quella abituale. La decisione ha comunque deluso alcuni investitori, che si aspettavano un aumento più consistente. L’aumento dei prezzi del petrolio, alimentato dall’escalation delle tensioni tra Usa e Iran, ha inoltre rafforzato i timori sull’inflazione e le aspettative di rialzi dei tassi di interesse nel breve periodo.
L’oro resta sopra 4.400 dollari e attende la pubblicazione dell’inflazione americana
Il prezzo dell’oro è poco mosso sopra i 4.400 dollari l’oncia in attesa dei dati sull’inflazione americana per cercare indicazioni su un possibile rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed nella riunione della prossima settimana. Nelle ultime settimane il metallo giallo ha oscillato in un intervallo relativamente ristretto intorno ai 4.400 dollari, dopo il rimbalzo dai minimi a 4.000 dollari registrati a luglio. Gli investitori continuano a valutare l’attrattiva del metallo nel lungo periodo come strumento di copertura all’interno dei portafogli, a fronte delle pressioni di breve periodo derivanti dall’aumento dei rendimenti obbligazionari e dall’aggravarsi delle tensioni in Medio Oriente.
Wall Street in rosso; l’iPhone pieghevole non convince il mercato
Sull’azionario, contrastate le Borse asiatiche, con il Nikkei che è salito dello 0,14%, mentre il Corea del Sud il Kospi ha perso lo 0,25%. Deboli anche le Borse cinesi. Chiusura in rosso a Wall Street: Dow Jones -0,8%, S&P500 -0,5%, Nasdaq -0,6%. Apple ha chiuso in calo dello 0,3% a 315,34 dollari: il nuovo iPhone pieghevole non ha scaldato i mercati, complice, forse, anche l’aumento dei prezzi. Si parte infatti da 1.999 dollari.
Trump promette 5.000 dollari agli americani se i repubblicani vincono le elezioni
Restando negli Usa, a meno di due mesi dalle elezioni di metà mandato, Donald Trump ha messo sul tavolo una promessa destinata a trasformare la campagna elettorale americana in una partita economica. Il presidente ha annunciato un “Trump dividend” da 5.000 dollari per ogni cittadino adulto degli Stati Uniti nel caso in cui i repubblicani riescano a conservare il controllo sia della Camera sia del Senato. Una misura presentata come il frutto della forza dell’economia americana, ma sulla quale restano ancora aperte questioni decisive: dalla copertura finanziaria all’approvazione del Congresso, fino alle possibili conseguenze su deficit, debito e inflazione.
Mps deposita in Consob i documenti di offerta su Banco Bpm e Banca Generali
Avvio in lieve rialzo, invece, sui listini azionari europei. A piazza Affari faro sul Monte dei Paschi di Siena che ha compiuto un nuovo passo nell’iter delle due offerte pubbliche di scambio lanciate su Banco Bpm e Banca Generali. L’istituto senese ha depositato presso la Consob i documenti di offerta relativi alle due operazioni, entrambe configurate come offerte pubbliche di scambio volontarie totalitarie e quindi rivolte alla totalità delle azioni ordinarie delle società interessate. Il deposito, effettuato il 9 settembre, apre ora la fase istruttoria dell’autorità di vigilanza, al termine della quale i documenti potranno essere pubblicati. Con il deposito vengono messi nero su bianco anche i rapporti di concambio. Per Banco Bpm, Mps riconoscerà 1,567 proprie azioni di nuova emissione per ogni titolo portato in adesione. Per Banca Generali il rapporto è invece di 6,958 nuove azioni Mps per ciascuna azione consegnata.
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