Salta al contenuto principale

Finanza in Page

09/09/2026

Markets Today: petrolio a un passo dai 100 dollari; yen si rafforza con Bessent; Wall Street in rosso; a piazza Affari faro su Mps

In attesa della Bce di domani, i prezzi del petrolio continuano a correre con la tensione che resta alta in Medio Oriente; inflazione cinese in accelerazione; yen in rafforzamento.

Ascolta l'articolo Sintesi vocale browser

In attesa della decisione sui tassi di interesse della Banca centrale europea di domani, il Medio Oriente resta al centro dell’attenzione. Proseguono gli attacchi tra Usa e Iran che alimentano la corsa dei prezzi del petrolio e, di conseguenza, i timori di inflazione in vista della pubblicazione dei dati sui prezzi al consumo statunitensi, seguiti con grande attenzione. Gli Houthi yemeniti, sostenuti dall’Iran, hanno sferrato attacchi contro diverse città saudite, coinvolgendo ulteriormente un alleato degli Stati Uniti nel conflitto, mentre le forze statunitensi hanno colpito cinque petroliere iraniane nei pressi dell’hub di esportazione dell’isola di Kharg e nel Golfo di Oman e Teheran ha attaccato due imbarcazioni statunitensi e otto petroliere nel Golfo e una base statunitense in Giordania.

Petrolio a un passo dai 100 dollari al barile

Mentre la guerra in Iran entra nel suo settimo mese i prezzi del petrolio balzano per la quarta seduta consecutiva. Il future sul greggio Brent, il petrolio europeo, sale dell’1,61% a 99,5 dollari al barile, il livello più alto dalla fine di giugno, e si sta avvicinando alla soglia dei 100 dollari al barile per la prima volta dalla fine di luglio. Il future sul greggio Wti dell’1,42% a 94,35 dollari al barile. Il quadro per il greggio, in crescita di oltre il 60% dall’inizio dell’anno, rimane rialzista con il conflitto in Medio Oriente che si è esteso al Mar Rosso, nei pressi dell’Arabia Saudita, parallelamente alla guerra tra Russia e Ucraina, e con le scorte e le riserve globali in deterioramento.

Yen in rafforzamento dopo le parole di Bessent

Sul valutario, lo yen si è rafforzato a quota 153,3 per dollaro, mantenendosi sui massimi da sette mesi, dopo che il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha messo in guardia gli operatori dalle scommesse contro la valuta. L’ex gestore di hedge fund ha dichiarato di avere una “conoscenza piuttosto approfondita” delle mosse che la Bank of Japan potrebbe compiere quando prende posizione e interviene sullo yen. La BoJ è ampiamente attesa al rialzo dei tassi di interesse la prossima settimana, mentre l’amministrazione Takaichi ha assunto una posizione più restrittiva, riconoscendo la necessità di limitare un’eccessiva debolezza dello yen.

Azionario asiatico contrastato; inflazione cinese in rialzo ad agosto

Sull’azionario, Borse asiatiche contrastate con il Nikkei che è sceso dello 0,19%, mentre in Corea del Sud il Kospi è salito dell’1,4%. In lieve rialzo le Borse cinesi. L’inflazione annuale cinese è salita allo 0,8% ad agosto, dallo 0,5% di luglio, in linea con le attese. L’accelerazione è stata sostenuta dall’aumento dei prezzi dei beni non alimentari, in particolare dei costi dei trasporti, che ha compensato un ulteriore calo dei prezzi degli alimentari. Nel frattempo, l’inflazione alla produzione su base annua ha superato le previsioni del mercato, attestandosi al 3,8%.

Avvio debole sull’azionario europeo dopo la chiusura in rosso di Wall Street

Avvio debole per le Borse europee (-0,5% l’Euro Stoxx 50 dopo i primi scambi) dopo la chiusura in rosso di Wall Street, con gli investitori che monitorano l’escalation delle tensioni in Medio Oriente, in attesa di un importante dato sull’inflazione previsto per i prossimi giorni. Il Dow Jones Industrial Average è sceso di 628 punti (-1,18%). L’indice, che comprende 30 titoli, ha chiuso in ribasso per la seconda seduta consecutiva dopo la perdita di 272 punti registrata venerdì. L’S&P 500 ha ceduto invece lo 0,58%, mentre il Nasdaq Composite è arretrato dello 0,32%. Entrambi gli indici hanno così collezionato due perdite consecutive. I titoli azionari hanno subito pressioni a causa del continuo rialzo dei prezzi del petrolio.

A piazza Affari il faro è puntato sulle banche

A piazza Affari, il faro è puntato sulle banche che dovrebbero contribuire fino a 3 miliardi di euro per aiutare il governo a finanziare tagli fiscali e aumenti di spesa nella legge di bilancio per il 2027, secondo la Lega. Per quanto riguarda poi il Monte dei Paschi di Siena, alla vigilia dell’assemblea straordinaria di Intesa Sanpaolo sull’opas sul Monte, è arrivata in Consob la doppia offerta di Rocca Salimbeni su Banca Generali e Banco Bpm. Si tratta, sottolinea MF-Milano Finanza, di uno degli snodi chiave dell’iter illustrato dal ceo, Luigi Lovaglio, con la mossa a sorpresa che ha riaperto le partite del risiko bancario.

 

Credits:  immagine da Pexels

Tags:
cinampsPetrolioyen

Scopri le soluzioni di investimento che potrebbero interessarti

Iscriviti alla Newsletter

Non perderti gli articoli più interessanti della settimana. Ricevili tutti direttamente via mail!

Altri approfondimenti che potrebbero interessarti

Tutte le notizie di attualità
che non devi perderti e…