Bucks 21/09/2026
Markets Today: petrolio in calo; Borse positive; attesa per il vertice Trump-Xi; elezioni in Germania indeboliscono Merz
I mercati iniziano la settimana con un tono positivo, aiutati soprattutto dalla discesa del petrolio, mentre aumentano le speranze che la diplomazia possa contribuire ad allentare le tensioni con l’Iran e migliorano almeno in parte i flussi di greggio dal Medio Oriente. I futures indicano così un’apertura in rialzo sia in Europa sia negli Stati Uniti. Il mercato guarda però già a giovedì, quando Donald Trump incontrerà Xi Jinping a Washington, con commercio, dazi e intelligenza artificiale al centro del vertice. In Europa pesano invece politicamente i risultati delle elezioni tedesche di ieri: l’AfD ha vinto in Meclemburgo-Pomerania Anteriore, mentre la Linke si è imposta a Berlino, infliggendo un’altra pesante sconfitta alla Cdu del cancelliere Friedrich Merz.
Petrolio in calo sotto la spinta della diplomazia
Dopo essere tornato sopra 100 dollari nelle ultime settimane, il petrolio allenta la pressione sui mercati. Il Brent, il greggio europeo, scende dell’1,9% circa e il Wti , il petrolio Usa, perde il 2% ed è tornato sotto quota 100 dollari al barile, sui minimi da oltre una settimana. A sostenere le vendite sono le speranze di nuovi negoziati sull’Iran durante l’Assemblea generale dell’Onu a New York: Trump si è detto disponibile a incontrare il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Intanto le esportazioni saudite sono risalite sopra 4 milioni di barili al giorno a settembre, dai 2,4 milioni di agosto. La situazione resta però fragile: nello scorso fine settimana soltanto 12 grandi navi commerciali visibili hanno attraversato lo Stretto di Hormuz, contro le 35 del weekend precedente, anche se molte petroliere viaggiano con i sistemi di localizzazione spenti. Per le Borse un petrolio più basso significa soprattutto minori pressioni sull’inflazione e quindi meno pressione sulle banche centrali perché continuino ad alzare i tassi.
Trump-Xi, giovedì il vertice che guarda anche all’AI
L’altro grande appuntamento della settimana sarà il vertice di giovedì 24 settembre tra Donald Trump e Xi Jinping a Washington. A preparare il terreno sono stati ieri il segretario al Tesoro americano Scott Bessent e il vicepremier cinese He Lifeng, che hanno concluso a New York colloqui definiti positivi dalla parte americana. Sul tavolo ci sono commercio, dazi, catene di approvvigionamento e soprattutto intelligenza artificiale. Washington ha proposto un meccanismo di notifica tra Stati Uniti e Cina per gli incidenti legati all’AI che possano diventare una minaccia per la sicurezza nazionale, insieme alla possibilità di aprire un dialogo stabile tra le due potenze. Sul fronte commerciale resta invece cruciale la tregua sui dazi americani più elevati sui prodotti cinesi, destinata a scadere il 10 novembre. Il mercato cercherà quindi nel vertice indicazioni sulla possibilità di evitare una nuova escalation commerciale tra le due maggiori economie mondiali.
Germania, AfD vince nel Meclemburgo e la Linke conquista Berlino
Restando sul fronte politico, il voto tedesco consegna un’altra pesante sconfitta alla Cdu del cancelliere Friedrich Merz. In Meclemburgo-Pomerania Anteriore l’AfD ha conquistato il 38,3%, davanti alla Spd al 35,4%, mentre la Cdu è crollata al 4,9%, sotto la soglia del 5% necessaria per entrare nel parlamento regionale. L’AfD difficilmente potrà però governare, perché gli altri principali partiti escludono alleanze con la formazione. A Berlino il risultato è molto diverso ma altrettanto negativo per Merz: la Linke ha vinto con il 25,3%, davanti alla Cdu al 19% e all’AfD al 16,3%. La sconfitta non sta provocando per ora una reazione negativa delle Borse europee, ma aumenta la pressione politica sul cancelliere e può rendere più difficile ottenere consenso per le riforme economiche del governo.
In Asia Tokyo chiusa per festività; Cina lascia fermi i tassi sui prestiti
Sull’azionario Il clima più disteso sul petrolio sostiene anche le Borse asiatiche. Il Kospi sudcoreano sale dell’1,4%, Taiwan dell’1% e le blue chip cinesi dello 0,2% circa, mentre l’indice Msci Asia-Pacifico escluso il Giappone avanza dello 0,9%. A guidare i rialzi è soprattutto la tecnologia, sostenuta dalla domanda di semiconduttori legata all’intelligenza artificiale. La Borsa di Tokyo è invece chiusa per la Silver Week e resterà ferma fino a mercoledì, riducendo i volumi di scambio nell’area asiatica. In Cina la banca centrale ha lasciato invariati i principali tassi di riferimento sui prestiti: il tasso a un anno resta al 3% e quello a cinque anni al 3,5%, confermando la prudenza di Pechino nonostante una crescita ancora debole.
Wall Street chiude una settimana difficile, ma il tech resiste
Venerdì Wall Street ha terminato una settimana molto volatile senza una direzione univoca. L’S&P 500 è salito dello 0,17% e il Nasdaq dello 0,40%, mentre il Dow Jones ha perso lo 0,18%. I semiconduttori hanno sostenuto i listini tecnologici, ma il rendimento del Treasury decennale sopra il 5% e il petrolio ancora oltre 100 dollari hanno continuato a frenare il mercato. Dopo il primo rialzo dei tassi della Fed dal 2023, gli investitori stanno soprattutto cercando di capire quanto durerà la nuova fase restrittiva. I futures attribuiscono ormai circa il 56% di probabilità a un altro rialzo già nella riunione di ottobre, mentre un nuovo intervento entro la fine dell’anno viene considerato molto probabile.
Treasury ancora sotto pressione dopo la Fed
Il mercato obbligazionario resta uno dei principali punti di attenzione. Il rendimento del Treasury a due anni è salito di 36 punti base nelle ultime due settimane, fino a circa il 4,76%, sui livelli più alti dalla metà del 2024. Il biennale è particolarmente sensibile alle aspettative sui tassi della Federal Reserve: la sua salita indica quindi che gli investitori stanno incorporando la possibilità di una politica monetaria più restrittiva nel breve periodo. Diversi analisti ritengono che la Fed difficilmente si fermerà dopo un solo intervento e continuano a prevedere altri due rialzi, a ottobre e dicembre. La discesa del petrolio di questa mattina offre un po’ di sollievo, perché un’energia meno cara riduce il rischio che l’inflazione costringa la Fed ad accelerare ulteriormente.
Yuan ai massimi da oltre tre anni prima del vertice
Il clima più costruttivo tra Washington e Pechino si vede anche sul mercato valutario. Lo yuan è salito fino a 6,6957 per dollaro, il livello più forte da gennaio 2023, mentre la banca centrale cinese ha attenuato i tentativi di frenare l’apprezzamento della valuta. Il movimento arriva proprio alla vigilia della visita di Xi negli Stati Uniti e può contribuire a creare un contesto più disteso per i negoziati. L’euro è invece sostanzialmente stabile intorno a 1,148 dollari. Lo yen resta vicino a quota 157 sul dollaro, con gli investitori attenti al rischio di un intervento delle autorità giapponesi dopo i controlli sui cambi segnalati venerdì.
Oggi parlano Fed e Bce, oro in calo
L’agenda macroeconomica odierna è relativamente leggera, ma non mancano gli interventi delle banche centrali. Alle 12:30 è atteso Austan Goolsbee della Fed, mentre nel pomeriggio parleranno la presidente della Bce Christine Lagarde e il membro del board Piero Cipollone. Negli Stati Uniti alle 14:30 sarà pubblicato anche il Chicago Fed National Activity Index di agosto, indicatore che raccoglie numerosi dati per misurare la forza complessiva dell’economia americana. Dopo i rialzi dei tassi della scorsa settimana, qualsiasi indicazione sulla durata della stretta sarà osservata con attenzione. Intanto l’oro perde circa lo 0,5% a 4.355 dollari l’oncia, penalizzato dai rendimenti obbligazionari elevati: il metallo non paga interessi e diventa quindi relativamente meno attraente quando i titoli di Stato offrono rendimenti maggiori.
Piazza Affari, Poste-Tim e Technoprobe sotto i riflettori
A Milano uno dei dossier principali torna a essere Poste-Tim. Da oggi e fino al 25 settembre riaprono i termini dell’Opas di Poste Italiane su Tim, dopo che nella prima fase Poste ha raggiunto complessivamente il 66,627% del capitale del gruppo telefonico. Attenzione anche a Technoprobe, che da oggi entra ufficialmente nel Ftse Mib prendendo il posto di Diasorin: l’ingresso nell’indice principale può generare acquisti da parte dei fondi che replicano automaticamente la composizione del Ftse Mib. Nel settore auto resta da seguire Stellantis, che oggi ferma per una giornata la produzione alla Carrozzeria e alle Presse di Mirafiori e starebbe valutando la cessione della partecipazione di controllo nella piattaforma francese di auto usate Aramis Group. Infine debutta oggi sull’Euronext Growth Milan Nabla, marchio italiano di cosmetici.
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