Bucks 19/06/2026
Markets Today: primi screzi Usa-Iran dopo accordo; yen verso minimi da 40 anni contro dollaro; Btp Italia Sì supera 8 mld
Il Medio Oriente resta il focus principale dei mercati. I media iraniani hanno riferito che Teheran sta chiedendo maggiori prove dell’attuazione del memorandum d’intesa recentemente firmato con Washington, prima di procedere con ulteriori colloqui di pace. Inoltre, il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, ha annullato il viaggio previsto per incontrare i negoziatori iraniani in Svizzera. La decisione è arrivata dopo che i media iraniani hanno riportato che Teheran non è disposta a impegnarsi in ulteriori colloqui, a causa delle obiezioni riguardo al protrarsi delle ostilità israeliane contro Hezbollah in Libano. L’esercito israeliano ha detto di aver effettuato attacchi durante la notte e di aver continuato a colpire quelli che ha definito infrastrutture di Hezbollah in diverse zone del Libano meridionale. Comunque sia, nel frattempo, la guida suprema dell’Iran, l’ayatollah Mojtaba Khamenei, ha confermato ufficialmente di aver autorizzato e dato il via libera al memorandum d’intesa con gli Stati Uniti. I prezzi del petrolio, in scia alle notizie, sono tornati a salire, con il greggio europeo che viaggia intorno agli 80 dollari al barile.
Wall Street in rialzo prima della chiusura odierna per festività; in luce Intel
Chiusura in rialzo a Wall Street, con i mercati intenti a valutare le prospettive di ulteriori colloqui tra Washington e Teheran dopo un accordo preliminare volto a porre fine al conflitto in Medio Oriente. Il Nasdaq Composite ha guadagnato l’1,91% a 26.517,93 punti, l’S&P 500 l’1,08% a 7.500,58 punti e il Dow Jones lo 0,14% a 51.564,7 punti. Tra i settori, la tecnologia ha guidato i rialzi, mentre il comparto energetico ha registrato la flessione più marcata. Intel ha chiuso in rialzo dell’11%, risultando tra i migliori titoli dell’S&P 500. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato che Apple ha accettato di collaborare con Intel per progettare e produrre chip sul territorio statunitense. Secondo diversi analisti, l’accordo rappresenta una significativa opportunità di crescita per Intel. Le azioni Apple hanno guadagnato lo 0,7%. I mercati statunitensi rimarranno chiusi oggi in occasione della festività del Juneteenth National Independence Day.
Borse europee fiacche; Ftse 100 debole dopo la conferma dei tassi della BoE
Avvio fiacco sui listini azionari europei, con il Ftse 100 inglese in calo frazionale dopo i primi scambi dopo che la Bank of England ha deciso con una maggioranza di 7 a 2 di confermare il Bank Rate al 3,75%. Due membri avrebbero preferito un rialzo di 25 punti base al 4%. La BoE ha sottolineato che “i prezzi globali dell’energia sono diminuiti dalla precedente riunione in risposta agli eventi in Medio Oriente. Tuttavia, rimangono superiori ai livelli precedenti al conflitto e hanno continuato a essere volatili. L’impatto dello shock energetico sull’economia del Regno Unito rimane incerto. La politica monetaria non può influenzare i prezzi dell’energia, ma viene impostata per garantire che l’aggiustamento economico a tali prezzi avvenga in modo da conseguire in maniera sostenibile l’obiettivo d’inflazione del 2%. L’orientamento di politica monetaria necessario per raggiungere questo obiettivo dipenderà dall’entità e dalla durata dello shock e da come esso si trasmetterà all’economia“.
Mercati asiatici deboli con Cina chiusa; Kospi molto volatile
Deboli anche i mercati asiatici per i dubbi riguardo ai colloqui di pace tra gli Stati Uniti e l’Iran, mentre i titoli tecnologici e quelli dei produttori di semiconduttori, che avevano registrato forti rialzi nelle sedute precedenti, hanno invertito i guadagni iniziali, passando in territorio negativo. L’indice Kospi della Corea del Sud è stato molto volatile, raggiungendo inizialmente il massimo storico a 9.385,59 punti, prima di invertire la rotta e flettere. Gli scambi nell’area sono stati contenuti a causa delle festività in Cina e a Hong Kong.
Yen scende verso minimi da 40 anni contro il dollaro
Restando in Asia, il cambio tra il dollaro e lo yen ha superato quota 161, con la valuta nipponica sempre più vicina a un minimo da quattro decenni, alimentando nuove speculazioni su un possibile intervento di Tokyo per difendere la moneta del Sol Levante. Nel dettaglio lo yen si è indebolito bruscamente, con il cross usd/yen che ha superato quota 161, arrivando fino a 161,8, livello che non si vedeva dal luglio del 2024. Un movimento del cambio oltre 161,96 porterebbe lo yen sui minimi dal 1986. La valuta rimane sotto pressione nonostante oltre 70 miliardi di dollari di interventi da parte del Ministero delle Finanze nipponico a maggio e il recente rialzo dei tassi di interesse da parte della Bank of Japan, che ha portato il costo del denaro sui massimi dal 1995. Nel frattempo il dollaro ha toccato invece un nuovo massimo degli ultimi 13 mesi rispetto alle principali valute, dopo la svolta restrittiva della Federal Reserve e il fermo impegno del nuovo presidente, Kevin Warsh, a garantire la stabilità dei prezzi.
Inflazione core del Giappone stabile dopo la BoJ
Sempre in Giappone, l’inflazione core è rimasta stabile a maggio, mentre quella complessiva ha registrato un lieve aumento. I dati sono stati diffusi tre giorni dopo che la Bank of Japan ha alzato i tassi d’interesse al livello più alto degli ultimi trent’anni, poiché i membri del board si sono mostrati sempre più preoccupati per i rischi inflazionistici derivanti dall’aumento dei costi energetici. Nel dettaglio l’indice dei prezzi al consumo core, che esclude i prezzi più volatili degli alimenti freschi ed è la misura dell’inflazione preferita dalla BoJ, è aumentato dell’1,4% su base annua a maggio, invariato rispetto ad aprile. Il dato è risultato in linea al consenso degli economisti. L’inflazione “core-core”, che esclude sia gli alimenti freschi sia l’energia, è leggermente rallentata all’1,8% dall’1,9% di aprile, risultando inferiore alla previsione degli economisti all’1,9%.
Raccolta Btp Italia Sì sopra gli 8 miliardi nel penultimo giorno di emissione
Infine, per quanto riguarda l’Italia, il Btp Italia Sì ha chiuso il quarto e penultimo giorno di collocamento superando gli 8 miliardi di euro di raccolta complessiva, dato leggermente inferiore rispetto agli 8,8 miliardi dello scorso anno anche se il confronto è ormai fuorviante perché al Btp Italia di maggio 2025 avevano preso parte anche gli investitori istituzionali, esclusi invece dal collocamento di questo nuovo titolo indicizzato all’inflazione. Il collocamento arriva oggi alle battute conclusive: alle ore 13 è previsto il gong finale che metterà fine alla raccolta.
Credits: Foto Magnific






