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Finanza in Page

17/06/2026

Markets Today: oggi prima riunione Fed di Warsh; BoE dovrebbe restare ferma su tassi; Banche centrali vogliono più oro

Sui mercati, mentre vengono definiti i dettagli dell'accordo Usa-Iran, le Banche centrali dominano la scena; l'export del Giappone batte le attese; la Cina vuole promuovere l'uso dello yuan.

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Gli investitori, mentre attendono dettagli sull’accordo tra Stati Uniti e Iran che dovrebbe essere firmato venerdì e sulle tempistiche della completa riapertura dello Stretto di Hormuz, hanno gli occhi puntati sulla prima riunione della Federal Reserve presieduta da Kevin Warsh. I mercati si aspettano ampiamente che la Fed lasci invariato il suo tasso di riferimento, il che rappresenterebbe la quarta pausa consecutiva della banca centrale, e che elimini dal comunicato il persistente orientamento favorevole all’allentamento monetario, segnalando invece una probabilità equivalente che la prossima mossa di politica monetaria sia un taglio o un rialzo dei tassi di interesse. La Fed pubblicherà inoltre il suo ultimo Summary of Economic Projections dal quale dovrebbe emergere, a detta degli analisti, che la maggior parte dei banchieri si attende una politica monetaria ferma quest’anno, a causa delle preoccupazioni sull’inflazione.

Dow Jones record ma vendite sul tech; terzo rialzo consecutivo per SpaceX

In attesa degli esiti della riunione della Fed, Wall Street ha chiuso contrastata. Il Dow Jones ha raggiunto un nuovo massimo storico, ma ci sono state vendite massicce nel settore tecnologico, in attesa degli esiti della riunione della Federal Reserve, la prima con Kevin Warsh presidente. Nel dettaglio il Dow Jones è salito dello 0,64% a 51.999,67 punti, registrando un record per il secondo giorno consecutivo. Il Nasdaq Composite è invece sceso dell’1,15% a 26.376,34 punti, mentre l’S&P 500 ha perso lo 0,57% a 7.511,35 punti, registrando il primo calo delle ultime quattro sedute. Space Exploration Technologies ha accettato di acquisire Anysphere, la società che gestisce l’agente di programmazione basato sull’intelligenza artificiale Cursor, in un’operazione del valore di circa 60 miliardi di dollari, pochi giorni dopo la quotazione in borsa della società aerospaziale guidata da Elon Musk. Le azioni SpaceX sono salite del 4,8%, registrando il terzo rialzo consecutivo dopo il debutto di venerdì.

Inflazione inglese sotto le attese; BoE dovrebbe restare ferma

Avvio fiacco sui listini azionari europei, con l’Euro Stoxx 50 in calo frazionale dopo i primi scambi. In Gran Bretagna, il Ftse 100 si muove intorno alla parità in avvio di seduta dopo che il tasso di inflazione annuale del Regno Unito è rimasto stabile al 2,8% per il secondo mese consecutivo a maggio, secondo i dati dell’Office for National Statistics. Il dato è inferiore al consenso degli economisti che avevano previsto una lettura al 3%. I mercati stanno scontando una probabilità del 95% che la Bank of England mantenga i tassi invariati alla prossima riunione di giovedì, secondo i dati Lseg, ma i trader si aspettano che la banca centrale aumenti i tassi di interesse entro la fine dell’anno.

Nikkei in rialzo ma Softbank perde il 3% a causa di OpenAI

Contrastate le Borse asiatiche. Il Nikkei ha chiuso in rialzo dello 0,83%, restando vicino al livello dei 70.000 punti. In controtendenza SoftBank che ha perso il 3,13% a causa delle difficoltà di OpenAI, di cui il gruppo giapponese è uno dei principali investitori, alle prese con costi in forte aumento e perdite legate alla gestione dei suoi modelli di AI avanzata. Secondo quanto riportato da The Information, la cassa bruciata da OpenAI è triplicata rispetto all’anno precedente, raggiungendo 3,7 miliardi di dollari nei primi tre mesi del 2026. Sebbene i ricavi siano anch’essi triplicati, arrivando a 5,7 miliardi di dollari, la società non riesce a essere redditizia. Il Financial Times ha riferito che le perdite di OpenAI nel 2025 sono aumentate di quasi otto volte, raggiungendo 39 miliardi di dollari, a fronte di ricavi pari a 13 miliardi. Al netto delle voci straordinarie, la perdita sarebbe stata di 8 miliardi di dollari.

Export Giappone cresce oltre le attese grazie a semiconduttori e auto

Restando in Giappone, le esportazioni del Paese asiatico sono cresciute a maggio al ritmo più rapido dal novembre del 2022, registrando un incremento del 17% su base annua, trainate dalla forte domanda di automobili e semiconduttori. La crescita è stata superiore all’incremento del 16,2% atteso dagli economisti ed è accelerata rispetto all’aumento del 14,8% registrato ad aprile. L’impennata delle esportazioni è stata alimentata da un aumento del 17,9% delle spedizioni verso la Cina e da una crescita del 12,5% delle esportazioni verso gli Stati Uniti. Pechino è il principale partner commerciale di Tokyo, mentre Washington è il secondo. Le esportazioni verso il Medio Oriente hanno invece subito un duro colpo a causa della guerra tra Stati Uniti e Iran, diminuendo del 32%.

La Cina vuole promuovere l’utilizzo globale dello yuan

Sempre in Asia, deboli le Borse cinesi e l’Hang Seng. Le autorità cinesi hanno adottato nuove misure per promuovere l’utilizzo globale dello yuan, nell’ultimo tentativo di costruire un’infrastruttura finanziaria più resiliente e proteggere l’economia dagli shock esterni. Pan Gongsheng, governatore della People’s Bank of China, ha annunciato che Pechino istituirà una nuova facility di pronti contro termine (repo). Questa struttura permetterà alle autorità monetarie estere, inclusi i fondi sovrani, di ottenere liquidità in yuan dalla Banca centrale cinese utilizzando obbligazioni come garanzia. Il governatore ha inoltre rivelato che la Cina lancerà un programma pilota per il trading offshore dello yuan nella zona di libero scambio di Shanghai. L’obiettivo è trasformare la città costiera in un hub globale per l’allocazione di asset denominati in yuan e la gestione del rischio. Nel complesso, queste misure suggeriscono che le autorità potrebbero orientarsi verso l’utilizzo del tasso overnight come principale riferimento di politica monetaria, in linea con la maggior parte delle altre Banche centrali globali. L’attuale benchmark principale della PBoC è il tasso di reverse repo a sette giorni.

Banche centrali mondiali a caccia di oro

Restando in tema banche centrali, i principali istituti globali vogliono espandere ulteriormente le riserve in oro. Il 45% degli istituti aumenterà le quote di metallo giallo, secondo il sondaggio annuale del World Gold Council condotto tra febbraio e maggio su 74 banche centrali. Si tratta della percentuale più alta mai registrata nell’indagine (iniziata nel 2018), con un incremento del 2% rispetto a quella dell’anno prima. Il 54% delle banche centrali ritiene che la quota di oro rimarrà invariata, mentre solo l’1% prevede un calo. La maggior parte delle risposte è arrivata dopo la guerra in Medio Oriente che ha causato un incremento dei tassi e un calo del prezzo dell’oro (che non dà interessi). Negli ultimi giorni, dopo l’intesa tra Usa e Iran, il valore del metallo è risalito sopra i 4.300 dollari l’oncia.

Petrolio sotto 80 dollari; tre petroliere iraniane superano il blocco Usa nello Stretto di Hormuz

Sempre sul fronte delle commodity, i prezzi del petrolio trattano poco mossi sotto gli 80 dollari al barile. Almeno tre petroliere iraniane, con a bordo quasi cinque milioni di barili di greggio, hanno superato il blocco navale statunitense nello Stretto di Hormuz, nella prima spedizione in uscita degli ultimi due mesi, mentre gli armatori si riposizionano con cautela in vista della firma dell’accordo tra Stati Uniti e Iran, prevista venerdì in un resort vicino Lucerna.

 

Credits: Foto Magnific

Tags:
fedGiapponeinflazioneoro

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