Bucks 09/07/2026
Markets Today: attacchi incrociati Usa-Iran; Trump interrompe scambi con Spagna; Nikkei recupera; Fed spaccata
Resta alta la tensione in Medio Oriente, con la seconda notte di attacchi incrociati tra Stati Uniti e Iran. Il presidente americano, Donald Trump, ha decretato la fine della tregua con Teheran. I vertici militari statunitensi hanno comunicato di aver colpito circa 90 obiettivi iraniani in risposta agli attacchi di Teheran contro navi mercatili nello Stretto di Hormuz. L’Iran ha confermato di aver lanciato attacchi contro basi militari in Bahrein e Qatar.
Trump non è sicuro che l’Iran sia degno di un accordo
Trump, nel suo viaggio di ritorno negli States dopo il vertice Nato di Ankara, ha dichiarato ai giornalisti a bordo dell’Air Force One che i funzionari iraniani lo hanno contattato perchè vogliono “molto” raggiungere un’intesa, ma l’inquilino della Casa Bianca non è sicuro che siano “degni” di un accordo. Con un post su Truth, Trump ha inoltre messo in guardia Teheran, minacciando di colpire il Paese “ancora più duramente”. Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, che è anche il capo negoziatore con gli Stati Uniti, ha rincarato la dose commentando i raid statunitensi degli ultimi due giorni. In un post su X, ha dichiarato che l’America “non ha ancora imparato che le prepotenze e la violazione delle promesse non sono più gratuite”.
Trump sospende gli scambi commerciali con la Spagna
Trump ha poi ordinato la sospensione immediata di tutti gli scambi commerciali con la Spagna, alleata della Nato, inasprendo le tensioni sulla spesa per la difesa e sulla guerra in Iran, nonostante le norme dell’Unione Europea che impongono che i negoziati commerciali siano condotti come un unico blocco. Durante il vertice della Nato ad Ankara Trump ha riacceso la disputa con la Spagna, definendola un “partner terribile”, e ha ribadito le sue rivendicazioni sulla Groenlandia.
Petrolio si stabilizza dopo forte accelerazione al rialzo
I prezzi del petrolio si sono stabilizzati stamattina ma hanno registrato un forte rialzo nella seduta di ieri, con incrementi fino al 6%, per i timori di interruzioni dell’offerta di gregio in Medio Oriente. Il recente rally dei prezzi del petrolio riflette il fatto che il mercato riconosce ancora una volta la fragilità dell’attuale cessate il fuoco e che la guerra in Medio Oriente non è terminata, puntualizzano gli analisti. I rischi di interruzioni dell’offerta di petrolio restano elevati e il percorso diplomatico verso una soluzione è ancora molto lungo.
Nikkei recupera dopo due sedute negative e sale sopra 68.000 punti
Sull’azionario la Borsa di Tokyo è tornata a salire dopo due sedute negative. Il Nikkei ha chiuso in rialzo dell’1,55% e nel corso della seduta ha superato la soglia dei 68.000 punti, sostenuto dal recupero dei titoli tecnologici. A dare slancio al mercato sono stati anche i rialzi registrati nella notte dai produttori statunitensi di chip e memorie, oltre alle indiscrezioni secondo cui la quotazione negli Stati Uniti del produttore sudcoreano di chip SK Hynix avrebbe raccolto richieste superiori di oltre sette volte all’offerta, confermando il forte interesse degli investitori per il tema delle infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale.
Borse cinesi positive; inflazione sui minimi da tre mesi
Positive anche le Borse cinesi con lo Shanghai Composite che registra rialzo superiori all’1% dopo gli ultimi dati macroeconomici del Paese. L’inflazione annua in Cina è rallentata all’1% a giugno, dall’1,2% di maggio, risultando inferiore alle attese degli economisti che indicavano un incremento dell’1,1%. Si tratta del livello più basso degli ultimi tre mesi. Al contrario, i prezzi alla produzione sono saliti del 4,1% a livello annuale, il valore più elevato dal luglio del 2022, sostenuti dall’aumento dei costi energetici e dalla forte domanda di apparecchiature legate all’intelligenza artificiale.
Ribasso più forte da un mese per il Dow Jones
Mentre le Borse europee aprono in cauto rialzo, Wall Street ha chiuso contrastata. Il Dow Jones Industrial Average ha registrato la più forte flessione giornaliera delle ultime quattro settimane, mentre i prezzi del petrolio sono saliti dopo che Trump ha avvertito della possibilità di ulteriori attacchi contro l’Iran. Il Dow ha perso l’1,09% a 52.348,39 punti, la maggiore flessione dal 10 giugno. L’S&P 500 è sceso dello 0,28% a 7.482,71 punti, mentre il Nasdaq Composite ha guadagnato lo 0,2%, chiudendo a 25.870,65 punti. A eccezione dei comparti energetico e tecnologico, tutti i settori hanno chiuso in territorio negativo, con il settore dei materiali a registrare la performance peggiore.
Dai verbali dell’ultima riunione emerge una Fed spaccata
Ad alimentare l’incertezza a Wall Street hanno contribuito anche i verbali della riunione del 16-17 giugno del Federal Open Market Committee (Fomc) che hanno evidenziato una marcata divisione tra i membri della Fed sul futuro percorso dei tassi di interesse. Nel corso della riunione, la Banca centrale statunitense ha mantenuto invariati i tassi d’interesse, come previsto dal mercato, ma ha ridotto drasticamente il contenuto del comunicato ufficiale, eliminando le indicazioni prospettiche (forward guidance). L’aggiornamento del Summary of Economic Projections (Sep), ovvero delle prospettive su economia e tassi, ha evidenziato inoltre uno spostamento verso un orientamento più restrittivo sui tassi, dovuto al forte aumento delle aspettative d’inflazione.
Apple sigla accordo con Broadcom sui chip
Sempre a Wall Street, sul fronte societario, Apple ha annunciato che Broadcom produrrà chip destinati ai prodotti del costruttore di iPhone nell’ambito di un accordo dal valore probabilmente superiore a 30 miliardi di dollari. Le azioni di Apple sono salite dello 0,9%, risultando tra le migliori performance del Dow Jones, mentre Broadcom ha guadagnato il 4,8%. Infine, le azioni di Nvidia sono salite del 3,7%, registrando la migliore performance del Dow Jones.
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