Alessandro Cicognani 14/01/2026
Markets Today: Record oro e argento; incontro Usa-Groenlandia; Cina più forte dei dazi; Hera guarda a Sostelia
Gli occhi del mondo oggi saranno tutti puntati verso una sola direzione: l’incontro tra il Segretario di Stato americano Marco Rubio e i funzionari groenlandesi e danesi. I colloqui si concentreranno sui ripetuti passi avanti fatti del presidente statunitense Donald Trump verso l’acquisizione dell’isola artica, a suo avviso strategica per difendere il Paese da Russia e Cina. Ricca di terre rare e altre materie prime, la Groenlandia e così anche la Danimarca hanno più volte affermato che la regione non è in vendita, ma il Tycoon ha ventilato la possibilità di ricorrere alla forza militare per impossessarsene.
Trump promette “aiuti in arrivo” per il popolo iraniano; il petrolio balza del 3%
Da giorni le geopolitica – e così la finanza – è poi concentrata anche sull’Iran. Ieri il presidente Trump in una dichiarazione pubblica ha invitato il popolo iraniano in rivolta a continuare con la loro protesta (migliaia di persone sono state uccise nella repressione), perché un intervento militare degli Stati Uniti “è in arrivo”. Le tensioni in uno dei Paesi membri dell’Opec+, l’organizzazione delle nazioni produttrici di petrolio, ha messo sotto pressione il prezzo del greggio, che infatti ieri è balzato del 3% portandosi sopra i 60,7 dollari per il Wti e oltre i 65 dollari per il Brent.
Argento record sale a 90 dollari l’oncia; massimo storico anche per l’oro a 4.640 dollari
In un quadro decisamente complesso per il mondo, a cui bisogna aggiungere lo scontro in atto tra la Casa Bianca e Jerome Powell, che ieri ha ricevuto l’appoggio di undici governatori di altrettante banche centrali del mondo (tra cui quello di Christine Lagarde della Bce), chi continua a guadagnare sono i metalli preziosi. Nelle ultime ore l’argento è quello che ha messo a segno il salto più lungo di tutti, essendo cresciuto del 3,5% e portandosi a un nuovo massimo storico oltre i 90 dollari l’oncia. Record anche per l’oro, che questa mattina è in crescita dell’1% e il cui prezzo tocca ora 4.640 dollari l’oncia.
Dazi americani: oggi possibile decisione della Corte Suprema; trema il Governo
Passando al tema dazi Usa, oggi potrebbe essere la giornata decisiva per la Corte Suprema degli Stati Uniti. L’organo si sarebbe dovuto esprimere venerdì scorso (9 gennaio), ma come in suo potere alla fine aveva deciso di rinviare. I giudici devono decidere se il presidente Trump poteva o meno bypassare il Congresso come ha fatto. Qualora Trump dovesse avere torto, il Governo americano potrebbe trovarsi nelle condizioni di dover rimborsare i dazi già incassati, circa 600 miliardi di dollari. Trump su Truth ha scritto: “se la Corte giudicherà incostituzionale i dazi, siamo fottuti”.
L’inflazione stabile negli Usa non basta; Wall Street chiude in rosso causa geopolitica
Dopo giorni di rally, ha invece tirato il freno a mano Wall Street, che ieri ha chiuso tutta in rosso: il Dow Jones ha ceduto lo 0,80% l’S&P 500 lo 0,19% e il Nasdaq lo 0,10%. L’inflazione rimasta stabile al 2,7% a dicembre negli Usa (2,6% quella core, cioè al netto di energia e alimentare) non è bastata a sedare i dubbi sul contesto geopolitico particolarmente complesso e che in questo momento sta premiando solo le quotate del comparto energetico. Anche questa mattina, infatti, i futures azionari americani sono fermi, sintomo che gli investitori si sono presi un attimo di pausa.
La stagione delle trimestrali Usa si apre in rosso: -7% gli utili della banca JpMorgan
Quella di ieri è stata una giornata da dimenticare soprattutto per i titoli finanziari statunitensi, che al debutto delle trimestrali non hanno mostrato i risultati sperati. Il colosso bancario di Wall Street JpMorgan (-0,4%) ha infatti registrato un calo del 7% degli utili nell’ultimo trimestre del 2025, mentre i ricavi hanno mancato le stime degli analisti. Tutta colpa delle commissioni da investment banking, che hanno mostrato un calo deludente. La banca ha inoltre contabilizzato un accantonamento straordinario di 2,2 miliardi di dollari per potenziali perdite sui futures legati all’acquisto del programma di carte di credito Apple.
Hera vuole acquisire parte del gruppo Sostelia; Europa attesa poco mossa in apertura
Passando all’Europa, i listini del Vecchio Continente sono attesi poco mossi questa mattina in apertura: +0,12% l’andamento dei futures sull’Eurostoxx50 alle 8.30. Sul listino milanese attenzione in particolare a Stm, dopo che l’amministrazione Trump ha dato il via libera formale alle vendite in Cina del secondo chip AI più potente di Nvidia. Nel settore delle utility attenzione invece a Hera, che secondo il Sole 24 Ore ha in corso negoziazioni per l’acquisto di un ampio pacchetto del gruppo Sostelia, player italiano privato per le tecnologie e il trattamento delle acque industriali e civili controllato da Xenon Fidec.
Deutsche Bank rivede al ribasso le stime sulla difesa europea e i listini vanno in rosso
Davanti all’inflazione Usa, allo scontro Trump-Powell, alle trimestrali più debole delle attese e a un quadro geopolitico complesso, ieri i listini europei si sono quasi tutti fermati. Piazza Affari ha perso lo 0,45%, Parigi ha ceduto lo 0,14%, mentre il Dax di Francoforte ha chiuso in torno alla parità (+0,06%). Tra le blue chip a Milano pesa il calo del 7,2% fatto registrare da Buzzi, così come la revisione al ribasso di Deutsche Bank su Fincantieri, che infatti ha perso il 4,5%. In generale la banca tedesca ha visto al ribasso tutte le sue previsioni sui titoli della difesa europei, che infatti stanno rintracciando al ribasso.
Cina più forte dei dazi; il surplus commerciale tocca gli 1,2 trilioni di dollari
Chi ha messo il turbo sono invece le borse asiatiche. Questa mattina a mettersi in mostra è la Cina (+0,5% Hong Kong e + 0,3% per Shanghai), dove la crescita delle esportazioni a dicembre ha superato le attese, spingendo il surplus commerciale annuo a un nuovo massimo storico a quota 1,2 trilioni di dollari, nonostante il crollo del 30% verso gli Stati Uniti. Le importazioni sono aumentate del 5,7%, il ritmo più sostenuto degli ultimi tre mesi. La migliore rimane però Tokyo, col Nikkei che tocca un nuovo massimo storico mentre si fa largo l’ipotesi di elezioni anticipate per rafforzare la leadership della premier Sanae Takaichi.
Crediti: Foto Freepik






