Alessandro Cicognani 15/07/2026
Markets Today: Retromarcia Trump su Hormuz; inflazione Usa al 3,5%; rallenta la Cina; Ibm giù del 25%; l’AI spinge Asml
Donald Trump si conferma ancora una volta “Taco” (Trump always chickens out), acronimo utilizzato dai mercati per descrivere la sua tendenza a minacciare e poi fare marcia indietro. Lunedì il presidente Usa aveva annunciato l’istituzione di un pedaggio del 20% sulle navi intravisto da Hormuz, ieri lo ha cancellato, sostituendolo con promesse di investimenti dei Paesi del Golfo negli Stati Uniti. La tensione resta comunque altissima: le forze americane ieri hanno colpito per sette ore installazioni missilistiche, droni, mezzi navali e difese costiere iraniane. Il petrolio è tornato così a correre, con il Brent diretto verso quota 86 dollari questa mattina.
Inflazione Usa scende al 3,5%; Warsh promette un “cambio di regime” alla Fed
Intanto ieri la lettura dell’inflazione Usa di giugno ha fatto tirare un sospiro di sollievo alla prima economia del mondo: il dato mensile è sceso dello 0,4%, mentre quello annuo dal 4,2% al 3,5%, contro il 3,8% atteso. Resta tuttavia la spada di Damocle del perdurare delle tensioni in Medio Oriente, che potrebbe tornare ad accendere i prezzi. Nel corso della sua prima audizione alla Camera da presidente della Fed, ieri Kevin Warsh ha comunque promesso un “cambio di regime” per eliminare quella che ha definito la “tassa” dell’inflazione su cittadini e imprese. Ha anche annunciato una revisione del bilancio, dei dati e dei metodi utilizzati per valutare i prezzi.
Caso Ibm: tonfo del 25% in borsa dopo l’annuncio di ricavi sotto le attese
È in questo contesto che ieri Wall Street è tornata a guardare al tech, con un andamento che ha lasciato tutti sbalorditi: lo scivolone di Ibm in borsa del 25%. Si è trattato della peggiore seduta per l’azienda dall’ottobre del 1987. Tutto questo a causa di un profit warning annunciato del gruppo, che prevede ricavi trimestrali per 17,2 miliardi di dollari, contro i 17,9 miliardi stimati, e un utile rettificato per azione di 2,93 dollari, sotto i 3,01 attesi. A pesare sono il rinvio di alcuni grandi contratti e lo spostamento dei budget dei clienti vero infrastrutture per l’AI. Il tonfo è però arrivato in una giornata tutt’altro che negativa per il tech.
Wall Street sale con i chip; banche: conti in salita ma le quotazioni scivolano
Wall Street ha infatti chiuso in rialzo nonostante Ibm: il Nasdaq ha guadagnato lo 0,9% ieri, l’S&P 500 lo 0,38%, mentre il Dow Jones è rimasto quasi fermo, +0,02%. A sostenere il mercato sono stati soprattutto i chip, con Micron +5,3%, Applied Materials +4,2%, Teradyne +4,6% e Sandisk +6,4%. Oggi il future sul Nasdaq è ancora in salita dello 0,7%, mentre sono in arrivo i conti di Morgan Stanley, BlackRock, Johnson & Johnson e United Airlines. Ieri i conti delle grandi banche hanno superato le attese, ma i titoli non hanno brillato: Wells Fargo ha perso il 2,3% e Citigroup il 5,3% nonostante utili e ricavi superiori alle stime.
In Corea SK Hynix vola dell’11%; la crescita cinese rallenta per la prima volta dal 2022
Anche l’Asia conferma il ritorno degli acquisti sulla tecnologia. Il Kospi sudcoreano ha guadagnato oltre il 6% questa mattina, trascinato da SK Hynix, balzata dell’11%, e Samsung Electronics, salita del 6,8%. Bene anche Tokyo, con il Nikkei in rialzo dell’1,5%. Più cauta la Cina, che proprio oggi si ritrova a dover fare i conti con un Pil cresciuto nel secondo trimestre del 4,3%, sotto il 4,5% atteso e al ritmo più lento dal 2022. A pesare è il crollo degli investimenti fissi urbani, scesi del 5,7% nel semestre, con l’immobiliare a -18%. Il boom dell’export non basta a compensare la debolezza interna.
Asml alza le stime grazie alla corsa ai chip per l’AI; Europa attesa prudente in apertura
Asml apre la giornata europea nel segno dell’intelligenza artificiale. Il gruppo olandese ha alzato per la seconda volta nel 2026 le previsioni: ricavi annui ora attesi tra 43 e 45 miliardi di euro, contro i precedenti 36-40, e margine lordo tra il 54% e il 56%. La domanda arriva dai produttori che stanno ampliando gli impianti per sostenere il boom dell’AI; il titolo, già in rialzo di circa il 70% da gennaio, sostiene il comparto tecnologico europeo. I futures restano però prudenti questa mattina (+0,12% i future sull’Eustostoxx 50), frenati dal petrolio e dalla geopolitica. Ieri Francoforte ha guadagnato lo 0,2%, Londra lo 0,23% e Parigi lo 0,03%.
Milano si prepara alle trimestrali: Morgan Stanley stima trimestre solido per le banche
Piazza Affari scalda invece i motori per la stagione delle trimestrali, che entrerà nel vivo dalla prossima settimana. Il primo appuntamento di peso è mercoledì 22 luglio con Unicredit, mentre le giornate clou saranno il 29 e il 30, quando pubblicheranno i conti gran parte delle big italiane. Morgan Stanley si aspetta un trimestre solido per le banche, con 7,4 miliardi di utili cumulati e stime sopra il consenso soprattutto su margine d’interesse e costi. Per Unicredit vede in particolare un utile di 2,91 miliardi. Ieri il Ftse Mib ha chiuso a +0,1% a 52.862 punti, con Prysmian +3,4% e Fincantieri +2,7%.
Gens Aurea debutta in rosso a Piazza Affari: -0,5% nel giorno della prima seduta
Rimanendo a Milano, debutto fiacco per Gens Aurea ieri. La prima Ipo del 2026 sul mercato principale di Piazza Affari – e prima nuova quotazione su Euronext Milan da tre anni – ha infatti archiviato la seduta con un -0,5%. Il gruppo attivo nella compravendita di oro e preziosi è arrivato a perdere oltre il 3% durante la giornata. Da segnalare che l’avvio era stato di segno opposto. L’offerta agli investitori istituzionali ha riguardato 10,1 milioni di azioni, pari al 10% del capitale, a 10 euro ciascuna, per una valutazione di 1,01 miliardi. La società punta a 1,5 miliardi di ricavi nell’intero 2026.
Credits: Foto Magnific






