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13/05/2026
Sale l'inflazione Usa; frenano S&P e Nasdaq; l'India dazia oro e argento; utili record delle banche italiane

Markets Today: Sale l’inflazione Usa; frenano S&P e Nasdaq; l’India dazia oro e argento; utili record delle banche italiane

L’innalzamento del prezzo del petrolio dovuto al conflitto in Medio Oriente colpisce anche gli Stati Uniti. In Uk titoli di Stato ai massimi del secolo con Starmer in bilico.

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L’inflazione americana torna a correre e rimette sotto pressione i mercati globali. Ad aprile il CPI Usa è salito al 3,8%, massimo da maggio 2023, sopra le attese degli analisti, con il petrolio ancora vicino ai 100 dollari al barile a spingere i costi energetici. Wall Street teme ora una Fed più prudente sui tagli dei tassi, mentre l’attenzione geopolitica si sposta tutta su Pechino, dove domani Donald Trump incontrerà Xi Jinping in un faccia a faccia ad altissima tensione. Sul tavolo ci saranno Iran, Taiwan, dazi, chip e intelligenza artificiale. Intanto Teheran ha alzato nuovamente il livello dello scontro, dicendosi pronta ad arricchire l’uranio fino al 90%. Alla missione Usa si è unito anche Jensen Huang, ceo di Nvidia, richiamato personalmente da Trump dopo l’esclusione iniziale dalla delegazione. Un segnale forte sul peso strategico che il settore dei semiconduttori avrà nei colloqui tra Washington e Pechino.

 

Titoli di stato britannici ai massimi dal 1998; è crisi politica per il governo Starmer

Sono poi finiti sotto pressione i mercati obbligazionari del Regno Unito. I rendimenti dei gilt trentennali britannici hanno raggiunto il 5,79%, sui massimi dal 1998, mentre cresce la sfiducia degli investitori sulla tenuta politica del governo Starmer. Il premier ha escluso dimissioni dopo il crollo dei Laburisti alle elezioni locali, ma nelle ultime ore si sono dimessi diversi sottosegretari e assistenti ministeriali. La tensione politica si riflette direttamente sul debito sovrano, già colpito dall’aumento dei costi energetici e dalle incertezze geopolitiche legate all’Iran.

 

S&P 500 e Nasdaq in frenata con i dati deludenti dell’inflazione americana

Dando allora uno sguardo al mercato, i future americani si muovono poco sopra la parità dopo la chiusura contrastata di ieri. Il Dow Jones ha terminato in rialzo dello 0,11%, mentre S&P 500 e Nasdaq hanno perso rispettivamente lo 0,16% e lo 0,71%, penalizzati dal comparto tech e dalla nuova accelerazione dell’inflazione Usa. I mercati attendono ora il dato sui prezzi alla produzione, previsto oggi, che potrebbe confermare ulteriormente le pressioni inflazionistiche alimentate dal petrolio. Sul fronte societario, forti movimenti per Wendy’s (+8,9%) dopo indiscrezioni su un possibile delisting.

 

Il Kospi rimbalza dopo il negativo del 3% dovuto alla tassa sull’intelligenza artificiale

Parlando invece di Asia, i mercati questa mattina si sono divisi tra inflazione americana, petrolio e attesa per l’incontro Trump-Xi. Il Nikkei ha chiuso in rialzo dello 0,7%, sostenuto dal comparto industriale e dai semiconduttori, mentre l’Hang Seng è rimasto debole attorno alla parità e Shanghai ha terminato poco mossa. Rimbalzo invece per il Kospi sudcoreano, che ha recuperato oltre l’2,5% dopo il negativo del 3% registrato ieri in seguito alle nuove tasse sull’intelligenza artificiale introdotte dal governo di Seul. Restano comunque elevate le tensioni sul fronte energetico, con il Brent sopra i 106 dollari.

 

L’India di Narendra Modi alza i dazi su oro e argento per difendere la rupia

Quanto all’India, una notizia sta facendo discutere in queste: la decisione di aumentare i dazi sulle importazioni di metalli preziosi nel tentativo di frenare il crollo della rupia e contenere il deficit commerciale aggravato dall’aumento dei costi energetici. Nuova Delhi ha portato i dazi su oro e argento dal 6% al 15%, mentre il premier Narendra Modi ha invitato i cittadini a ridurre gli acquisti di oro per almeno un anno. L’India resta il secondo consumatore mondiale di oro e importa circa l’85% del proprio fabbisogno energetico: il rialzo del petrolio legato alle tensioni in Iran sta quindi mettendo forte pressione sui conti.

 

Europa attesa positiva grazie alle solide trimestrali; buyback da 7 miliardi per Siemens

Le borse europee si preparano a un’apertura in rialzo dopo la seduta negativa di ieri. Alle 8.30 di questa mattina i future sull’Eurostoxx 50 segnavano un netto +0,85%. I mercati restano però prudenti per l’inflazione americana e le tensioni geopolitiche. Sul fronte societario, occhi puntati sulle trimestrali: Allianz ha chiuso con un utile operativo record di 4,52 miliardi di euro e in giornata arriveranno anche Deutsche Telekom, Porsche e Merck. Bene Siemens, che sostiene il Dax dopo aver annunciato un buyback da 7 miliardi di euro in seguito a utili trimestrali superiori alle attese. Ieri invece i listini europei avevano chiuso tutti in calo, penalizzati soprattutto dai timori sulla tenuta del cessate il fuoco tra Usa e Iran.

 

Eni a caccia di investitori per un’operazione sugli asset di gas naturale liquefatto

A Piazza Affari resta alta l’attenzione sui titoli energetici e bancari. Eni è osservata speciale dopo aver incaricato Morgan Stanley di assisterla nella raccolta di fondi da investitori come Apollo, Kkr e Stonepeak. Obiettivo: una possibile operazione su suoi asset Flng (floating liquefied natural gas). Focus anche sulle banche in vista delle nuove mosse del risiko finanziario e delle indicazioni che arriveranno dalle trimestrali. Restano sotto osservazione Mps, Mediobanca e Banco Bpm, mentre il mercato continua a monitorare gli sviluppi sul consolidamento del settore.

 

Banche: utili record a 7,8 miliardi di euro nel primo trimestre del 2026

Le banche italiane continuano infatti a beneficiare dei tassi elevati e della crescita del margine d’interesse. I sei maggiori istituti del Paese hanno chiuso il primo trimestre con utili aggregati pari a 7,8 miliardi di euro, in crescita del 4,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Secondo l’analisi di Value Partners pubblicata da Milano Finanza, a trainare il settore sono ancora Intesa Sanpaolo e Unicredit: la prima ha registrato profitti per 2,76 miliardi (+6%), mentre la banca guidata da Andrea Orcel è salita a 3,22 miliardi (+16%). Più debole invece l’andamento degli istituti medi.

 

Credits: Foto Magnific

Tags:
bancheIndiainflazioneoro

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