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05/05/2026

Markets Today: sale tensione in Medio Oriente; rupia su minimi storici; Australia aumenta tassi; conti Unicredit sopra attese

Mercati deboli per tensioni Usa-Iran a Hormuz; petrolio volatile; Bce potrebbe alzare i tassi a giungo e Trump attacca ancora Powell; conti Unicredit battono le attese e la banca alza l'obiettivo sull'utile

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Avvio fiacco sui listini azionari europei con il conflitto in Medio Oriente che è tornato a far preoccupare gli investitori. Il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran è finito sotto pressione dopo che Teheran ha aperto il fuoco contro navi da guerra americane e ha violentemente ostacolato uno sforzo degli Stati Uniti per rilanciare il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. Dopo che l’Iran ha lanciato missili da crociera e altri proiettili contro navi da guerra statunitensi e imbarcazioni commerciali, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato di aver utilizzato elicotteri Apache per affondare i motoscafi iraniani che stavano minacciando il traffico nello Stretto.

S&P 500 e Nasdaq arretrano dopo i massimi storici

L’S&P 500 e il Nasdaq sono scesi dai massimi storici nella seduta di ieri mentre i prezzi del petrolio hanno accelerato al rialzo, in un contesto di segnali che indicano una possibile nuova escalation del conflitto in Medio Oriente. Nel dettaglio l’S&P 500 ha perso lo 0,41% a 7.200,75 punti, il Nasdaq lo 0,19% a 25.067,8 punti e il Dow Jones l’1,13% a 48.941,9 punti. Ad eccezione del settore energetico, tutti i comparti hanno chiuso in rosso, guidati dai materiali.

Petrolio in calo dopo i forti rialzi di ieri

I prezzi del petrolio trattano in calo, con ribassi intorno all’1%, per una possibile correzione tecnica dopo i forti rialzi di ieri. Tuttavia, secondo gli analisti, i ribassi saranno probabilmente contenuti poiché il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran è sotto pressione. I prezzi del greggio sono aumentati gradualmente nelle ultime settimane a causa dello stallo tra Stati Uniti e Iran, con alcuni investitori preoccupati che l’apparente mancanza di progressi nei colloqui di pace possa portare a ulteriori interruzioni delle forniture.

Rupia indiana sui minimi storici contro il dollaro

Sul valutario, la rupia indiana è scesa a 95,4 per dollaro, toccando un nuovo minimo storico dopo un breve periodo di stabilizzazione, mentre il rafforzamento dei prezzi globali del petrolio ha intensificato le pressioni sulla valuta. Il movimento segue il rialzo del 6% del greggio registrato ieri 4 maggio, dopo l’escalation delle azioni militari dell’Iran nello Stretto di Hormuz e l’attacco subito da un impianto petrolifero negli Emirati Arabi Uniti, eventi che hanno ulteriormente scosso i mercati energetici e hanno spinto al rialzo il biglietto verde.

La Banca centrale australiana alza i tassi per contrastare l’inflazione

Sul fronte della politica monetaria, la Reserve Bank of Australia ha alzato il tasso di interesse di riferimento di 25 punti base, portandolo al 4,35%. La Banca ha sottolineato che l’inflazione è aumentata in modo significativo già dal secondo semestre dello scorso anno e che il conflitto in Medio Oriente ha provocato un forte aumento dei prezzi dei carburanti e delle materie prime correlate, già in grado di aggiungere pressione al rialzo sull’indice, con primi segnali del fatto che molte imprese che subiscono pressioni sui costi stanno cercando di aumentare i prezzi di beni e servizi.

Per Nagel della Bundesbank la Bce potrebbe alzare i tassi nella prossima riunione

La Banca Centrale Europea, invece, potrebbe alzare i tassi di interesse nella riunione del mese prossimo se l’inflazione dell’Eurozona dovesse continuare a salire a causa dell’impatto della guerra in Iran, ha affermato il governatore della Bundesbank. “Se le prospettive di inflazione non dovessero mostrare un miglioramento significativo nelle proiezioni” del prossimo meeting, “ciò indicherebbe la necessità di un aumento dei tassi di interesse”, ha puntualizzato Joachim Nagel in un discorso a Francoforte. “Mi aspetto che a giugno la nebbia si diradi in una certa misura e che si possa vedere più chiaramente la direzione verso cui stiamo andando”, ha aggiunto Nagel. “Il nostro obiettivo è chiaro: vogliamo che il tasso di inflazione torni al 2% nel medio termine. Stiamo quindi allineando di conseguenza il nostro orientamento di politica monetaria”.

Trump torna ad attaccare Powell

Passando agli Stati Uniti, il presidente americano, Donald Trump, è tornato ad attaccare il numero uno della Federal Reserve, Jerome Powell. “Too Late è un disastro per l’America! I tassi di interesse sono troppo alti!”, ha scritto su Truth Social l’inquilino della Casa Bianca.

Conti Unicredit battono attese; target utile del 2026 rivisto al rialzo

Infine, sul fronte societario, Unicredit ha presentato i risultati del primo trimestre in coincidenza con l’avvio dell’offerta pubblica di scambio su Commerzbank. La banca guidata da Andrea Orcel ha registrato un utile netto di 3,2 miliardi, in crescita del 16,1% su base annua, sostenuto da una solida generazione organica di capitale che permette una remunerazione significativa degli azionisti. Il dato ha battuto il consensus degli analisti che si attendevano un risultato vicino ai 2,7 miliardi. È il 21° trimestre consecutivo di crescita redditizia e il miglior risultato di sempre, con performance record su tutte le principali linee. Alla luce di risultati superiori alle attese, Unicredit ha alzato l’obiettivo di utile 2026 ad almeno 11 miliardi e ha confermato i target al 2028-2030, nonostante un contesto macroeconomico più complesso.

 

Credits: Foto Magnific

Tags:
australiaIranrupiaunicredit

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