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03/08/2026
Sell-off sui chip in Asia; Usa e Giappone salvano lo yen; Prysmian compra Atkore; Mps ora vuole Bpm

Markets Today: Sell-off sui chip in Asia; Usa e Giappone salvano lo yen; Prysmian compra Atkore; Mps ora vuole Bpm

Seul perde oltre il 5% sotto i colpi delle vendite sui semiconduttori. I future di Europa e Wall Street provano a reagire, mentre Trump riapre la strada dei negoziati con l’Iran.

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La prima settimana di agosto si apre con venti tutt’altro che sereni dall’Asia. A riaccendere l’avversione al rischio è una nuova ondata di vendite sui semiconduttori, che ha travolto soprattutto Seul e riporta al centro i dubbi sulla sostenibilità del rally legato all’intelligenza artificiale. Ora bisognerà capire se il contagio arriverà anche in Europa e, soprattutto, a Wall Street. Nell’ultima settimana il mercato ha accolto in modo opposto i conti delle big tech: Apple e Meta hanno perso circa l’8% da lunedì a venerdì, Alphabet ha guadagnato il 9,8% e Microsoft quasi il 19%. Nel complesso, però, i listini statunitensi ed europei hanno tenuto grazie a una stagione degli utili generalmente solida. Il Dow Jones ha fatto +0,53%, +1% per l’S&P 500 e +1,8% il Nasdaq; in Europa Milano è cresciuta dello 0,5% settimanale, Francoforte ha fatto +1% e Parigi +1,2%. L’Asia, al contrario, ha pagato il conto più salato con tutti i listini in rosso.

 

Il sell-off sui chip travolge Seul: il Kospi perde oltre il 5% e il Nikkei arretra dell’1%

Come anticipato, la settimana parte con una netta frenata dell’Asia, dove il sell-off sui chip ha travolto soprattutto la Corea del Sud. Il Kospi ha chiuso in calo di oltre il 5%, trascinato da Samsung Electronics e SK Hynix, entrambe giù di più del 7%. A Tokyo il Nikkei ha perso circa l’1%, penalizzato anche dal recupero dello yen. Più contenute le oscillazioni cinesi: Shanghai ha ceduto lo 0,6%, dopo che il Pmi manifatturiero è sceso a 50,9 punti, minimo da quattro mesi, mentre Hong Kong si è mossa attorno alla parità. Il segnale resta chiaro: l’Asia torna a interrogarsi sul prezzo pagato per la corsa all’intelligenza artificiale.

 

Storico intervento congiunto di Stati Uniti e Giappone per salvare lo yen

Un’altra notizia arriva dall’Asia: Stati Uniti e Giappone sono tornati a muoversi insieme per sostenere lo yen. L’intervento coordinato di venerdì, il primo acquisto congiunto della valuta nipponica dal 1998, ha fatto arretrare il dollaro dai 163,73 yen toccati giovedì fino a circa 156,5 oggi. Tokyo ha avvertito che potrebbe agire ancora, mentre il segretario al Tesoro Scott Bessent ha spiegato che la mossa è servita a contrastare movimenti disordinati. Dietro l’operazione non c’è solo il rischio di inflazione importata: uno yen troppo debole rischia di destabilizzare la finanza nipponica e provocare vendite sui Treasury americani.

 

Wall Street al rialzo dopo il balzo di venerdì; martedì il primo esame per SpaceX

Wall Street si prepara a iniziare agosto con il segno più: i future sul Dow Jones salgono di circa lo 0,9%, quelli sull’S&P 500 dello 0,6% e il Nasdaq 100 di quasi l’1%. Il mercato prova così a proseguire il rimbalzo di venerdì, quando il Dow ha guadagnato lo 0,53%, l’S&P 500 lo 0,7% e il Nasdaq l’1%, tornando vicino ai massimi. A sostenere il clima sono il calo del petrolio e trimestrali ancora solide. Il prossimo test arriverà martedì sera, a mercati chiusi, quando SpaceX presenterà per la prima volta i conti da società quotata, appuntamento molto atteso dopo la volatilità seguita all’Ipo di giugno.

 

Il lavoro americano torna sotto esame: venerdì i nonfarm payrolls e la disoccupazione

Come ogni prima settimana del mese, negli Stati Uniti tornano in primo piano i dati sul lavoro. Si comincia domani con il rapporto Jolts sulle offerte di impiego di giugno, per arrivare venerdì alle buste paga non agricole e al tasso di disoccupazione di luglio. Il consenso indica circa 83 mila nuovi posti e una disoccupazione stabile al 4,2%. Saranno questi numeri a orientare la Federal Reserve, che mercoledì 29 luglio ha lasciato i tassi fermi al 3,50-3,75% per la quinta volta consecutiva. La decisione ha però mostrato divisioni insolite: tre membri del Fomc avrebbero preferito un rialzo (ne abbiamo parlato qui).

 

Europa attesa positiva; AstraZeneca tratta una fusione da 400 miliardi con Bristol

L’Europa prova a ignorare il nuovo sell-off asiatico: i futures sull’Eurostoxx 50 indicavano un avvio in rialzo di circa lo 0,55% alle 8.30, sostenuto dalla discesa del petrolio. Venerdì i listini del Vecchio Continente hanno chiuso quasi tutti in positivo: +0,07% per Francoforte, +0,28% Parigi, +0,13% Milano e -0,27% Londra. La settimana sarà ancora scandita dalle trimestrali, ma resterà relativamente povera di dati macro. Riflettori su AstraZeneca, indicata dal Financial Times in trattativa con Bristol Myers Squibb per una fusione da quasi 400 miliardi di dollari, uno dei maggiori accordi farmaceutici di sempre.

 

Prysmian compra Atkore per 3,8 miliardi; Eni promette rendimenti fino al 10%

A Piazza Affari la seduta ruoterà attorno a Prysmian, Eni e alle banche. Prysmian ha infatti raggiunto un accordo per comprare la statunitense Atkore, produttrice di sistemi per cavi elettrici, per 3,8 miliardi di dollari: l’offerta in contanti vale 95 dollari per azione, con un premio del 30% sulla chiusura di venerdì. È la terza grande acquisizione americana del gruppo in due anni. Riflettori anche su Eni, dopo che l’ad Claudio Descalzi ha confermato a Milano Finanza rendimenti per gli azionisti fino al 10%, tra dividendi e buyback. Il Ftse Mib riparte dai 52.172 punti raggiunti venerdì.

 

Mps spariglia le carte del risiko: ora è Siena a studiare l’offerta su Banco Bpm

Occhio poi alle banche, perché il risiko bancario cambia ancora direzione. Venerdì Banco Bpm ha interrotto le consultazioni con Mps, spiegando che non esistono le condizioni per un accordo condiviso, dopo le perplessità di Crédit Agricole, primo socio con il 29,3%. Ma secondo il Financial Times ora sarebbe Mps a valutare un’offerta su Banco Bpm per contrastare l’Opas da 30,6 miliardi lanciata da Intesa. Carlo Messina ha ribadito venerdì di voler conquistare il Monte “a ogni costo”, ma senza migliorare l’offerta di 1,6 azioni Intesa più un euro per ogni titolo Mps. Un passaggio decisivo potrebbe arrivare giovedì 6 agosto, quando il cda di Siena approverà la trimestrale.

 

Webuild sfida Icop e lancia opa in contanti da 4,5 euro per azione su Trevi

Anche Trevi entra nella settimana sotto i riflettori. Sfidando l’offerta avanzata da Icop, Webuild ha lanciato un’opa in contanti da 4,5 euro per azione, valorizzando il gruppo cesenate delle fondazioni speciali 295 milioni e sfidando l’offerta in azioni presentata a giugno da Icop. La proposta riconosce un premio vicino al 30% rispetto al prezzo precedente all’offerta concorrente e punta a integrare competenze decisive per i grandi cantieri. Ora la scelta passa al mercato, ma sarà decisiva Cdp Equity, primo azionista di Trevi con il 21,3% e socio di Webuild con il 16,47%.

 

Oggi Trump riaprirà i negoziati con l’Iran e il petrolio crolla sotto gli 80 dollari

Sullo sfondo resta la geopolitica, che continua a muovere i prezzi. Donald Trump ha annunciato di aver sospeso un nuovo attacco in Iran e ha detto che i negoziati in Medio Oriente riprenderanno oggi, dopo le richieste arrivate da Teheran e da Paesi del Golfo. Le speranze di un’intesa su Hormuz e sul nucleare iraniano hanno fatto crollare il premio al rischio: il Wti perde quasi il 6% questa mattina e scende sotto gli 80 dollari, mentre il Brent arretra di oltre il 5% verso 83 dollari. A spingere al ribasso contribuisce l’Opec+, che da settembre aumenterà le quote di 188 mila barili al giorno.

 

Credits: Foto Magnific

Tags:
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