Bucks 28/07/2026
Markets Today: sell-off in Asia sui chip; Kospi -10%; Tokyo difende lo yen; Wall Street attende Fed e trimestrali dei colossi
Mentre prosegue la pausa nelle ostilità tra Stati Uniti e Iran, sui mercati sono tornati a crescere i timori legati al settore dell’intelligenza artificiale. Gli investitori temono infatti che il modello di crescita che ha sostenuto il boom dell’AI possa entrare in difficoltà se i grandi operatori tecnologici, come Microsoft, Amazon, Google e Meta, dovessero rallentare gli investimenti miliardari nelle infrastrutture necessarie per sviluppare questa tecnologia. Il rischio riguarda in particolare il cosiddetto modello di finanziamento circolare dell’AI: le grandi società tecnologiche investono enormi somme in data center e capacità di calcolo, alimentando la crescita dei fornitori di chip, software e servizi collegati, ma se questi investimenti venissero ridotti potrebbero emergere dubbi sulla sostenibilità delle attuali valutazioni di mercato.
Asia in rosso con crollo semiconduttori
Borse asiatiche in profondo rosso, trascinate dal crollo dei titoli dei semiconduttori. Il Kospi di Seul ha ceduto oltre il 10%, mentre il Nikkei di Tokyo è arretra del 4% circa. A trascinare al ribasso l’indice sudcoreano sono stati i pesi massimi Samsung Electronics (-12,99%) e Sk Hynix (-14,37%), i due maggiori produttori sudcoreani di chip di memoria. In territorio negativo anche Sk Square (-15,24%), azionista di maggioranza di Sk Hynix. Le vendite hanno colpito anche il comparto dei semiconduttori giapponese. Tokyo Electron ha lasciato sul terreno l’11%e Advantest oltre il 10%.
Tokyo pronta a difendere lo yen con gli Usa
Restano in Asia, la ministra delle Finanze giapponese ha lanciato un nuovo avvertimento agli operatori che effettuano speculazioni sul mercato valutario, sottolineando che gli Stati Uniti e il Sol Levante condividono la stessa posizione riguardo ai recenti movimenti del cambio tra il dollaro e lo yen. La posizione del governo, secondo cui adotterà le misure necessarie contro i movimenti speculativi dello yen, resta invariata, ha dichiarato Satsuki Katayama nel corso di un evento organizzato da Lseg a Tokyo. “Ritengo che sia il Giappone sia gli Stati Uniti condividano la stessa posizione, ossia che siamo pronti a intervenire se necessario”, ha puntualizzato la ministra.
Chiusura contrastata a Wall Street in attesa Fed e trimestrali
Tornando all’azionario, chiusura contrastata a Wall Street al termine di una seduta volatile, caratterizzata dal forte calo dei prezzi del petrolio, mentre gli investitori restano in attesa della decisione di politica monetaria della Federal Reserve e della pubblicazione delle trimestrali di numerose grandi società. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,51% a 52.210,08 punti, mentre il Nasdaq Composite ha ceduto lo 0,18% a 24.932,08 punti. L’S&P 500 ha terminato gli scambi in rialzo frazionale dello 0,02% a 7.413,18 punti. La maggior parte dei settori ha chiuso in rialzo, guidata dai beni di consumo primari, mentre il comparto energia ha registrato la flessione più marcata. Oggi prende il via la riunione di due giorni del Federal Open Market Committee, con la decisione sui tassi prevista domani. Secondo il Cme FedWatch Tool, la probabilità che la Fed lasci invariato il costo del denaro è attualmente del 62%, mentre il restante 38% del mercato scommette su un rialzo di 25 punti base. Nel corso della settimana sono inoltre attesi i risultati trimestrali di numerosi colossi, tra cui Microsoft, Apple, Amazon, Meta Platforms, Visa, Mastercard, ExxonMobil, Coca-Cola, Procter & Gamble, Qualcomm e Boeing.
Nvidia in calo del 5% dopo accordo con OpenAI
Nel frattempo, le azioni di Nvidia sono scese del 4,99% dopo che la società ha avviato trattative per fornire una garanzia finanziaria di circa 250 miliardi di dollari a OpenAI, nell’ambito di un maxi progetto per la costruzione di un data center in Ohio. Gli scettici hanno evidenziato la natura insolita dell’operazione, che potrebbe portare Nvidia a finanziare un progetto destinato a diventare uno dei suoi principali clienti. I sostenitori del titolo, invece, ritengono che queste preoccupazioni siano infondate, considerando l’enorme domanda di hardware tecnologico generata dalla corsa agli investimenti nei data center per l’intelligenza artificiale.
Capitalizzazione di Apple supera quella di Nvidia
Apple ha superato Nvidia ieri conquistando il titolo di società con la maggiore capitalizzazione al mondo, con il produttore dell’iPhone che ha chiuso la seduta davanti al colosso dei chip per l’intelligenza artificiale per la prima volta dall’aprile 2025. Le azioni di Nvidia hanno perso il 5% lunedì, portando la capitalizzazione della società a 4.770 miliardi di dollari, mentre i titoli legati ai chip per l’intelligenza artificiale hanno registrato un calo generalizzato a causa delle preoccupazioni degli investitori sugli elevati costi necessari per lo sviluppo delle infrastrutture dedicate all’IA. Al contrario, le azioni di Apple sono salite dell’1%, portando la capitalizzazione del gruppo a 4.950 miliardi di dollari, in vista dei risultati trimestrali molto attesi che saranno pubblicati giovedì.
Azionario Europa resiste; migliora il quadro delle esportazioni tedesche
Resistono al selloff sui chip le Borse europee in avvio seduta con il Dax che sale dello 0,2% circa dopo i primi scambi. Il sentiment nell’industria tedesca orientata all’export è migliorato leggermente. Le aspettative sulle esportazioni calcolate dall’istituto Ifo si sono attestate a -3,7 punti a giugno, rispetto ai -5,7 di maggio. “Gli esportatori restano scettici sul fatto che l’incertezza geopolitica possa diminuire in modo sostenibile”, afferma Klaus Wohlrabe, responsabile dei sondaggi dell’Ifo. “Inoltre, la concorrenza internazionale rimane forte”.
Prosegue la discesa dei prezzi del petrolio e del gas
Infine, sul fronte delle commodity, prosegue la discesa del petrolio con i prezzi che calano dell’1% circa verso gli 80 dollari al barile. Gli Stati Uniti hanno sospeso gli attacchi contro l’Iran per la terza notte consecutiva, mentre Teheran ha continuato a segnalare di volersi astenere da qualsiasi azione di rappresaglia. Anche la ripresa, avvenuta ieri, delle esportazioni di petrolio dal terminal del Caspian Pipeline Consortium, rimasto chiuso la scorsa settimana, ha rappresentato un ulteriore elemento di sollievo per il mercato petrolifero. In territorio negativo anche il gas europeo che cede il 3% circa poco sopra 56 euro per megawattora. Infine l’oro è in discesa a 4.049 dollari con il rafforzamento della valuta statunitense che ha anche spinto il cambio tra l’euro e il biglietto verde nuovamente sotto quota 1,14.
Credits: Foto Magnific






