Alessandro Cicognani 26/11/2025
Markets Today: Taiwan si arma contro la Cina; Alphabet sfida Nvidia; Hassett in pole per la Fed; Italia non più in infrazione
Il leader ucraino Zelensky ha sottoscritto la bozza di pace in 19 punti elaborata da Stati Uniti ed Europa. La fine della guerra con la Russia potrebbe insomma essere sempre più vicina e ora la palla è passata nelle mani di Mosca, che nella notte ha comunque concluso due attacchi missilistici su Kharkiv e su Zaporizhia. Secondo il numero uno della Casa Bianca, però, “l’accordo è vicino”. Il negoziatore statunitense Steve Witkoff nella notte si è recato in Russia per incontrare Putin. Una notizia, questa, che ha segnato l’andamento dei mercati, soprattutto in Europa. Ma mentre a Kiev si potrebbe andare verso un cessate il fuoco, questa mattina è esplosa la bufera a Taiwan, che si prepara a investire 34 miliardi di euro in difesa per armarsi contro la Cina.
Milano riparte da quota 43 mila punti; oggi Londra presenta la legge di Bilancio
Quello di ieri nel Vecchio Continente è stato infatti un martedì borsistico spaccato in due. Dopo una mattinata cauta, Milano e il resto d’Europa hanno invece chiuso la giornata vicino a nuovi massimi. Il rialzo ha sfiorato il punto percentuale tanto per Piazza Affari che per Francoforte. Poco più indietro, a +0,8%, Parigi. La borsa milanese è oramai di nuovo a un passo dai 43 mila punti, livello da cui riprenderanno le contrattazioni. I listini europei sono dati positivi in apertura, +0,66% i futures sull’Eurostoxx50 alle 8.30. Occhi puntati su Londra, dove cresce l’attesa dei mercati per la legge di Bilancio di oggi: potrebbe mettere sotto pressione la crescita del Paese visto il previsto aumento delle tasse.
Vola il settore delle costruzioni con l’ipotesi di pace in Ucraina; Buzzi guadagna il 6%
A determinare il cambio di rotta in Europa ieri sono state le prime indiscrezioni sul via libera al piano di pace in Ucraina arrivato da Zelensky. Poi confermate in serata. Il mercato evidentemente crede nel successo delle trattative e infatti i titoli migliori sono stati quelli delle costruzioni. Buzzi a Milano ha guadagnato oltre il 6%. Si scommette dunque che i grandi gruppi europei potranno avere un ruolo nella ricostruzione dell’Ucraina una volta siglata la fine della guerra. A Francoforte Heidelberg è salita del 6,3%, a Zurigo Amrize e Holcim hanno guadagnato rispettivamente il 5% e il 3%.
La Commissione europea sospende l’Itala dalla procedura d’infrazione sul deficit
C’è poi un’altra buona notizia che ieri ha dato linfa vitale al buon andamento di Piazza Affari. La Commissione europea ha infatti promosso i conti pubblici dell’Italia e sospeso la procedura d’infrazione per deficit eccessivo (sopra al 3%). Dopo la recente promozione di Moody’s, che ha alzato il rating del Paese, ora arriva anche quella dell’organo europeo, che parla di “bilancio in ordine, ma anche di crescita ancora anemica”. La sospensione per il momento avrà carattere temporaneo: solo le previsioni definitive di Eurostat sul 2025 diranno se il deficit è effettivamente rientrato stabilmente nei parametri. Dunque, perché diventi definitiva bisognerà attendere la primavera dell’anno prossimo.
Terzo rialzo di fila a Wall Street; Kevin Hassett in pole per sostituire Powell alla Fed
È stata una giornata euforica anche per Wall Street quella di ieri. Il listino a stelle e strisce ha infatti inanellato la terza seduta di fila in rialzo: il Dow Jones è cresciuto dell’1,43%, il Nasdaq è salto dello 0,67% e lo S&P 500 ha terminato le contrattazioni in rialzo dello 0,91%. Il mercato evidentemente continua a sperare in un taglio dei tassi a dicembre, ma soprattutto sembra aver accolto con entusiasmo l’idea che a prendere il posto di Jerome Powell alla guida della Fed possa arrivare Kevin Hassett, fedelissimo del presidente Trump e attuale direttore del consiglio economico nazionale della Casa Bianca. È infatti visto come un uomo che porterebbe avanti la linea del Tycoon fatta di una politica monetaria espansiva.
Meta in trattativa per acquistare chip da Google e Nvidia scivola del 4% in borsa
Continua invece la serie negativa per il mondo della tecnologia e dell’intelligenza artificiale. Ieri Nvidia ha perso oltre il 4%, continuando a mettere a segno contrattazioni da matita rossa. A inizio seduta la quotazione era addirittura scivolata del 7%, ma nel corso della giornata la società è riuscita a contenere le perdite. La causa della caduta? Secondo un report diffuso nel corso della giornata, Meta Platforms (proprietaria di Facebook) sarebbe in trattativa per acquistare chip di intelligenza artificiale da Google a partire dal 2027, con la possibilità di noleggiare già dal prossimo anno la potenza di calcolo offerta dal loro cloud.
Alphabet fuori dal coro: +68% da inizio anno; sempre più vicina quota 4 mila miliardi
E proprio Alphabet è la grande storia di questi giorni. La sola big tech in controtendenza al Nasdaq. Ieri era partita con guadagni quasi del 4%, salvo poi aver chiuso con un +1,6%, ma la capitalizzazione a 4 mila miliardi di dollari è oramai sempre più vicina. Visto per anni come un titolo rimasto indietro rispetto agli altri colossi tech, col lancio di Gemini 3 la visione verso la società sembra essere mutata. Nella corsa all’intelligenza artificiale, Alphabet può e vuole dire la sua e lancia la sfida a Nvidia sui Chip. Le azioni della holding che detiene Google hanno esteso i guadagni da inizio 2025 al 68%. È la miglior performance dal 2009.
Michael Burry lancia un blog su Substack; il megafono di “Cassandra” contro l’AI
E Michael Burry? Aveva annunciato novità per il 25 novembre. E così è stato. Pochi giorni dopo aver chiuso il suo hedge fund Scion Asset Management, l’investitore noto per aver previsto il crollo del mercato immobiliare del 2008 ieri ha annunciato di aver avviato una newsletter a pagamento su Substack, chiamata Cassandra Unchained. “Non sono in pensione” ha scritto Burry sul portale, sottolineando che il blog ora godrà della sua più “completa attenzione”. La newsletter costa 39 dollari al mese e ha già attratto più di 21 mila abbonati. Al momento sono stati pubblicati due articoli, entrambi contro il boom dell’AI.
Taiwan si arma contro la Cina; piano straordinario per la difesa da 34 miliardi di euro
Sul fronte asiatico stanno invece salendo al livello di guardia le tensioni tra Taiwan e la Cina. Il presidente dell’isola Lai Ching-te, temendo un attacco a breve da parte di Pechino, ha annunciato che a breve presenterà un bilancio straordinario per la Difesa da 1,25 trilioni di dollari taiwanesi (pari a circa 34 miliardi di euro). La Cina, ha riferito Lai, “ha continuato ad aumentare esercitazioni militari e attorno a Taiwan, con l’obiettivo di poter conquistare l’isola con la forza entro il 2027”. L’annuncio arriva sullo sfondo della disputa diplomatica tra Cina e Giappone proprio sull’isola indipendente.
Le speranze di un taglio dei tassi Fed a dicembre fa salire i listini asiatici
A muovere i listini in Asia sono però le previsioni sempre più positive sul fatto che la Fed possa operare un nuovo taglio dei tassi di interesse a dicembre (le probabilità ora superano l’85% stando alle stime più recenti). Il Nikkei è salito dell’1,75% questa mattina, mentre in Cina Hong Kong è cresciuta dello 0,25% e Shanghai si è mossa poco al di sotto della parità. Maggiori preoccupazioni giungono invece dall’economia australiana, dove l’inflazione nel ha accelerato a ottobre (+3,8% su base annua), superando le stime degli analisti e aumentando al ritmo più rapido degli ultimi sette mesi.
Svolta cripto di Klarna; la società svedese lancia la sua stablecoin KlarnaUSD
Infine un passaggio nel mondo delle criptovalute. La fintech svedese Klarna ha infatti lanciato la sua stablecoin ancorata al dollaro Usa, diventando l’ultima grande compagnia di pagamenti a entrare nel settore degli asset digitali. Come si legge nel sito ufficiale della società, il token si chiamerà KlarnaUSD. Attualmente è ancora in fase di test e sarà disponibile sulla rete principale nel 2026. Le intenzioni di Klarna sono quelle di posizionare la stablecoin come “strumento per i pagamenti quotidiani e transazioni transfrontaliere”, proponendosi dunque come un’alternativa più veloce ed economica alle banche tradizionali.
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