Alessandro Cicognani 02/07/2026
Markets Today: Tech in rosso; OpenAI offre il 5% agli Usa; Byd vola a Hong Kong; debutto record di Bending Spoons
Il tech torna a far tremare i mercati. Dopo una settimana tornata a dare segnali positivi, gli investitori sembrano essere tornati a chiedersi se la corsa non sia andata troppo avanti. La scintilla che ha fatto scattare le vendite di ieri e oggi è arrivata da due notizie diverse ma collegate: Meta starebbe valutando di vendere a clienti esterni capacità di calcolo AI in eccesso, segnale che una parte del mercato legge come possibile rischio di sovracapacità; Apple, invece, sarebbe in trattative per acquistare chip di memoria da fornitori cinesi, aumentando i dubbi sul potere di prezzo dei grandi produttori coreani. Risultato: il comparto chip è sceso su tutti i listini globali.
Wall Street in rosso a causa dei chip; oggi in uscita i dati sul lavoro Usa di giugno
È per effetto di queste notizie che Wall Street ha chiuso in calo ieri, con il Dow Jones quasi piatto a -0,03%, l’S&P 500 a -0,2% e il Nasdaq giù dello 0,7%, frenato dalle vendite sui semiconduttori. Micron e Sandisk hanno perso oltre il 10%. A muovere il mercato è stato, come detto, il dubbio sulla sostenibilità del rally dell’AI, anche se Meta ha fatto eccezione salendo dell’8,8% sulla prospettiva di monetizzare la capacità di calcolo. Stamattina i futures Usa sono leggermente positivi, ma il vero market mover saranno le buste paga non agricole (nonfarm payrolls) e tasso di disoccupazione di giugno in uscita oggi.
Warsh a Sintra: “la Fed resterà indipendente” e “obiettivo inflazione sotto il 2%”
I dati sul lavoro saranno importanti anche perché guideranno la Fed verso la riunione del 29 luglio. Ieri pomeriggio a Sintra, nel suo debutto europeo da presidente della Federal reserve, Kevin Warsh ha evitato indicazioni sui tassi, ma ha ribadito due messaggi: indipendenza e inflazione al 2%. «La Federal Reserve è una banca centrale indipendente da molto tempo. Continuerà a esserlo», ha detto. E ancora: «Se qualcuno pensava che questa banca centrale potesse accettare un obiettivo d’inflazione superiore al 2%, resterà deluso». Warsh ha aggiunto che le aspettative d’inflazione sono scese, ma non abbastanza da far rilassare la Fed.
OpenAI offre agli Usa il 5% del capitale: la partecipazione vale 42,6 miliardi di dollari
Tornando sul fronte AI, la notizia politica del giorno arriva però da OpenAI. Secondo quanto riportato dal Financial Times, la società avrebbe proposto all’amministrazione Trump di cedere al governo statunitense una quota del 5%. Ai valori dell’ultimo round, che stimava OpenAI circa 852 miliardi di dollari, la partecipazione varrebbe 42,6 miliardi. Sam Altman avrebbe presentato l’idea come un modo per far partecipare il pubblico ai benefici economici dell’intelligenza artificiale. L’accordo, però, non è deciso e potrebbe coinvolgere anche altri gruppi AI americani.
Seul paga le vendite sull’AI; Hong Kong in verde grazie al boom delle auto elettriche
La battuta d’arresto partita da Wall Street ha colpito soprattutto l’Asia questa mattina. Il Kospi coreano è scivolato del 5,5%, con i due colossi Samsung Electronics a -7% e SK Hynix a -8,4%; la Borsa coreana ha anche sospeso temporaneamente le vendite automatiche. Male pure Tokyo, con il Nikkei a -1,63%. Più contenute le perdite in Cina, con Shanghai a -1,5%. In controtendenza Hong Kong (+0,64%), dove Byd è salita di circa il 9% e Xiaomi del 5% grazie ai buoni dati sulle consegne di giugno, segnale che sull’auto elettrica cinese il mercato continua a cercare storie di crescita.
L’Europa si prepara a un avvio cauto dopo la seduta in negativo di ieri
Quanto alle borse europee si preparano a un avvio prudente, con i futures sull’Eurostoxx50 che segnavano un -0,29% alle 8.30. Ieri la seduta si è chiusa senza slancio: il Ftse Mib ha perso lo 0,15% a 51.604 punti, Parigi ha ceduto lo 0,8%, Londra lo 0,2%, mentre Francoforte è stata l’unica borsa positiva con un +0,18%. A pesare sono state le prese di profitto sui titoli più esposti al ciclo tecnologico e industriale, insieme al rialzo dei rendimenti. Lo spread Btp-Bund è rimasto in area 78 punti base, con il decennale italiano al 3,62%. Oggi il mercato guarderà ai dati macro sul lavoro negli Stati Uniti.
Domani si chiude l’ops Unicredit-Commerz; Stellantis fa +6% di vendite negli Usa
A Piazza Affari ieri il Ftse Mib ha chiuso in lieve calo, con vendite su Saipem, StM, Eni e Snam. Oggi tra i titoli maggiormente monitorati dal mercato ci sarà UniCredit: domani si chiuderà infatti la travagliata ops su Commerzbank e le stime indicano adesioni intorno al 15%, che sommate al 26,7% già detenuto e al 3,22% di derivati porterebbero la banca verso il 45% del capitale dell’istituto tedesco. Occhi anche su Stellantis, che negli Usa ha venduto 328.284 veicoli nel trimestre, +6% annuo, confermando i primi segnali di ripresa nel mercato più redditizio per il gruppo.
Bending Spoons debutta col botto al Nasdaq: +40% nel primo giorno di contrattazioni
La notizia italiana più brillante arriva da New York. Bending Spoons ha debuttato al Nasdaq ieri con un rialzo del 39,7%, chiudendo a 40,50 dollari dopo essere stata collocata a 29 dollari per azione, sopra la forchetta iniziale di 26-28 dollari. La capitalizzazione si muove tra 18,4 e 18,5 miliardi di dollari, mentre la società ha incassato fino a 1,15 miliardi. L’avvio è stato forte anche per la qualità della domanda: secondo Bloomberg, i primi dieci investitori avrebbero acquistato circa l’85% delle azioni offerte, percentuale che sale al 95% considerando i primi venticinque.
Massiccio attacco missilistico russo su Kiev: si contano almeno 10 morti
Si chiude sulla geopolitica, che si mantiene il “rumore” di fondo dei mercati. Nella notte la Russia ha lanciato un attacco massiccio con missili e droni contro Kiev e altre regioni ucraine: il sindaco Vitali Klitschko ha parlato di 10 morti e 34 feriti. La Polonia ha fatto decollare i caccia e la Finlandia ha temporaneamente limitato lo spazio aereo nella parte orientale del Golfo. In Medio Oriente, invece, i segnali di progresso nei negoziati indiretti tra Usa e Iran hanno raffreddato il petrolio: il Wti è sceso a 67,67 dollari e il Brent a 70,77 dollari.
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