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04/11/2025
Tensioni tra Usa e Cina; accordo da 38 miliardi Amazon-OpenAI; oggi i conti Ferrari; elezioni a New York

Markets Today: Tensioni tra Usa e Cina; accordo da 38 miliardi Amazon-OpenAI; oggi i conti Ferrari; elezioni a New York

"Pace” fragile tra Washington e Pechino. Ieri si è acceso lo scontro sulle esportazioni di chip e i mercati tornano sotto tensione. L'Asia chiude in rosso, Europa attesa in calo.

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Sembrava “pace fatta” e invece gli scontri a distanza tra Washington e Pechino non hanno tardato a farsi di nuovo vivi. Ieri il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha infatti dichiarato che i chip Blackwell più avanzati di Nvidia saranno riservati all’uso domestico. Nessuna vendita in Cina, insomma, dove secondo il Tycoon continuano i controlli sull’export di tecnologia nonostante la tregua della scorsa settimana. A rispondere ci ha pensato l’ambasciatore cinese negli Usa, Xie Feng, esortando la Casa Bianca a rispettare gli accordi presi in Corea del Sud, dove i leader dei due Paesi hanno concordato una tregua di un anno e la ripresa dei dialoghi di alto livello su commercio, tecnologia e sicurezza. Xie ha però avvertito che le tensioni potrebbero facilmente riaccendersi, qualora gli interessi fondamentali della Cina fossero messi in discussione, inclusa Taiwan.

 

Le incognite pesano su Wall Street che dopo un ottobre record è attesa in ribasso

Un clima, questo, che non giova a Wall Street, che sta ancora finendo di fare i conti sulle parole di Jerome Powell, che ha definito “tutt’altro che scontati” ulteriori tagli dei tassi a dicembre. Analisi ribadita anche dall’esponente della Fed Lisa Cook e dal governatore della Fed di Chicago, Austan Goolsbee. Così, dopo un ottobre da incorniciare, ieri la borsa Usa si è mossa all’insegna dei contrasti. Il Dow Jones ha perso terreno (-0,5%), mentre S&P500 e Nasdaq hanno guadagnato rispettivamente lo 0,2 e lo 0,5%. A sostenere questi indici ancora una volta è stato il comparto del tech. Le incognite permangono oggi, con i futures azionari leggermente in ribasso.

 

Accordo da 38 miliardi sull’intelligenza artificiale tra Amazon e OpenAI

Chi non smette di galoppare sono i giganti della tecnologia. Ieri i grandi protagonisti sono stati Amazon e OpenAI, che hanno firmato un accordo da 38 miliardi di dollari. Nel dettaglio: l’azienda fondata da Sam Altman potrà sfruttare per sette anni l’infrastruttura cloud di Amazon Web Services per implementare la propria intelligenza artificiale. Lunedì le azioni di Amazon hanno chiuso in rialzo del 4%, raggiungendo un nuovo massimo storico. Bene anche Nvidia (+2%) dopo che il governo ha approvato la vendita di chip agli Emirati Arabi Uniti, nell’ambito di un accordo con Microsoft.

 

Conti eccezionali per Palantir; fatturato di fine anno stimato a 4,4 miliardi di dollari

Trimestrale a dir poco eccezionale invece per Palantir, che ieri sera a mercati chiusi ha presentato dei conti ben oltre le stime. Il fatturato è cresciuto del 63% portandosi a 1,18 miliardi di dollari, con i ricavi Usa in salita del 77% su base annua. I clienti sono aumentati del 45% sempre su base annua, consentendo alla società specializzata in analisi di big data di chiude con un utile netto a 476 milioni di dollari. Da qui alla fine dell’anno, per Palantir si prevede un fatturato tra 1,327 e 1,331 miliardi di dollari nel quarto trimestre, mentre tra 4,396 e 4,4 miliardi sono le stime per l’intero 2025.

 

Kimberly-Clark spende 40 miliardi per acquistare il produttore del farmaco Tylenol

Buone nuove anche nel mondo dei beni al consumo. Kimberly-Clark, il colosso americano a cui fanno capo i Kleenex e gli Huggies, ha siglato un accordo per acquistare Kenvue, la società che produce il Tylenol. Da mesi il titolo dell’azienda è sotto pressione (-23% da inizio anno), in seguito alle accuse dell’amministrazione Trump secondo cui il principio attivo dell’antidolorifico causerebbe l’autismo. L’operazione, che vale circa 40 miliardi di dollari, non è stata accolta positivamente dagli investitori di Kimberly-Clark, secondo cui le voci sul farmaco potrebbero essere un onere difficile da gestire. Ieri il titolo ha perso il 15%. Tutto il contrario invece per Kenvue, con le azioni schizzate del 12%.

 

Europa attesa in calo con tensioni Usa-Cina; manifattura italiana ancora in contrazione

La fragile tregua tra Stati Uniti e Cina spinge i futures sull’Eurostoxx50 al ribasso (-0,79% il dato alle 8.30), lasciando intendere un’apertura in calo per le Borse europee. Ieri Francoforte ha chiuso in positivo dello 0,7% e Milano poco sopra la parità (+0,1%) grazie anche all’accordo sulle terre rare raggiunto dall’Unione Europea con Pechino. Ma oggi tutto torna in discussione. Sul fronte dei dati macro, l’indice manifatturiero Pmi ha registrato un valore pari a 50 nell’Eurozona, in aumento rispetto al 49,8 di settembre ma esattamente sulla soglia che separa la crescita dalla contrazione. Grecia e Spagna sono in crescita, mentre Italia, Germania e Francia sono risultate in contrazione.

 

Ferrari scalda i motori per la trimestrale; in calo le immatricolazioni di auto a ottobre

A Piazza Affari oggi si parla di auto. Occhi puntati su Stellantis, dopo che le immatricolazioni di auto in Italia sono scese dello 0,57% a ottobre, a quota 125.826 unità. E poi c’è Ferrari, che questa mattina riunirà il cda sui conti del terzo trimestre 2025. Attenzione anche a Lottomatica, che ieri ha presentato conti molto positivi. Più 26% le scommesse online e i ricavi hanno superato 1,6 miliardi (+16%). Per il listino milanese quella di ieri è stata una giornata relativamente poco mossa. Da segnalare il meno 2,4% di Campari, che ha sconta il sequestro preventivo da 1,3 miliardi di euro eseguito dalla guardia di finanza verso la holding di controllo Lagfin.

 

Abi: il contributo in Manovra costerà alle banche 800 milioni di mancati ricavi

C’è poi il settore bancario da tenere sempre monitorato. Ieri è iniziato l’esame parlamentare della Manovra, che ha visto tra le altre l’audizione del direttore generale dell’Abi, Marco Elio Rottigni. “Le banche sono dirette destinatarie di un articolato insieme di misure e, complessivamente, il maggior gettito che ne deriva ammonta a circa 9,6 miliardi” ha ricostruito Rottigni. Questa misura secondo l’Abi, pur finalizzate a garantire gettito per lo Stato, avranno impatti concreti sul margine di interesse degli istituti di credito. Le stime elaborate parlano di circa 800 milioni di euro di mancati ricavi finanziari.

 

Caltagirone potrà salire fino al 20% di Montepaschi; arrivato il via libera della Bce

Rimanendo sul mondo bancario, Mps sarà sotto i riflettori nella giornata di oggi. Secondo quanto scritto dal Corriere della Sera, infatti, la Banca centrale europea ha autorizzato il gruppo Caltagirone a superare il 10% nel capitale di Montepaschi. L’imprenditore attualmente detiene il 10,2% e ora, se vorrà, potrà decidere di salire fino a una quota poco sotto il 20%. La richiesta era stata presentata dal gruppo lo scorso agosto, nelle settimane dell’Opas lanciata su Mediobanca. Secondo le ultime rilevazioni della Consob, inoltre, oggi Blackrock detiene il 5% delle quote di Mps, di cui il 4,4% con diritto di voto.

 

La Cina riduce le bollette ai produttori di chip ma non a Nvidia; listini asiatici in rosso

Complice la Fed che potrebbe non tagliare più i tassi a dicembre e le nuove tensioni sull’asse Washington-Pechino, l’Asia questa mattina sta viaggiando in rosso. Il Nikkei giapponese cede l’1,46%, mentre i listini cinesi di Hong Kong e Shanghai sono entrambe in flessione dello 0,8%. La novità di oggi riguarda però la tecnologia, perché la Cina ha deciso di aumentare le sovvenzioni che riducono fino alla metà le bollette energetiche dei maggiori data center del Paese, una mossa per sostenere l’industria dei semiconduttori e rafforzare la competizione con gli States. I sussidi saranno infatti per i soli chip cinesi e non per Nvidia.

 

Oggi New York vota il suo nuovo sindaco; favorito il democratico musulmano Mandani

Per concludere uno sguardo a New York, che si prepara a eleggere il suo nuovo sindaco. I seggi apriranno alle 12 ora italiana e i primi risultati sono previsti per le tre di notte. Favorito è il candidato democratico Zohran Mamdani, con i sondaggi che lo danno al 46%, seguito al 33% dall’ex governatore di New York Andrew Cuomo (indipendente). Molto indietro l’esponente repubblicana Curtis Sliwa, prevista al 15%. Il presidente statunitense Trump ha detto che se dovesse vincere Mandami sarebbe “un disastro” e ha minacciato di tagliare miliardi di dollari di finanziamenti federali a New York. Si vota anche per la poltrona di governatore in New Jersey e in Virginia.

 

Credits: Foto Freepik

Tags:
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