Alessandro Cicognani 07/10/2026
Markets Today: Treasury e bond in risalita; petrolio oltre 101 dollari; S&P 500 da record con l’AI; l’India alza i tassi
La tregua sui titoli di Stato mondiali è durata meno di ventiquattr’ore. Dopo il lieve arretramento di ieri, questa mattina i rendimenti sono tornati a salire: il Treasury decennale americano si è riportato sopra il 5,3% e il trentennale a un passo dalla soglia del 5,7%. È ancora questo il principale fattore di rischio per i mercati, tra timori fiscali, inflazione legata all’energia e aspettative sui tassi. In Europa resta sotto osservazione soprattutto la Francia, con il rendimento del decennale salito quasi di un punto percentuale questa mattina, riportandosi così vicino al 5%. Scende invece il rendimento del Btp a 10 anni italiano, che con un meno 1,7% si è portato a quota 4,56%, assottigliando lo spread con il Bund tedesco a 106 punti, dopo che venerdì scorso era salito quasi a 125. L’euro, dopo aver toccato lunedì il minimo da 17 mesi, prova invece a stabilizzarsi intorno a 1,12 dollari.
Gli attacchi Houthi all’Arabia Saudita riaccendono il petrolio che sale a 101 dollari
Attenzione poi al petrolio, che torna sorvegliato speciale: il Brent è salito sopra quota 101 dollari al barile, mentre il Wti si muove attorno ai 90 dollari. A spingere i prezzi sono soprattutto i nuovi attacchi Houthi contro obiettivi sauditi, che riportano l’attenzione sulla sicurezza delle infrastrutture energetiche della regione. Le esportazioni attraverso lo Stretto di Hormuz sono risalite a circa 10 milioni di barili al giorno, ma restano ancora sensibilmente sotto i livelli pre-crisi. A complicare il quadro c’è anche una tempesta nel Golfo del Messico, che minaccia parte della produzione offshore americana.
L’AI trascina ancora la tecnologia: SpaceX a caccia di 40 miliardi per nuovi chip Nvidia
Rendimenti elevati dei bond e tensioni geopolitiche non stanno però fermando la corsa della tecnologia. Nvidia resta il simbolo del rally: la capitalizzazione è oramai sempre più vicina a sfondare il tetto dei 5.700 miliardi di dollari. Negli ultimi cinque giorni il titolo ha fatto +5%. Bene anche AMD, Marvell e Broadcom, sostenute dalle aspettative di una domanda ancora molto forte per chip e infrastrutture AI. E poi c’è Elon Musk, la cui SpaceX è salita del +15% nell’ultima settimana riportando il patrimonio dell’imprenditore sopra la soglia simbolica dei mille miliardi di dollari. Rimanendo su SpaceX, la notizia di oggi è che starebbe cercando circa 40 miliardi di dollari di finanziamenti per acquistare chip Nvidia.
Wall Street: l’intelligenza artificiale spinge l’S&P 500 a un nuovo record storico
La conseguenza di questo andamento si vede nei numeri di Wall Street, dove ieri l’S&P 500 ha guadagnato lo 0,6% a 7.819 punti, superando per la prima volta i 7.800 e raggiungendo così un nuovo massimo storico. Il Dow Jones è salito dello 0,5% e il Nasdaq dello 0,4%. A sostenere il mercato sono stati proprio i titoli dell’AI. Oggi i future sono sostanzialmente piatti in attesa dei verbali della Federal Reserve: le minute della riunione di settembre dovranno chiarire come il board sia arrivato alla decisione di rialzare i tassi, la prima stretta monetaria dal 2023, e quanto spazio resti per nuovi interventi.
Asia in rosso con i rialzi del petrolio; la Banca centrale indiana alza i tassi di interesse
Seduta prevalentemente negativa questa mattina invece per l’Asia. Tokyo ha perso terreno (-0,5%), così come Seul che cede l’1,6% e Hong Kong a -0,48%, mentre i mercati cinesi continentali restano chiusi per la Golden Week. A pesare sono soprattutto il nuovo rialzo dei rendimenti americani e del petrolio, due elementi che penalizzano le economie asiatiche più dipendenti dalle importazioni energetiche. Non a caso questa mattina la Reserve Bank of India ha alzato il tasso di riferimento di 25 punti base, portandolo al 5,50%. È il primo aumento dal 2023 e arriva dopo dieci mesi consecutivi di accelerazione dell’inflazione.
Europa attesa in calo con il ritorno delle tensioni sui titoli di Stato
Passando all’Europa, i listini del Vecchio Continente si preparano a una partenza in frenata dopo il buon andamento di ieri. I future sull’Eurostoixx 50 indicavano un -0,8% in apertura alle 8.30, mentre gli operatori tornano a concentrarsi sui rendimenti obbligazionari. Dalla Germania è arrivato intanto un dato migliore delle attese: la produzione industriale di agosto è cresciuta del 2% su base mensile, contro il +0,5% previsto. Resta invece delicata la situazione francese, dove il costo del debito continua a riflettere le preoccupazioni sulla capacità del governo di riportare sotto controllo i conti pubblici.
Piazza Affari: Stellantis e le proteste in Canada; Mps verso il rinvio del cda
A Milano il Ftse Mib apre in rosso dello 0,5%. La seduta di ieri era stata positiva (+0,9%), ma questa mattina il clima europeo suggerisce un avvio più cauto. Tra i titoli da seguire c’è Stellantis, alle prese con un nuovo fronte sindacale in Canada. Oltre 9 mila lavoratori saranno chiamati il 17 e 18 ottobre a votare sull’autorizzazione a uno sciopero, mentre restano irrisolti i nodi legati allo stabilimento di Brampton. Più di 2.200 addetti sono ancora temporaneamente sospesi. Resta poi caldo il risiko bancario, visto che Mps starebbe valutando di rinviare il cda del 29 ottobre sulle offerte per Banco Bpm e Banca Generali. Il rilancio dell’offerta di Intesa su Montepaschi ha infatti sparigliato le carte dell’ad di Mps Lovaglio.
Opa su Trevi: Icop chiama in causa Consob sull’operazione concorrente di Webuild
Attenzione poi a Trevi, dove prosegue la partita per il controllo della società. Icop ha fatto sapere di essersi rivolta alla Consob in relazione all’operazione concorrente di Webuild e, in particolare, alle comunicazioni diffuse sul mercato. La mossa aggiunge un nuovo capitolo a una contesa che nelle ultime settimane ha già visto Icop rilanciare la propria proposta, portando il rapporto di concambio da 0,133 a 0,165 azioni Icop per ogni azione Trevi. Il valore implicito indicato era così salito a circa 5,17 euro per azione. Il confronto si sposta quindi anche sul terreno regolamentare.
PF Holdings punta al pieno controllo di Pininfarina: depositata l’opa in Consob
Movimenti da seguire infine anche su Pininfarina. PF Holdings ha depositato presso Consob il documento relativo all’offerta pubblica di acquisto volontaria sulla quota del capitale che ancora non possiede. L’offerta riguarda fino a 13,96 milioni di azioni, pari al 17,75% del capitale, mentre PF Holdings controlla già l’82,25% della società. Il corrispettivo previsto è di un euro per azione. L’avvio dell’operazione resta ora subordinato all’approvazione del documento da parte della Consob. L’obiettivo è arrivare al pieno controllo della storica società torinese.
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