Alessandro Cicognani 15/09/2026
Markets Today: Treasury oltre il 5%; Bund ai massimi; Orcel apre a Berlino; Mattia Gamberoni alla guida di Anthropic Italia
Il Treasury americano a dieci anni ha superato la soglia del 5%, arrivando fino al 5,025%, sui massimi dal 2007. A spingere i rendimenti sono le aspettative di inflazione, il timore di una Fed più restrittiva e il nuovo shock energetico: il Brent viaggia sopra 107 dollari e nel corso della seduta di ieri è arrivato persino a sfiorare quota 110. Il mercato attribuisce ormai oltre il 90% di probabilità a un rialzo dei tassi di 25 punti base domani da parte della Fed, che seguirebbe così il rialzo della Bce di giovedì’ scorso (10 settembre). Sullo sfondo pesano anche l’enorme fabbisogno di finanziamento americano e l’offerta di debito. Ma il motore più immediato resta il petrolio: più energia cara significa più inflazione attesa e quindi rendimenti più alti. Il trentennale Usa è salito al 5,38%, mentre il Bund decennale ha raggiunto il 3,53%.
Houthi ancora all’attacco contro l’Arabia Saudita; tregua energetica tra Kiev e Mosca
Il petrolio resta in tensione perché il Medio Oriente aggiunge nuovi rischi all’offerta. Gli Houthi hanno colpito ancora l’Arabia Saudita con missili e droni, mentre l’oleodotto East-West, che permette a Riyadh di aggirare Hormuz, resta fermo dopo un attacco dall’Iraq: in gioco ci sono 4-5 milioni di barili al giorno. Nel Golfo continuano gli incidenti contro le navi e i colloqui tra Iran e Paesi arabi sono stati rinviati. Sul fronte ucraino arriva invece un segnale opposto: Trump ha annunciato che Kiev e Mosca non colpiranno gli impianti energetici. Zelensky è pronto, ma chiede garanzie sulla reale adesione russa.
Wall Street prevista in calo con i Treasury ai massimi e la riunione della Fed
Wall Street si prepara a un’altra seduta prudente: i futures indicano S&P 500 -0,38%, Dow Jones -0,45% e Nasdaq 100 -0,46%, con il Treasury sopra il 5% e la due giorni di riunione della Fed – al via oggi – al centro dell’attenzione. Ieri New York ha chiuso in calo, ma lontano dai minimi: Dow Jones -0,29%, S&P 500 -0,48% e Nasdaq -0,56%. A pesare sono stati soprattutto i titoli legati all’intelligenza artificiale e ai chip, dopo gli appelli a rallentare lo sviluppo dei modelli più avanzati: Nvidia ha perso il 3%, AMD il 4,5% e Micron il 5,7%. Domani toccherà alle vendite al dettaglio e soprattutto alla decisione della Fed.
Cina: vendite al dettaglio sotto le attese; Tokyo positiva grazie al comparto dei chip
Intanto l’Asia è debole stamattina, con Tokyo unica eccezione grazie al rimbalzo del tech. Il Nikkei sale dello 0,1%, mentre il Kospi perde oltre l’1%, l’Hang Seng arretra dello 0,5% e Shanghai dello 0,2%. A Tokyo corrono SoftBank (+6,3%) e Lasertec (+3,8%). La Cina resta il punto debole: le vendite al dettaglio sono cresciute ad agosto solo dello 0,4% annuo, contro lo 0,8% atteso e il +0,6% di luglio. Gli investimenti fissi sono scesi del 7,2% nei primi otto mesi, mentre la produzione industriale ha sorpreso in positivo con un +5,2%. Il quadro conferma una domanda interna ancora fragile e aumenta la pressione su Pechino.
Europa attesa piatta in apertura; anche il Bund tedesco ai massimi dal 2009
L’Europa si prepara intanto a un avvio quasi piatto: il future sull’Eurostoxx 50 saliva appena dello 0,05% alle 8.30, mentre petrolio e rendimenti elevati frenano la propensione al rischio. Ieri il quadro è stato negativo quasi ovunque: Francoforte -0,3%, Parigi -0,8% e Madrid -1,3%, con Londra unica eccezione a +0,5%. Oggi l’attenzione sarà sui dati macro, dall’inflazione finale di Francia e Spagna all’indice Zew tedesco, mentre il Bund decennale è salito al 3,53%, massimo dal 2009. Lagarde ha intanto avvertito che l’Europa rischia una dipendenza strategica dall’AI americana e deve accelerare su data center e capacità di calcolo.
Piazza Affari fanalino di coda d’Europa ha chiuso a -1,7%; oggi Bpm riunisce il Cda
Piazza Affari riparte dal -1,7% di ieri, quando il Ftse Mib ha chiuso a 51.628 punti, maglia nera tra i principali listini europei. Le vendite hanno colpito soprattutto Prysmian (-7%) e Stm (-6,5%), mentre Campari ha guadagnato il 5,5%. Oggi l’attenzione resta su Poste e Tim: dopo il 66,6% raggiunto nella prima fase dell’Opas, Matteo Del Fante punta a una quota “ampiamente di controllo”. Faro anche su Banco Bpm, che riunisce il cda, su Prysmian dopo il via libera antitrust Usa all’acquisizione di Atkore, su Saipem dopo la cessione della controllata saudita e su Avio dopo il lancio riuscito di Sentinel-3C e Flex.
UniCredit-Commerz: Berlino chiede garanzie su sede e tutela degli occupati
E a proposito di Risiko, Andrea Orcel apre il dialogo con Berlino su Commerzbank. Il ceo di UniCredit ha incontrato ieri il ministro delle Finanze tedesco Lars Klingbeil in un faccia a faccia definito “proficuo e costruttivo”, dopo che la banca italiana è salita al 49,65% dell’istituto tedesco. Berlino chiede quattro garanzie: sede a Francoforte, mantenimento della quotazione, tutela dell’occupazione e continuità del credito alle Pmi. Tra le ipotesi per sbloccare il dossier c’è una fusione inversa di Hvb in Commerzbank, che manterrebbe il titolo al Dax e porterebbe UniCredit intorno al 70%.
L’Onu porta l’AI al Consiglio di Sicurezza: “può colpire al cuore le democrazie”
Per concludere parliamo di intelligenza artificiale, che è arrivata al Consiglio di Sicurezza dell’Onu. La prossima settimana, durante l’Assemblea generale, la Francia porterà il tema “in cima all’agenda”, fino a discutere della possibile minaccia esistenziale per l’umanità. L’Alto commissario per i diritti umani Volker Türk chiede un’azione urgente per evitare rischi alla sicurezza del Vecchio Continente: “può colpire al cuore le democrazie”. L’Onu sostiene che l’autoregolamentazione non basta e anche Lagarde ha avvertito che l’Europa rischia una dipendenza strategica dall’AI americana. Trump, al contrario, respinge nuovi vincoli e avverte che rallentare l’AI favorirebbe la Cina.
Anthropic sceglie Mattia Gamberoni per guidare la sede italiana della società
Intanto, Anthropic rafforza la presenza in Italia nominando Mattia Gamberoni primo country manager del Paese. Ingegnere, oltre vent’anni di esperienza nel tech, arriva da Stripe, dove guidava il business nell’Europa meridionale. In precedenza ha lavorato in Amazon Web Services, fino a diventare responsabile global financial services per l’Europa del Sud, oltre che in Salesforce e Cisco. Gamberoni guiderà la sede milanese, sesto ufficio europeo di Anthropic, e curerà i rapporti con imprese, startup, ricercatori e istituzioni. Tra i clienti italiani che già usano Claude ci sono Generali, Intesa Sanpaolo, Poste e Unipol.
Credits: Foto Magnific






