Alessandro Cicognani 12/05/2026
Markets Today: Tregua Iran “in fin di vita”; oggi l’inflazione Usa; Musk e Cook al vertice in Cina; rallenta Mediobanca
La possibile tregua tra Stati Uniti e Iran è “in fin di vita”. Lo ha detto il presidente statunitense Donald Trump parlando ieri alla Casa Bianca. Parole che potrebbero far temere un’escalation del conflitto che sta mettendo in crisi il sistema energetico globale, con il petrolio che infatti rimane saldamente ancorato a intorno ai 105 dollari al barile. Il presidente degli Stati Uniti ha definito la risposta iraniana alla proposta Usa: “Stupida, inaccettabile”. Ed è in questo contesto che oggi alle 14.30 verrà pubblicato il dato sull’inflazione Usa, attesa in rialzo dal 3,3% al 3,7%. Si tratterà di un dato importante per capire l’effetto che le tensioni in Medio Oriente stanno avendo sulla principale economia del mondo e soprattutto che complica l’avvio di mandato del nuovo presidente della Fed Kevin Warsh, che entro venerdì dovrebbe ricevere la nomina ufficiale.
Trump invita Elon Musk e Tim Cook al vertice con Xi di giovedì prossimo
Intanto entrano nel vivo i preparativi per l’incontro Trump-Xi in vista per questo giovedì. Trump ha annunciato che avrà al suo fianco Elon Musk, ma anche altri big del tech come Tim Cook (Apple) e della finanza come Larry Fink (BlackRock). Si parlerà di tecnologia, di Ai, ma si parlerà anche di energia, di conflitto in Medio Oriente e soprattutto di Taiwan, nodo nevralgico dei rapporti Washington-Pechino. Sul tavolo finiranno infatti anche le forniture di armi Usa a Taipei e il caso Jimmy Lai, l’attivista di Hong Kong condannato a 20 anni di carcere. Pechino continua a chiedere agli Stati Uniti di ridurre il sostegno militare all’isola, mentre Trump insiste sul fatto che la questione Taiwan sarà centrale nei colloqui con Xi.
Wall Street: occhi puntati sull’inflazione oggi mentre il petrolio rimane alto
Wall Street per il momento ha deciso di prendersi qualche giorno di pausa dai record della scorsa settimana, in attesa del dato sull’inflazione Usa in arrivo oggi. I future sui principali indici viaggiano in leggero calo, con il Nasdaq che cede circa lo 0,3% e l’S&P 500 in flessione dello 0,1%. Questo dopo che ieri gli indici Usa hanno chiuso quasi invariati ma ancora su livelli record. Il Dow Jones ha terminato la seduta a +0,2%, l’S&P 500 a +0,2% e il Nasdaq a +0,1%. A preoccupare i mercati è soprattutto il petrolio, il cui prezzo elevato potrebbe alimentare una fase di stagflazione negli Stati Uniti.
Hong Kong in verde scommettendo su un accordo tra Washington e Pechino
Quanto alle borse asiatiche, continuano a muoversi tra tensioni geopolitiche e attese per i dati Usa. Il Nikkei di Tokyo ha chiuso poco mosso (+0,52%), frenato dal rialzo del petrolio e dalla debolezza dello yen, mentre Shanghai ha terminato leggermente in rosso (-0,4%). Ancora in verde invece Hong Kong, con l’Hang Seng sostenuto dal comparto tecnologico e dai titoli legati all’intelligenza artificiale in vista del summit Trump-Xi. Gli investitori continuano infatti a scommettere su un possibile allentamento delle tensioni commerciali tra Washington e Pechino.
Con la guerra in Iran cresce l’inflazione in Germania; Europa attesa debole oggi
Le borse europee si preparano intanto a un’apertura debole questa mattina (-0,93% i future sull’Eurostoxx 50 alle 8.30) dopo la chiusura contrastata di ieri: segno più per Milano e Francoforte, in rosso Parigi e Madrid. A pesare sul sentiment di oggi è anche il dato arrivato dalla Germania, dove l’inflazione continua a mostrare segnali di accelerazione spinta soprattutto dai costi energetici: dal 2,7% di febbraio al 2,9% di marzo. Un elemento che complica ulteriormente il lavoro della Bce proprio mentre i mercati speravano in nuovi tagli dei tassi entro l’estate.
Mps batte le attese del mercato con utili a 521 milioni e ricavi pari a 1,96 miliardi
Tra i titoli da seguire oggi a Piazza Affari c’è sicuramente Montepaschi, che ha pubblicato risultati trimestrali sopra le attese del mercato. La banca senese ha chiuso il primo trimestre con un utile netto di 521 milioni di euro e ricavi pari a 1,96 miliardi, numeri che confermano il buon momento del gruppo dopo il riassetto degli ultimi anni. A sostenere i conti sono stati soprattutto il margine di interesse e la crescita delle commissioni, mentre continua il lavoro sul fronte della riduzione dei costi e del rafforzamento patrimoniale. Il mercato guarda ora alle possibili mosse future del settore bancario italiano.
Mediobanca rallenta: utili in frenata del 3,4% nel primo trimestre del 2026
Attenzione anche a Mediobanca dopo la pubblicazione dei conti trimestrali. Piazzetta Cuccia ha chiuso il periodo con un utile netto di 323 milioni di euro, in calo del 3,4% su base annua ma comunque sopra le attese degli analisti, mentre i ricavi sono saliti a 939 milioni. I primi effetti dell’integrazione con Mps iniziano intanto a vedersi soprattutto nel credito al consumo, con erogazioni cresciute del 10% a 2,6 miliardi grazie alla rete commerciale di Siena. Più debole invece il wealth management, che continua a scontare l’uscita di banker e deflussi per circa 1,1 miliardi.
Il sindaco di Londra apre al ritorno nell’Ue e chiede l’impegno del Partito Laburista
Infine attenzione anche al Regno Unito, dove fanno discutere le dichiarazioni del sindaco di Londra Sadiq Khan rilasciate alla Cnbc. Khan ha infatti dichiarato che il Partito Laburista dovrebbe impegnarsi a riportare il Regno Unito nell’Unione Europea in vista delle prossime elezioni generali. Parole che riaprono il dibattito sulla Brexit proprio mentre l’economia britannica continua a mostrare segnali di rallentamento e Londra cerca nuovi accordi commerciali con Europa e Stati Uniti. Secondo Khan, un ritorno nell’Ue aiuterebbe il Regno Unito ad attrarre investimenti e rilanciare la City.
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