Alessandro Cicognani 12/06/2026
Markets Today: Trump annuncia l’intesa in Iran; listini tutti positivi; oggi il debutto di SpaceX; la Bce ha alzato i tassi
I mercati scelgono di credere a Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti ha detto che la guerra con l’Iran è “risolta” e che l’accordo potrebbe essere firmato già nei prossimi giorni, forse nel weekend in Europa. Teheran resta cauta e parla di decisione non ancora definitiva, ma per ora basta questo per cambiare l’umore degli investitori: i listini sono in rialzo, il petrolio scende verso quota 88 dollari al barile e torna la voglia di rischio. Dopo settimane in cui Hormuz, energia e inflazione hanno dettato l’agenda, la giornata parte quindi con un’impostazione molto più costruttiva. Sullo sfondo, però, restano due grandi test: il debutto storico di SpaceX al Nasdaq e la Bce, che ieri ha alzato i tassi e ha ricordato ai mercati che la partita contro l’inflazione non è ancora chiusa.
Wall Street in rialzo sulle speranze di una tregua in Iran; chip in rimonta negli Usa
Wall Street ha chiuso ieri in forte rialzo, spinta dalla frenata del petrolio e dalla speranza di un’intesa Usa-Iran. Il Dow Jones ha guadagnato l’1,86%, l’S&P 500 l’1,75% e il Nasdaq il 2,54%, con il settore dei semiconduttori tornato protagonista dopo giorni difficili. L’Etf di riferimento iShares Semiconductor è salito del 3,8%, Intel ha corso dopo l’upgrade di Bank of America e anche Micron e Amd sono rimbalzate. Ancora debole invece Oracle, penalizzata dal piano per raccogliere 20 miliardi tra debito e capitale per finanziare l’infrastruttura AI. Il dato conferma la rotazione: meno energia, più tecnologia.
Oggi al Nasdaq debutterà SpaceX: prezzo fissato a 135 dollari per azione
Oggi Wall Street guarda poi soprattutto a SpaceX. La società di Elon Musk si prepara al debutto sul Nasdaq, prezzo fissato a 135 dollari per azione e una raccolta attesa da 75 miliardi: sarebbe la più grande Ipo della storia. La valutazione indicata dal mercato arriva a circa 1.770-1.800 miliardi di dollari, numeri che accendono l’entusiasmo ma anche i dubbi. Morningstar valuta il gruppo molto meno, 780 miliardi, mentre diversi analisti avvertono che governance concentrata, perdite e multipli estremi rendono l’operazione ad alto rischio. La domanda ha intanto già superato di tre volte l’offerta.
Asia in verde in scia a Wall Street: il tech spinge il listino coreano al +7%
Le borse asiatiche hanno chiuso in rally sulla scia di Wall Street e delle parole di Trump sull’Iran. Il Kospi è stato il migliore con un balzo superiore al 7%, tanto da far scattare un breve stop tecnico agli acquisti, mentre il Nikkei ha guadagnato oltre il 3% e il Topix circa l’1,8%. Bene anche Hong Kong, con l’Hang Seng sostenuto dai titoli internet, e la Cina continentale, con Shanghai in rialzo di oltre l’1%. Il recupero è stato guidato da tecnologia e semiconduttori, i comparti che più avevano sofferto l’escalation geopolitica. In Corea il rally ha riacceso l’attenzione sulla liquidità.
Alibaba offre 1,5 miliardi per la piattaforma cinese di spesa online Pupu
In Asia il focus resta anche su Alibaba, salita a Hong Kong dopo l’offerta da 1,5 miliardi di dollari per Pupu: piattaforma cinese di spesa online e consegne rapide di generi alimentari, attiva soprattutto nel Fujian e in altre province, con consegne anche entro 30 minuti e ricavi annui superiori a 30 miliardi di yuan. L’operazione serve ad Alibaba per rafforzarsi nel quick commerce e sfidare Meituan e JD.com. Pechino però osserva con attenzione: un nuovo consolidamento potrebbe riaccendere il dossier antitrust.
L’ottimismo arriva anche in Europa: listini attesi positivi oggi in apertura
Le borse europee si preparano a un avvio in forte rialzo: il future sull’Eurostoxx 50 saliva di circa l’1,7% alle 8.30, mentre i futures Usa restano poco mossi. Ieri l’Europa aveva già chiuso positiva, con Milano migliore del gruppo: il Ftse Mib ha guadagnato lo 0,95% a 50.504 punti, contro il +0,1% di Francoforte e il +0,5% di Parigi A sostenere il listino sono stati Stm, Avio, Saipem e Prysmian, mentre lo spread Btp-Bund è rimasto nell’area dei 76-78 punti e il rendimento del decennale vicino al 3,8%, senza tensioni particolari sul debito italiano.
La Bce alza i tassi al 2,25% e pensa a una possibile seconda stretta a settembre
Nonostante il clima più costruttivo, sui mercati resta il tema Bce. Francoforte ha alzato ieri i tassi di 25 punti base, portando il tasso sui depositi al 2,25%, prima stretta dal 2023. La decisione è stata unanime: per Christine Lagarde non è una mossa drastica, ma un segnale contro il rischio che energia e petrolio alimentino l’inflazione. Le nuove stime vedono i prezzi al 3% nel 2026 e la crescita allo 0,8%. La presidente della Bce ha detto che d’ora in poi si valuterà “riunione per riunione”: luglio potrebbe essere pausa, mentre a settembre potrebbe arrivare un altro rialzo se la situazione inflazione non dovesse migliorare.
Piazza Affari guarda alle banche e a Saipem dopo il contratto da 900 milioni in Arabia
A Piazza Affari l’apertura dovrebbe beneficiare del calo del petrolio e del ritorno dell’appetito per il rischio, ma le notizie da seguire restano molte. In evidenza le banche del risiko, da Intesa a Mps, Banco Bpm, Mediobanca e Bper. Saipem resta sotto i riflettori dopo il contratto da 900 milioni in Arabia Saudita, mentre UniCredit chiude una sede a Mosca e Intesa risulta salita al 3,13% di Generali. Nel settore auto, Stellantis, Volkswagen e Renault hanno inviato al Parlamento Ue un impegno comune sul “made in Europe”, chiedendo regole semplici e incentivi più chiari.
Risiko bancario: Mps e Banco Bpm preparano la risposta a Intesa
Come detto, il risiko bancario resta però il dossier più caldo di Milano. I cda di Banco Bpm e Mps si preparano a esaminare l’offerta carta-cash da 30,6 miliardi lanciata da Intesa Sanpaolo su Siena, con l’obiettivo di rilevare 625 sportelli, Widiba, Mediobanca, Compass e il 13,3% di Generali, cedendo il resto a Unipol. Banco Bpm, che aveva proposto una fusione con Mps, farà il punto martedì 16 giugno. La passivity rule (la regola per cui una società “bersaglio” di offerta non può fare liberamente mosse difensive straordinarie per ostacolarla) limita le difese di Siena, ma non impedisce di valutare alternative. Sullo sfondo resta UniCredit, possibile convitato di pietra del riassetto.
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