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Finanza in Page

14/07/2026

Markets Today: Trump e i dazi su Hormuz; oggi l’inflazione Usa; Unicredit rivuole Fineco; SpaceX torna al prezzo di Ipo

Tensioni alle stelle in Medio Oriente. Trump propone lui ora un pedaggio su Hormuz e il petrolio è risalito a 85 dollari. Europa attesa negativa in apertura, l’Asia limita i danni

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Il petrolio torna il grande sorvegliato dei mercati. Il Brent questa mattina ha superato 85 dollari al barile per la prima volta in un mese dopo la nuova escalation tra Stati Uniti e Iran. Washington ha colpito per la terza notte obiettivi militari iraniani, Teheran ha risposto contro navi e installazioni nel Golfo e Trump ha ripristinato il blocco delle navi iraniane, proponendo lui un pedaggio del 20% sui carichi in transito a Hormuz. Un piano che Rubio e Vance giudicano impraticabile. Intanto le navi continuano a passare: domenica sono transitati 8,5 milioni di barili, ma il traffico resta molto inferiore ai livelli precedenti. In Europa Macron alza il tono: Parigi prepara 36 miliardi aggiuntivi per difesa, munizioni e deterrenza nucleare entro il 2030, segnale di una postura europea sempre più orientata al riarmo.

 

Wall Street: oggi l’inflazione e via alle trimestrali delle banche; future attesi in calo

È in questo contesto che Wall Street guarda soprattutto all’inflazione americana di giugno, attesa alle 14:30 italiane: il mercato prevede un rallentamento dal 4,2% al 3,8% annuo. Il dato è centrale per capire le mosse della Fed del 29 luglio, visto che si comincia a parlare di possibili rialzi dei tassi (da ricordare che oggi il presidente Warsh debutterà davanti alla Commissione finanza del Congresso Usa). I future al momento indicano un avvio debole per i listini Usa, che già ieri hanno chiuso in negativo: l’S&P 500 ha perso lo 0,79%, il Nasdaq l’1,55% e il Dow lo 0,26%, frenati dalle prese di profitto sui chip. Oggi tra l’altro via alle trimestrali bancarie con Goldman Sachs, JpMorgan, BofA, Wells Fargo e Citigroup.

 

Asia sotto pressione a causa di chip e guerra; volano le esportazioni cinesi a giugno

L’Asia ha chiuso in ordine sparso dopo una seduta segnata da forti oscillazioni dovuta alle tensioni in Medio Oriente. Il Nikkei ha limitato i danni, muovendosi attorno alla parità, mentre il Kospi, dopo essere scivolato fino al 5,3%, ha recuperato terreno, chiudendo con un +0,6%. La big dei chip SK Hynix ha perso fino al 9%, colpita dalle prese di profitto sull’AI. Più resistenti i listini cinesi: Shanghai e Hong Kong hanno entrambe guadagno lo 0,8%. A sostenere Pechino sono stati i dati sul commercio: a giugno export +27% e import +36%, con un surplus di 125,6 miliardi di dollari. Numeri che confermano la forza delle esportazioni cinesi soprattutto nel settore auto: sono oltre 1 milione al mese.

 

Europa verso un avvio debole; ieri Milano la migliore grazie a energia e difesa

L’Europa si prepara invece a un avvio in calo – con il future sull’Eurostoxx 50 a -0,35% alle 8.30 – penalizzata dal Brent oltre 85 dollari, dalle tensioni a Hormuz e dall’attesa per l’inflazione Usa. Ieri le borse hanno però retto meglio del previsto: Francoforte ha guadagnato lo 0,1%, Parigi lo 0,3%, mentre Londra ha chiuso intorno alla parità. Milano è stata la migliore del Vecchio Continente con un +0,37% che l’ha portata a quota 52.809 punti. In evidenza i titoli energetici e difensivi: Eni ha chiuso a +3,9%, Inwit a +2,56%. Tra i peggiori Leonardo e soprattutto Stm, che ha subito il calo generalizzato dei semiconduttori.

 

Chiuso l’affare Commerzbank ora UniCredit rimette Fineco nel mirino

Spostandosi a Piazza Affari, il risiko bancario rimane al centro della scena. Dopo aver rafforzato la presa su Commerzbank, UniCredit avrebbe rimesso nel mirino Fineco, la banca online uscita dal gruppo nel 2019. Fineco capitalizza circa 14 miliardi ed è una public company, senza un azionista di controllo: per questo appare più contendibile di Banco Bpm o Banca Generali. L’indiscrezione circola da ieri pomeriggio e arriva dopo l’offerta di Intesa Sanpaolo su Montepaschi, dando così ancora maggior vigore alla seconda stagione del risiko italiano. Ieri Fineco ha guadagnato l’1,8%. Occhi anche su Banco Bpm, visto che oggi si terrà il cda per parlare del risiko su Mps.

 

Guidotti Ships: la società di Termoli dell’offshore prepara l’Ipo sull’Euronext Growth

Attenzione poi a Guidotti Ships che starebbe preparando lo sbarco su Euronext Growth Milan, il segmento di Piazza Affari dedicato alle pmi. Come riporta Milano Finanza, l’ammissione è prevista il 21 luglio e l’ipo dovrebbe raccogliere circa 5 milioni di euro. Vsl Club, holding specializzata nello shipping e nella logistica marittima, entrerà come investitore di riferimento con una quota vicina al 20%, mentre la famiglia Guidotti manterrà il controllo. La società di Termoli opera nei servizi offshore, ambientali e antinquinamento e nel trasporto passeggeri per clienti come Saipem ed Edison.

 

Guido Stazi verso la presidenza di Consob: oggi si riunisce il Consiglio dei ministri

Oggi si parla anche di rinnovi ai vertici degli organi di vigilanza. Il Consiglio dei ministri dovrebbe infatti nominare Guido Stazi alla presidenza della Consob, l’autorità che vigila sulla correttezza e trasparenza dei mercati italiani. Stazi, 69 anni, è dal 2022 segretario generale dell’Antitrust ed è già stato segretario generale della Consob tra il 2013 e il 2017. In precedenza ha guidato il gabinetto dell’Agcom ed è considerato uno dei maggiori esperti italiani di concorrenza, mercati digitali, Big Tech e regolazione finanziaria. La nomina arriva quattro mesi dopo la scadenza del mandato di Paolo Savona.

 

SpaceX perde ancora e torna al prezzo di Ipo; Bending Spoons: -11% in 5 giorni

Chiudiamo tornando negli Stati Uniti, dove SpaceX ieri è tornata al punto di partenza a Wall Street. Il titolo della società di Elon Musk ha perso il 4,24% lunedì, dopo il -4,51% di venerdì, chiudendo a 139,14 dollari e avvicinandosi al prezzo dell’ipo, fissato a 135 dollari. Dal debutto del 12 giugno a 150 dollari, le azioni hanno ceduto circa il 7%, dopo essere arrivate nelle prime settimane fino a 225 dollari. Il calo coincide con vendite generalizzate sul comparto tecnologico e sui titoli legati all’intelligenza artificiale. SpaceX non è la sola ad essere scivolata. Anche Bending Spoons, dopo il +40% del primo giorno di contrattazioni (il primo luglio), ha perso l’11,7% nell’ultima settimana.

 

Credits: Foto Magnific

Tags:
Hormuzspacexunicredit

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