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Finanza in Page

17/06/2025

Markets Today: Trump lascia il G7 in anticipo; Wall Street aspetta la Fed; Il petrolio torna oltre i 70$; La pubblicità su Whatsapp

L’ipotesi di un negoziato in Medio Oriente aveva sostenuto la borsa a Wall Street. Ora le tensioni sono tornate a salire e così i timori del mercato. Trump ha lasciato il G7 per occuparsi delle bombe

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È stata un’altra notte calda in Medio Oriente. Per il quinto giorno consecutivo Iran e Israele hanno continuano a bombardarsi e poche ore fa Tel Aviv ha ordinato a 300 mila persone di evacuare Teheran. Da Kananaskis, in Canada, i grandi del mondo riuniti per il G7 sollecitano una de-escalation, ma nonostante alcuni funzionari iraniani avrebbero fatto sapere di essere disposti ad aprire un negoziato, al momento lo scontro va avanti. Intanto, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lasciato in anticipo il vertice, “per occuparsi dei bombardamenti in corso” ha fatto sapere. È quindi stato annullato il bilaterale tra il presidente statunitense e quello ucraino Volodimir Zelensky dopo le parole di Trump degli ultimi giorni che di fatto hanno provato a rilanciare la riabilitazione internazionale di Vladimir Putin. Prima di lasciare Kananaskis Trump ha incontrato Giorgia Meloni.

 

Wall Street chiude in positivo in attesa della Fed

L’aspettativa di quello cha inizialmente era apparso come un tentativo di tregua ha sostenuto il listino Usa, con i principali indici a Wall Street che ieri hanno chiuso tutti in leggero rialzo (il più marcato è stato quello del Nasdaq, più 1,5%), ma viste le continue evoluzioni oggi ci si aspetta un probabile calo, con i future sull’S&P 500 giù dello 0,35%. In generale, però, tra gli investitori al momento permane più che altro un certo attendismo, in vista della riunione della Fed di domani.

 

Mercati europei in ribasso mentre continuano scontri in Medio Oriente

Scetticismo è la parola d’ordine per l’Europa. In avvio di seduta, il Vecchio continente era dato in calo (meno 0,66% il future sull’Eurostoxx50), con gli investitori in allerta su quelle che saranno le evoluzioni del conflitto. I timori sono stati confermati all’apertura dei mercati, con le principali piazze tutti in sofferenza. Milano ha aperto in ribasso dello 0,65%. Male anche Parigi e Francoforte.

 

Unicredit e Banco Bmp i titoli sotto i riflettori a Milano

A Piazza Affari gli occhi sono puntati Unicredit e Banco Bpm, perché il governo italiano ha risposto alle osservazioni della Commissione Europea sulle clausole golden power imposte a Piazza Gae Aulenti, affermando che il risparmio domestico è questione di sicurezza nazionale. Domani, tra l’altro, l’Antitrust della Commissione Ue si pronuncerà sul numero e sull’area dell’insediamento degli sportelli, che conseguirebbero all’aggregazione.

 

Il prezzo del petrolio ancora in crescita

Non si ferma l’impennata del prezzo del petrolio, che sull’onda proprio delle tensioni in Medio Oriente ha superato i 70 dollari al barile. Ieri il greggio per un attimo aveva ritracciato al ribasso, quando erano iniziate ad emergere le notizie sull’apertura di un dialogo tra Iran e Israele. Dopo l’avvertimento di Trump che ha esortato “tutti” a evacuare immediatamente Teheran,  però, si è riaccesa la preoccupazione su possibili interruzioni nell’offerta del petrolio, che questa mattina ha ripreso a crescere.

 

Stati Uniti-Gran Bretagna, è accordo sui dazi. L’Europa punta a una tariffa fissa al 10%

A margine del G7, il presidente Trump ha annunciato di aver firmato un’intesa commerciale con la Gran Bretagna. Si tratta del primo accordo dopo l’introduzione dei dazi ad aprile. Secondo quanto riportato dal quotidiano economico tedesco Handelsblatt, l’Unione europea spera invece di ottenere un dazio fisso del 10% su tutte le esportazioni verso gli Stati Uniti.

Bank of Japan, tassi fermi allo 0,5%. Diminuiscono gli acquisti di bond

La Banca del Giappone, intanto, ha lasciato invariati i tassi d’interesse allo 0,5%, come ampiamente previsto dagli economisti. Inoltre ha dichiarato che da aprile 2026 ridurrà gli acquisti di obbligazioni di circa 200 miliardi di yen per trimestre, rispetto all’attuale ritmo di 400 miliardi. La scelta mira a mantenere la stabilità del mercato obbligazionario, in un contesto di crescente incertezza economica. Chiusura in leggero rialzo per la Borsa di Tokyo nel giorno dell’annuncio della BoJ sui tassi, rimasti invariati, e sulla riduzione del quantitative easing a partire dall’aprile del 2026. A fine seduta l’indice Nikkei ha guadagnato lo 0,59%

 

Cina sotto pressione; listini tutti in calo

Sotto pressione la Cina. Gli ultimi dati macro del dragone sono risultati contrastanti – le vendite al dettaglio hanno superato le aspettative, non la produzione industriale – fornendo segnali ambigui sulla seconda economia mondiale. In tutta risposta, i principali listini cinesi, da Shanghai a Hong Kong, stanno tutti mostrando segnali ribassisti.

 

L’annuncio: arriva la pubblicità su Whatsapp

Sul fronte delle big tech, le notizie ieri sono arrivate da Meta, con l’annuncio della pubblicità in arrivo sul canale di messaggistica Whatsapp. Il colosso di Mark Zuckerberg ha fatto sapere che il lancio sarà graduale e che le inserzioni saranno posizionate tra gli “stati”, sulla falsa riga di quello che accade tra le storie di Instagram. Il mercato sembra aver apprezza l’annuncio, con il titolo di Meta che ieri è stato tra i protagonisti a New York.

 

Credits: Foto Pixabay

Tags:
G7Petroliowhatsap

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