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20/01/2026

Markets Today: Trump minaccia dazi 200% su champagne; corrono oro e rendimenti Giappone; consegne record Lamborghini

Oro e rendimenti giapponesi in rialzo; Trump minaccia dazi su Champagne; Cina mantiene tassi e lancia misure di stimolo; Vujcic verso vicepresidenza Bce; per Lamborghini record di consegne nel 2025; Stellantis licenzia a Tychy.

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Avvio fiacco sui listini azionari europei, mentre le minacce tariffarie del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, continuano a pesare sul sentiment di mercato. L’Euro Stoxx 50 lascia sul terreno lo 0,64%. Deboli anche le Borse asiatiche, con il Nikkei che ha archiviato la seduta in ribasso dell’1,03%. Ieri Wall Street è rimasta chiusa per il Martin Luther King Day.

Trump minaccia dazi del 200% sullo champagne

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di imporre dazi del 200% su vini e champagne francesi, dopo che il presidente francese Emmanuel Macron sarebbe pronto a rifiutare l’invito ad aderire al suo Consiglio per la Pace su Gaza. Trump ha dichiarato: “Nessuno lo vuole perché presto non sarà più in carica. Quindi va bene così. Quello che farò è… imporrò dazi del 200% sui suoi vini e champagne, e allora aderirà. Ma non è obbligato a farlo”. Il Consiglio per la Pace è un organismo globale approvato dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nel novembre dello scorso anno, istituito per supervisionare il cessate il fuoco tra Israele e Hamas.

Oro record sopra i 4.700 dollari l’oncia

L’oro ha superato per la prima volta quota 4.700 dollari l’oncia, mentre l’argento resta a ridosso del massimo storico, dopo che le minacce del presidente degli Stati Uniti di imporre dazi aggiuntivi agli alleati europei hanno peggiorato il sentiment globale e innescato una corsa verso i beni rifugio. Trump ha intensificato la sua pressione per sottrarre la sovranità sulla Groenlandia alla Danimarca, altro membro della Nato, spingendo l’Unione Europea a valutare possibili contromisure. Il metallo giallo trova ulteriore spinta anche nelle preoccupazioni sull’indipendenza della Federal Reserve, mentre questa settimana la Corte Suprema degli Stati Uniti dovrebbe esaminare il caso relativo al tentativo di Trump di licenziare la governatrice della Fed, Lisa Cook.

Corrono i rendimenti dei titoli di Stato giapponesi

Il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 40 anni ha superato il 4% mentre i mercati vendono debito sovrano in vista di elezioni anticipate che potrebbero consegnare alla premier Sanae Takaichi un mandato per accelerare i piani di stimolo fiscale. Il rendimento dei bond in yen a 40 anni ha toccato il 4,01%, per la prima volta dalla loro introduzione nel 2007. Ieri Takaichi ha dichiarato l’intenzione di sciogliere il Parlamento e indire elezioni l’8 febbraio, chiedendo ai giapponesi un mandato per un “cambiamento di politica di ampia portata”. I rendimenti obbligazionari sono sotto pressione da novembre, quando la premier ha presentato un piano di spesa fiscale da 135 miliardi di dollari. Takaichi ha inoltre confermato l’intenzione di sospendere per due anni l’Iva dell’8% sui prodotti alimentari portandola a zero.

La Banca centrale cinese lascia invariati i tassi sui prestiti

Restando in Asia, sul fronte della poitica monetaria, i tassi di riferimento per i prestiti in Cina sono stati lasciati invariati dopo che la Banca centrale del Paese asiatico ha tagliato i tassi sui suoi strumenti di politica monetaria strutturale per sostenere la crescita economica. Nel dettaglio, il prime rate sui prestiti a un anno è rimasto stabile al 3% e quello a cinque anni è stato mantenuto al 3,5%, ha puntualizzato la People’s Bank of China.

Pechino annuncia nuovo pacchetto di misure per stimolare investimenti e consumi

Nel frattempo, sempre in Cina, il Ministero delle Finanze cinese ha annunciato un pacchetto di misure per stimolare gli investimenti privati e i consumi, tra cui un programma speciale di garanzia per i prestiti alle imprese e sussidi sugli interessi per i prestiti al consumo personale. Questo programma speciale di garanzia, del valore totale di 500 miliardi di yuan (circa 71,42 miliardi di dollari), mira a sostenere gli investimenti privati di micro, piccole e medie imprese, secondo documenti ufficiali rilasciati congiuntamente dal Ministero e da altri dipartimenti. Attuato tramite il Fondo Nazionale di Garanzia dei Finanziamenti nell’arco di due anni, il programma coprirà non solo prestiti a medio e lungo termine, ma anche esigenze di finanziamento legate alle operazioni quotidiane, come l’espansione di fabbriche, la ristrutturazione di negozi e il capitale circolante.

I ministri delle Finanze dell’Eurozona scelgono Vujcic come prossimi vicepresidente Bce

Tornando al Vecchio Continente, i ministri delle Finanze dell’Eurozona hanno nominato Boris Vujcic come prossimo vicepresidente della Banca Centrale Europea, il primo passo di una ristrutturazione dell’executive board mentre la presidente Christine Lagarde si prepara a lasciare il timone dell’Istituto di Francoforte l’anno prossimo. Il vicepresidente della Bce, che partecipa con la presidente nelle conferenze stampa successive alle decisioni sui tassi, si concentra principalmente sulle questioni di stabilità finanziaria, pur avendo voce anche nella politica monetaria.

Record di consegne per Lamborghini nel 2025

Sul fronte societario, prosegue il percorso di crescita di Automobili Lamborghini che, anche nel 2025, supera la soglia delle diecimila vetture consegnate, migliorando ulteriormente il risultato dell’anno precedente e stabilendo un nuovo record assoluto. Con 10.747 vetture distribuite in tutto il mondo, informa una nota, “si conferma la forte risposta del mercato e il successo della strategia di ibridizzazione della gamma, accolta con entusiasmo dai clienti del brand a livello globale”.

Stellantis licenzia a Tychy e il sindacato scrive a Exor

Stellantis, invece, licenzia nel suo stabilimento di Tychy in Polonia, uno dei poli produttivi chiave del gruppo in Europa, e il sindacato polacco Solidarnosc della Slesia-Dabrowa si rivolge con una lettera direttamente a Exor, la holding di John Elkann che è il primo socio della società, per chiedere una presa di posizione chiara sul futuro della fabbrica dopo l’annuncio dei tagli e della cancellazione della terzo turno produttivo a partire da marzo.

 

Credits: Foto Freepik

Tags:
dazilamborghiniorotrump

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