Alessandro Cicognani 24/06/2026
Markets Today: Trump minaccia le Big oil; rimbalza il Kospi; KNDS verso l’Ipo; Orcel chiude al risiko italiano
La giornata dei mercati si apre ancora dal petrolio, ma questa volta non solo dal prezzo del barile. Donald Trump ha ordinato al Dipartimento di Giustizia di indagare sulle compagnie petrolifere, accusate di non aver tagliato abbastanza in fretta i prezzi della benzina nonostante il forte calo del greggio. Il presidente americano parla di consumatori “spennati” e chiede ribassi più rapidi alla pompa. Il tema arriva mentre lo Stretto di Hormuz ha riaperto ufficialmente al traffico e oltre 11 mila marittimi hanno ricevuto il via libera al transito. Ma la tensione non è del tutto sparita: Marco Rubio ha avvertito Teheran che l’Iran non può imporre pedaggi per il passaggio delle navi. Per i mercati, insomma, il rischio energetico si sta sgonfiando – lo si vede nel prezzo del greggio che anche questa mattina è sceso di un altro 1% – ma resta anche un tema politico.
L’Asia prova il rimbalzo dopo il sell-off del tech: Kospi in verde e Nikkei ancora giù
Intanto, le borse asiatiche provano a scrollarsi di dosso il sell-off di ieri sull’intelligenza artificiale. Il Kospi coreano è rimbalzato di oltre il 3% questa mattina dopo il tonfo di ieri, quando il listino era arrivato a perdere circa il 10% e le contrattazioni erano state sospese per eccesso di ribasso. Il recupero è partito dai chip: Samsung Electronics è salita anche oltre l’8%. Più debole Tokyo, con il Nikkei ancora in rosso di circa lo 0,4%. Meglio Hong Kong, con l’Hang Seng in rialzo intorno allo 0,5%, e Shanghai poco mossa ma positiva.
Le svendite sull’AI mandano in rosso Wall Street; questa sera arrivano i conti di Micron
Anche a Wall Street la seduta di ieri è stata dominata dalle vendite sul tech. Il Nasdaq ha perso il 2,2%, l’S&P 500 l’1,4%, mentre il Dow Jones ha limitato i danni con un -0,1%. A pesare sono stati soprattutto i semiconduttori: Micron ha lasciato sul terreno oltre il 13% e Nvidia è scesa di circa il 4%. Gli investitori si sono spostati su nomi difensivi come Walmart e Coca-Cola. Questa mattina i future Usa sono in leggero rialzo, segnale che il mercato potrebbe provare un colpo di reni. L’appuntamento della è con Micron, che pubblicherà i conti a mercati chiusi e darà un’indicazione decisiva sulla tenuta del rally dei chip.
Manifattura mista: cresce negli Stati Uniti mentre continua a faticare in Europa
A proposito di macroeconomia, ieri i dati hanno mandato un segnale misto. Negli Stati Uniti l’indice Pmi manifatturiero è salito a 55,7 punti a giugno, dai 55,1 di maggio, toccando il livello più alto degli ultimi 49 mesi e battendo le attese degli analisti. Anche i servizi sono migliorati, con l’indice a 51,3 punti dai 50,7 precedenti. Al contrario, nell’Eurozona il medesimo indicatore sul manifatturiero è rimasto sotto quota 50, la soglia che separa crescita e contrazione. A giugno il dato è salito a 49,5 punti dai 48,5 precedenti, indicando un’economia ancora debole ma meno in affanno.
Europa ancora cauta: future in leggero ribasso questa mattina dopo il negativo di ieri
Le borse europee arrivano alla seduta di oggi con il freno tirato. I futures sull’Eurostoxx 50 indicano un avvio in lieve calo, intorno a -0,04% alle 8.30 di questa mattina. A pesare è ancora la domanda globale sulla sostenibilità delle valutazioni legate all’AI e i numeri sul comparto manifatturiero del Vecchio continente, che continuano a pagare il prezzo del conflitto in Iran. Solo il petrolio più basso sta aiutando a contenere la tensione. Parlando di risultati: ieri Milano ha lasciato sul terreno quasi l’1,5%, più contenuta Francoforte che ha perso lo 0,98% mentre Parigi ha limitato a -0,71%.
Difesa europea: KNDS prepara la doppia quotazione a Parigi e Francoforte
Una delle notizia principali dall’Europa arriva però dalla difesa. KNDS, tra i maggiori produttori continentali di equipaggiamento militare, ha annunciato l’intenzione di quotarsi a Parigi e Francoforte. L’operazione prevede la vendita agli investitori istituzionali di una quota fino al 20% del capitale oggi in mano a Giat Industries, controllata dallo Stato francese, e alla tedesca Wegmann & Co. KNDS produce veicoli blindati, munizioni e il carro Leopard 2, usati anche in Ucraina. La mossa arriva mentre l’Europa accelera sul riarmo e il governo tedesco si prepara a rilevare il 40% di Wegmann, rafforzando il dossier.
A Milano Stm ha perso oltre l’8%; oggi Piazza Affari riparte da Poste Italiane e Eni
Come detto, a Milano il Ftse Mib arriva da una chiusura pesante: -1,46% a 52.024 punti, peggiore tra i principali listini europei. Il sell-off sull’AI ha colpito soprattutto StMicroelectronics, scesa dell’8,4%, e Technoprobe, giù di circa il 5%. Male anche Stellantis, che ha perso il 6,7%, Prysmian e Avio. Hanno invece resistito Amplifon, Enel, Inwit e Leonardo. Per oggi Piazza Affari è indicata poco mossa, con i future sul Ftse Mib in lieve rialzo. Tra i titoli da seguire ci sono Poste Italiane, promossa da Barclays, e Eni dopo l’intesa in Albania su riserve strategiche e hub energetico.
Orcel chiude la porta sul risiko italiano; Unicredit a un passo dal controllo di Commerz
Rimanendo a Milano, occhi su Unicredit, visto che ieri sera Andrea Orcel ha chiuso, almeno per ora, la porta a nuove mosse nel risiko bancario italiano. Il ceo di Unicredit ha spiegato che la banca resta “osservatrice” e che oggi in Italia non vede le condizioni per muoversi. Stop quindi alle indiscrezioni su un aumento della quota in Generali o su un possibile ritorno del dossier Banco Bpm. La priorità resta Commerzbank: dopo l’offerta pubblica di scambio, Unicredit può arrivare al 42,5% della banca tedesca tra azioni, strumenti finanziari e adesioni raccolte. Orcel vede ora più probabile il controllo.
Leonardo pronta a investire 1,2 miliardi in quattro anni nella transizione energetica
Infine il mercato guarda anche a Leonardo, che ha messo la transizione energetica dentro il piano industriale 2026-2030. Il gruppo guidato da Lorenzo Mariani ha presentato ieri il Transition Plan 2026, che prevede investimenti per 1,2 miliardi di euro su clima, efficienza, gestione delle risorse naturali e riduzione dei rischi legati alla transizione. Il 79% delle fonti di finanziamento è già collegato a parametri Esg. I numeri mostrano il percorso fatto: Leonardo ha ridotto le emissioni dirette del 44%, gli acquisti di energia elettrica dalla rete del 32%, i prelievi idrici del 23% e i rifiuti del 22%.
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