Alessandro Cicognani 27/07/2026
Markets Today: Trump riapre alla pace in Iran; petrolio giù del 9%; Cxmt fa +500% al debutto; Mps e Bpm verso la fusione
Il petrolio cambia improvvisamente rotta e riaccende la speranza dei mercati. Nelle prime battute di questa mattina il Brent ha perso quasi il 9%, tornando in area 90 dollari al barile e cancellando buona parte del rally che aveva portato il greggio sopra quota 100 la scorsa settimana. A far scattare le vendite è la pausa negli attacchi tra Stati Uniti e Iran: Teheran avrebbe promesso di fermarsi finché Washington rispetterà la tregua e Trump sarebbe pronto a riaprire il canale diplomatico. La prudenza resta d’obbligo, perché i traffici a Hormuz sono ancora ridotti e l’Ucraina ha colpito una nave iraniana nel Caspio. Ma, dopo settimane difficili, torna almeno uno spiraglio di pace. Venerdì Wall Street ha chiuso una seconda settimana negativa per S&P 500 e Nasdaq, mentre l’Europa ha reagito meglio: Francoforte +1% settimanale, Parigi +0,4% mentre Milano ha fatto -0,12%. Sono infine rimasti sostanzialmente invariati i listini giapponese e cinesi, mentre il Kospi ha un altro +3,3% settimanale.
Riunione Fed: mercoledì la decisione sui tassi e il mercato punta ancora sulla pausa
Intanto si apre oggi la settimana della Fed, che mercoledì 29 annuncerà la decisione sui tassi di interesse. Il mercato scommette soprattutto su una pausa, con il costo del denaro fermo al 3,50-3,75%. Tutti i 104 economisti interpellati da Reuters prevedono tassi invariati, ma tra gli operatori la probabilità di un rialzo di 25 punti base è salita fino al 38%, dal 12% di una settimana prima, dopo che il petrolio era rimbalzato sopra i 100 dollari venerdì scorso. Il crollo del greggio di oggi può però raffreddare le attese più aggressive. L’inflazione Usa di giugno è scesa al 3,5%, quella core al 2,6%.
Wall Street tenta il rimbalzo dopo un’altra settimana trascinata in rosso dai chip
Wall Street prova a ripartire con il petrolio in caduta e la Fed all’orizzonte. I futures indicano: Dow Jones +0,6%, S&P 500 +0,7% e Nasdaq 100 oltre +1%, mentre il Treasury è sceso verso il 4,63%. Venerdì la seduta era stata ancora frenata dai chip: S&P 500 quasi invariato a +0,05%, Nasdaq -0,6% e Dow +0,5%. Su base settimanale, però, S&P 500 e Nasdaq hanno ceduto rispettivamente lo 0,6% e il 2,1%, entrambi al secondo ribasso consecutivo; il Dow ha perso lo 0,4%, registrando la terza settimana negativa di fila. Il calo del greggio offre sostegno ai titoli sensibili ai tassi.
Microsoft, Meta, Apple e Amazon: le quattro big tech alla prova delle trimestrali
E a proposito di tech, questa settimana ci sono quattro big alla prova dei conti. Dopo Alphabet e Tesla, questa settimana tocca a Microsoft e Meta, attese mercoledì 29, e ad Apple e Amazon, giovedì 30; per Nvidia bisognerà invece attendere agosto. L’attenzione sarà soprattutto sugli investimenti nell’intelligenza artificiale e sulla capacità di trasformarli in ricavi. Venerdì è stata la volta di Intel, che ha chiuso il trimestre con vendite per 16,1 miliardi di dollari, in aumento del 25%, e un utile rettificato di 42 centesimi per azione, oltre le attese. Nel complesso, gli utili delle società dell’S&P 500 sono attesi in crescita del 38% annuo, il ritmo migliore dal 2021.
Semiconduttori: Nvidia stringe un accordo con SK Hynix per la fornitura di memorie
Rimanendo sempre sul comparto tecnologico, Nvidia corre a garantirsi le memorie di SK Hynix. Il gruppo americano avrebbe infatti raggiunto un’intesa di lungo periodo con il produttore sudcoreano per assicurarsi maggiori volumi di memorie ad alta larghezza di banda, indispensabili per i nuovi acceleratori destinati all’intelligenza artificiale. L’intesa rientra in un pacchetto di partnership tra i big tecnologici Usa e i campioni coreani dei chip. Per SK Hynix significa consolidare la leadership in un mercato dominato anche da Samsung e Micron. Secondo le indiscrezioni, il valore potenziale degli accordi potrebbe arrivare fino a 500 miliardi di dollari.
Asia positiva: le memorie di Cxmt volano del 500% al loro debutto a Shanghai
È in questo contesto che l’Asia chiude un lunedì in risalita. Il Nikkei ha chiuso a +0,23%, mentre in Corea il Kospi ha guadagnato circa lo 0,4%. Acquisti anche in Cina, con Hong Kong che ha fatto +0,8% e Shanghai +0,3%. Una notizia riguarda tra l’altro proprio Shanghai, perché il titolo del produttore cinese di memorie Cxmt è balzato di oltre il 500% al debutto dopo un’ipo da 57,9 miliardi di yuan. Allargando lo sguardo, gli utili industriali cinesi sono cresciuti del 15,1% a giugno, rallentando dal +21,1% di maggio; mentre in Giappone l’inflazione core di giugno è salita all’1,6%.
Europa attesa in rialzo col petrolio che frena; giovedì il test del Pil per l’Eurozona
Quanto all’Europa, si prepara per un avvio in rialzo grazie al crollo dell’energia. I futures sull’Eurostoxx 50 erano positivi di un netto +1% alle 8.30. Venerdì i listini avevano già chiuso positivi: Francoforte +1,7%, Parigi +0,9%, Londra +0,94% e Milano +0,95%. Oggi l’attenzione si divide tra Medio Oriente e trimestrali. Ma la data macro decisiva sarà giovedì 30, quando arriveranno le prime stime sul Pil del secondo trimestre di Eurozona, Germania, Francia, Italia e Spagna, per misurare l’impatto di energia, dazi e tassi. Un dato debole rafforzerebbe le attese per nuovi rialzi della Bce a settembre.
AstraZeneca: il fatturato cresce del 6% e resta l’obiettivo degli 80 miliardi annui
Anche nel Vecchio Continente è periodo di trimestrali di peso. Questa mattina il colosso anglo-svedese della farmaceutica AstraZeneca ha archiviato un primo semestre in crescita e confermato gli obiettivi per il 2026. Il fatturato è salito del 6%, a 30,67 miliardi di dollari, sostenuto dalla crescita a doppia cifra di oncologia e malattie rare, che ha compensato la perdita dell’esclusiva di Farxiga negli Usa (farmaco per il diabete) e le pressioni sui prezzi in Cina. L’utile operativo è aumentato dell’11%, con l’utile per azione a 5,21 dollari. Il gruppo continua a stimare ricavi in crescita, puntando a 80 miliardi di fatturato.
Piazza Affari: via alle trimestrali con i conti di Italgas, Saipem e Lottomatica
Piazza Affari entra nel vivo delle trimestrali, con la settimana più ricca di numeri di questa estate. Il Ftse Mib riparte da 51.802 punti, con lo spread Btp-Bund in area 82 punti. Oggi sono attesi i conti di Italgas, Saipem e Lottomatica; domani Recordati, Inwit e Nexi; mercoledì Intesa Sanpaolo, Eni e Pirelli; giovedì Enel, Ferrari e Prysmian. Saipem ha inoltre ottenuto da Eni due contratti, uno offshore in Costa d’Avorio e uno a Porto Marghera, per circa 800 milioni. Occhi anche su Amplifon, promossa da Jp Morgan. Il calo del greggio può invece pesare su Eni e Tenaris.
Mps e Banco Bpm accelerano sull’ipotesi di fusione per stoppare l’offerta di Intesa
Attenzione poi a Mps e Banco Bpm che sarebbero sempre più vicine alla fusione. Gli advisor stanno esaminando tre strade: un’offerta di Banco Bpm su Siena, un’operazione di Mps su Piazza Meda oppure, ipotesi oggi ritenuta più convincente, una fusione concordata. I consigli straordinari potrebbero riunirsi nei prossimi giorni, prima delle semestrali del 5 e 6 agosto. Nella nuova banca Giuseppe Castagna potrebbe restare amministratore delegato, con Luigi Lovaglio alla presidenza. Per facilitare l’operazione Mps starebbe valutando anche la cessione totale o parziale della quota in Generali, da circa 7,4 miliardi di euro.
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