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25/08/2026
Trump stringe sull’Iran e minaccia la Cina; Bitcoin a 80 mila; cda Banco Bpm; Del Vecchio lascia Luxottica

Markets Today: Trump stringe sull’Iran e minaccia la Cina; Bitcoin a 80 mila; cda Banco Bpm; Del Vecchio lascia Luxottica

Washington minaccia sanzioni secondarie anche contro chi compra petrolio iraniano, coinvolgendo così Pechino. A Milano riflettori sul risiko bancario, doValue e Webuild-Trevi.

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Gli Stati Uniti alzano il tiro contro l’Iran e avvertono anche la Cina. Washington ha lanciato l’“Operazione esclusione Economica”, minacciando sanzioni secondarie contro Paesi, banche e società che continuano a sostenere Teheran. Il Tesoro ha già colpito quasi 60 tra entità, persone e navi e punta su cinque settori: asset digitali, tecnologia, oro, aviazione e trasporto marittimo. “Nessuno è al di sopra delle sanzioni americane” ha detto il segretario generale Usa Scott Bessent, precisando che anche chi trasforma il petrolio iraniano in denaro potrà essere preso di mira. La Cina, che assorbe circa il 90% dell’export petrolifero iraniano, è quindi nel mirino. Per ora, però, il mercato legge il piano come meno aggressivo del temuto: il Brent scende dello 0,8% sotto 90 dollari al barile, dopo il -2% di ieri.

 

Bitcoin sopra 80 mila dollari e oro ai massimi da tre mesi con le tensioni sui Treasury

Nel frattempo, Bitcoin e oro tornano a correre mentre il mercato si interroga sulla sostenibilità del debito americano. La criptovaluta ha superato gli 80.720 dollari questa mattina, con un rialzo di oltre il 2% nella notte e di circa il 28% da inizio agosto. L’oro ha invece toccato 4.677 dollari l’oncia, massimo da metà maggio, dopo un guadagno superiore al 15% nel mese. A spingere entrambi è il nervosismo sui Treasury: il decennale resta vicino al 4,7% e il trentennale al 5,2%, nonostante il piano del Tesoro Usa per aumentare i riacquisti (ne abbiamo parlato qui).

 

Wall Street prudente in attesa dei conti di domani di Nvidia che punta su Perplexity

Wall Street si prepara intanto a una seduta prudente, con i future sul Dow Jones poco mossi, quelli sull’S&P 500 in rialzo dello 0,1% e il Nasdaq dello 0,2%. Ieri il Dow ha guadagnato lo 0,26%, mentre S&P 500 e Nasdaq hanno perso lo 0,28% e lo 0,76%, frenati dai semiconduttori. Il mercato guarda già a Nvidia, che domani pubblicherà i conti: il consenso vede ricavi intorno a 92 miliardi di dollari. Intanto il colosso dei chip valuta un investimento in Perplexity, per un round che potrebbe portare la startup di ricerca basata sull’AI a una valutazione superiore ai 30 miliardi.

 

Tech ancora sotto pressione in Asia; bond record di SoftBank per finanziare l’AI

Senza una direzione chiara invece l’Asia, con il tech sotto pressione alla vigilia dei conti di Nvidia. Il Nikkei sale dello 0,4% con lo yen debole, mentre il Kospi avanza dello 0,5%; tra i chip, però, SK Hynix perde il 2% e Samsung Electronics l’1,2%. In Cina Shanghai guadagna lo 0,2% e Hong Kong cede lo 0,2%. In particolare il titolo di Xpeng affonda di oltre il 9% dopo una stima sulle consegne sotto le attese. A Tokyo SoftBank prepara invece un bond retail record da 1.000 miliardi di yen (circa 6,3 miliardi di dollari), a sette anni e con cedola indicativa del 4,3-4,9%, per finanziare gli investimenti in OpenAI.

 

Europa attesa positiva in apertura; Porsche investe 1,5 miliardi nell’AI

L’Europa prova a ripartire dopo una seduta contrastata: il future sull’Eurostoxx 50 sale dello 0,34% alle 8.30. Ieri Francoforte ha perso lo 0,07%, Parigi lo 0,4%, mentre Londra ha guadagnato lo 0,3% e Madrid lo 0,7%. Oggi l’attenzione torna sulla Germania: il Pil del secondo trimestre è cresciuto dello 0,3% sul trimestre e dell’1% annuo, mentre alle 10 arriva l’Ifo (che indica il clima di fiducia delle imprese). Porsche ha intanto firmato con l’indiana Tata Consultancy Services un accordo quinquennale da 1,25 miliardi di euro per portare l’AI su larga scala nel gruppo.

 

DoValue scivola con le stime negative di Klarna; Consob sospende opa Webuild-Trevi

Piazza Affari riparte da 52.542 punti dopo il -0,2% di ieri. Tra i titoli da seguire c’è doValue, scivolata del 6,79% a 1,827 euro dopo il taglio della stima 2026 di Klarna: la fintech svedese è uno dei principali clienti della società tedesca e il rallentamento in Germania aumenta il rischio sui volumi. Sotto osservazione anche Webuild e Trevi: la Consob ha infatti chiesto informazioni supplementari sull’Opa di Webuild e ha sospeso l’istruttoria fino al completamento del quadro informativo, per non oltre 15 giorni. Occhi infine su Stm alla vigilia dei conti Nvidia.

 

Risiko: oggi il cda di Bpm sull’offerta Mps; a settembre incontro UniCredit-Commerz

Al centro di Piazza Affari rimane anche il risiko bancario. Banco Bpm riunirà oggi alle 14.30 un cda straordinario per esaminare l’Ops da 25,3 miliardi lanciata da Mps: il board dovrebbe essere interlocutorio e resta decisiva la posizione di Crédit Agricole, primo socio con il 29,3%, finora freddo sull’operazione. Il progetto di Siena stima circa 1 miliardo di sinergie. Sul fronte UniCredit-Commerzbank, Andrea Orcel è invece atteso a Berlino a settembre per incontrare il ministro delle Finanze Lars Klingbeil e forse Jens Weidmann. Sul tavolo c’è soprattutto il 12,5% di Commerzbank ancora detenuto dallo Stato tedesco.

 

Leonardo Maria Del Vecchio lascia EssilorLuxottica e attacca la gestione Milleri

Scossone ai vertici di EssilorLuxottica: secondo un’anticipazione di Milano Finanza, Leonardo Maria Del Vecchio lascia il gruppo fondato dal padre. Il 31enne avrebbe rimesso le deleghe da presidente di Ray-Ban e chief strategy officer, con dimissioni dal 31 agosto. Del Vecchio jr ha motivato l’addio con una critica alla gestione di Francesco Milleri, giudicata troppo “distante” e “impersonale”. Nella lettera al cda sostiene che si sia indebolito il “patto” con le persone. L’uscita arriva mentre Delfin, che controlla il 32,4% del gruppo, resta alle prese con la successione tra gli otto eredi e dopo che il titolo ha perso il 50% dai massimi di novembre 2025.

 

Trump raddoppia i dazi sulle auto canadesi e Stellantis perde il 4,8% in Borsa

Infine si torna negli Usa, dove ieri si aperto un nuovo fronte commerciale tra Stati Uniti e Canada, con l’auto al centro dello scontro. In serata Donald Trump ha annunciato che dal primo gennaio 2027 i dazi su automobili, camion e componentistica importati dal Canada saliranno al 50%, raddoppiando rispetto all’attuale 25%, dopo il fallimento dei colloqui del fine settimana. La minaccia ha colpito i costruttori più esposti. In particolare a Milano Stellantis ha chiuso in calo del 4,77%. Il gruppo resta tra i più sensibili a un inasprimento dei rapporti tra Washington e Ottawa.

 

Credits: Foto Magnific

Tags:
Banco BpmBitcoinessilorluxotticausa-iran

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