Salta al contenuto principale

Finanza in Page

19/05/2026
Trump tratta con l'Iran; Musk perde con OpenAI; Berlino privatizza Uniper; Commerz boccia l'ops UniCredit

Markets Today: Trump tratta con l’Iran; Musk perde con OpenAI; Berlino privatizza Uniper; Commerz boccia l’ops UniCredit

La guerra in Medio Oriente non ripartirà oggi come aveva annunciato il presidente della Casa Bianca. Il petrolio scende ma Wall Street ed Europa sono attese caute.

Ascolta l'articolo Sintesi vocale browser

La guerra non ripartirà oggi, “ora trattiamo”. Donald Trump ha sospeso l’attacco all’Iran che, secondo la sua ricostruzione, era già pronto per martedì. A far dire la parola “stop” al presidente statunitense sono state le pressioni di Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, ma soprattutto una nuova proposta arrivata da Teheran via Pakistan. Il punto resta il nucleare: Washington chiede che l’Iran non abbia l’atomica, mentre la bozza iraniana prevede congelamento del programma, trasferimento di 400 kg di uranio arricchito alla Russia e riapertura graduale di Hormuz. I mercati hanno tirato un sospiro di sollievo per il momento: Brent e Wti sono entrambi in calo dell’1,5% questa mattina, ma i prezzi restano molto alti rispetto ai livelli pre-crisi. Un tema, quello dell’energia e della crisi in Medio Oriente, che sarà oggetto di confronto al G7 di Parigi iniziato ieri.

 

Pechino ancora al centro della scena: dopo Trump ora c’è Putin a colloquio con Xi

Intanto, pochi giorni dopo la visita di Trump, alla corte di Xi Jinping è arrivato Vladimir Putin. Il vertice di oggi e domani è il secondo tra i due leader nell’ultimo anno e serve a Mosca per verificare che il disgelo tra Cina e Stati Uniti non cambi gli equilibri del “triangolo strategico”. Pechino, intanto, mostra di poter parlare con tutti i grandi della terra. Sul tavolo ci sono Ucraina, sanzioni e soprattutto energia: la Cina è già il maggiore acquirente di petrolio e gas russi e Putin ha parlato di un accordo “serio” ormai in fase avanzata.

 

Il tech frena e manda in rosso Nasdaq e S&P500; domani arriva la trimestrale di Nvidia

È in questo contesto dominato ancora una volta dalla geopolitica che si apre la giornata dei mercati. Wall Street ieri ha chiuso contrastata: Dow Jones +0,32%, S&P 500 -0,07% e Nasdaq -0,51%. A rallentare i listini ci ha pensato il tech, con Seagate -7% e Micron -5% dopo i timori sulla capacità dell’industria dei chip di reggere la domanda dell’AI. Anche Broadcom ha ceduto circa l’1%, mentre domani arriverà la trimestrale di Nvidia, vero test per il rally dell’intelligenza artificiale. Stamattina i future Usa restano deboli: S&P 500 -0,23%, Nasdaq -0,46% e Dow -0,12%. Il mercato arriva da settimane molto forti e ora sconta prese di profitto.

 

Musk perde la causa miliardaria contro OpenAI e il titolo Tesla scivola a Wall Street

E rimanendo sul tech, da ieri tiene banco la sconfitta giudiziaria di Elon Musk contro Sam Altman e OpenAI. Una giuria federale di Oakland ha respinto all’unanimità le accuse del patron di Tesla – che aveva chiesto 130 miliardi di danni ad Altman – ritenendo la causa oltre i termini di prescrizione. Musk contestava la trasformazione di OpenAI da realtà no profit a struttura con finalità commerciali e chiedeva anche la rimozione di Altman e Greg Brockman. Gli avvocati di Musk pensano al ricorso, ma Wall Street ha già reagito: Tesla ha perso il 2,9% ieri, aggiungendo pressione a un Nasdaq già indebolito.

 

Il Giappone cresce del 2,1% nel primo trimestre del 2026 ma il Nikkei segna rosso

Seduta contrastata anche in Asia quella di oggi. Il Nikkei ha perso circa lo 0,5% nonostante il pil giapponese sia cresciuto del 2,1% nel primo trimestre del 2026, sopra l’1,7% atteso, grazie a consumi più solidi ed export in ripresa. Il dato rafforza le scommesse su nuovi rialzi della BoJ, ma lo yen resta debole intorno a 159 sul dollaro, schiacciato dal differenziale dei tassi e dal caro energia. In Cina Shanghai è salita dello 0,7% mentre Hong Kong ha fatto +0,45%. Pesante Seul: Kospi -3%, con Samsung sotto pressione per il rischio maxi sciopero. Il mercato teme ricadute sulla produzione di chip.

 

Europa cauta dopo lo stacco dei dividendi; Berlino verso la privatizzazione di Uniper

L’Europa prova invece a ripartire con prudenza questa mattina: +0,5% l’andamento dei future sull’Eurostoxx 50 alle 8.30. Ieri Piazza Affari aveva chiuso in negativo dello 0,9% a 48.669 punti, appesantita dallo stacco cedole (quando una società paga il dividendo, il prezzo dell’azione viene rettificato al ribasso di un importo circa pari alla cedola staccata), mentre il Dax ha mostrato più forza. Tra i titoli che hanno mandato Milano in rosso ci sono stati Prysmian -3,4% e Buzzi. In Germania, invece, il governo ha deciso di avviare la privatizzazione di Uniper, salvata nel 2022 con 13,5 miliardi e ancora controllata al 99,12% dallo Stato. Potrebbe essere una delle possibili grandi operazioni europee dell’anno.

 

A Milano occhi su Enel che ha firmato l’acquisto di sette impianti solari negli Usa

A Piazza Affari il focus passa dai dividendi alle storie societarie. Enel ha firmato l’acquisto di sette impianti solari negli Stati Uniti per circa 140 milioni di dollari, con 270 megawatt di capacità e un contributo atteso alla marginalità da 20 milioni l’anno. Leonardo guarda al progetto inglese Gcap, con Londra che sta preparando 6 miliardi di sterline per il caccia stealth con Italia e Giappone. Avio ha invece lanciato con successo il satellite Smile con Vega C, mentre Ferretti riunirà oggi il cda sui conti del primo trimestre.

 

Commerzbank boccia l’offerta di UniCredit e prepara un piano di rilancio della banca

Si torna poi a parlare di risiko bancario europeo, perché Commerzbank ha bocciato l’ops di UniCredit e invitato gli azionisti a non aderire. Il concambio proposto è di 0,485 azioni UniCredit per ogni titolo Commerzbank, ma per Francoforte non offre un premio adeguato. Bettina Orlopp, amministratore delegato di Commerz, ha deciso di rilanciare con un piano che ha denominato Momentum 2030 e che prevede: ricavi per 16,8 miliardi di euro entro il 2030, un utile netto di 5,9 miliardi e restituzione agli azionisti di circa metà dell’attuale capitalizzazione di mercato attraverso dividendi e buyback. Si prevedono però anche 3 mila licenziamenti a causa dell’AI. La risposta di Orcel: “dissentiamo profondamente”.

 

Stellantis lancia il progetto E-Car a Pomigliano: auto elettriche entro il 2028

Infine si parla di Stellantis, che prova a rilanciare l’Italia nell’elettrico accessibile. Alla vigilia del nuovo piano industriale, il gruppo guidato da Antonio Filosa ha annunciato il progetto E-Car: una piattaforma per vetture compatte a batteria, dal prezzo contenuto, prodotte in Europa per il mercato europeo. La produzione partirà nel 2028 nello stabilimento di Pomigliano d’Arco, storico polo della Panda. Filosa parla di risposta alla domanda di auto piccole, distintive, ecologiche e accessibili. Sono previsti modelli di diversi marchi e volumi “significativi”.

 

Credits: Foto Magnific

Tags:
elon muskunicreditusa-iran

Scopri le soluzioni di investimento che potrebbero interessarti

Iscriviti alla Newsletter

Non perderti gli articoli più interessanti della settimana. Ricevili tutti direttamente via mail!

Altri approfondimenti che potrebbero interessarti

Tutte le notizie di attualità
che non devi perderti e…