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24/08/2026
Usa al D-Day finanziario contro l’Iran; Alibaba affonda Hong Kong; domani cda di Bpm; oro a 4.640 dollari

Markets Today: Usa al D-Day finanziario contro l’Iran; Alibaba affonda Hong Kong; domani cda di Bpm; oro a 4.640 dollari

Oggi Washington lancerà contro Teheran “la più grande offensiva finanziaria di sempre”. Nuovo sell-off del tech in Asia mentre a Wall Street mercoledì arrivano i conti di Nvidia

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Il lunedì dei mercati riparte ancora dal Medio Oriente. Oggi Washington lancerà contro Teheran quella che Scott Bessent ha definito “la più grande offensiva finanziaria di sempre”: nuove sanzioni destinate ad ampliare l’isolamento iraniano, colpendo anche Paesi ed entità che continuano a fare affari con la Repubblica islamica. Teheran risponde minacciando multe, sequestri e confische alle navi che violano le sue regole a Hormuz. Il petrolio, però, dopo il +6,6% della scorsa settimana, prende fiato: Brent -1,4% a 93 dollari e Wti -1,6% a 85,6. Il contesto resta sicuramente molto complesso per le Borse di tutto il mondo, che arrivano da un’altra settimana difficile: l’S&P 500 ha chiuso la settimana con una performance negativa dello -0,9%, il Nasdaq ha per l’1,7%, il Dow lo -0,3%. In Europa Milano ha archiviato con un -1,7%, Francoforte a -0,77% e Parigi -1,1%. Quanto all’Asia: -5,3% Tokyo, -4,15% il Kospi e in rosso anche le cinesi.

 

Alibaba -10% e Samsung -8,7%: nuovo sell-off sui tecnologici asiatici

Rimanendo sull’Asia, il lunedì parte con un nuovo sell-off tecnologico. Il Kospi perde oltre il 3%, trascinato da Samsung Electronics (-8,7%) dopo la delusione sul piano di remunerazione; SK Hynix cede circa il 2%. A Hong Kong l’Hang Seng arretra di oltre il 2% e Alibaba scivola fino al 10% dopo il collocamento da 10,2 miliardi di dollari destinato a finanziare l’AI. Male anche Shanghai a -0,9%, mentre il Nikkei limita il calo allo 0,5%. A Singapore l’inflazione core di luglio sale al 2%, sotto il 2,2% atteso; quella generale si ferma al 2,2%, segnale che attenua ma non cancella i timori sui prezzi nell’area.

 

Shein verso l’Ipo a Hong Kong: valutazione a 27 miliardi e debutto il 1° settembre

Occhi puntanti anche su Shein, che dopo anni di rinvii è pronta allo sbarco in Borsa a Hong Kong. Secondo un documento depositato questa mattina, il colosso del fast fashion punta a raccogliere fino a 13,86 miliardi di dollari di Hong Kong, circa 1,77 miliardi di dollari Usa, collocando 280 milioni di azioni a 47,60-49,50 dollari di Hong Kong. Al prezzo massimo la società sarebbe valutata quasi 27 miliardi di dollari, molto meno dei 98,2 miliardi raggiunti nel 2022 e dei 64 miliardi del 2023-2024. Il prezzo definitivo sarà fissato il 31 agosto, mentre il debutto sul listino è previsto il 1° settembre.

 

Wall Street riparte debole; debito Usa oltre 40 mila miliardi; mercoledì i conti di Nvidia

Wall Street si prepara a un avvio debole dopo la seconda settimana negativa di fila: i future indicano Dow quasi piatto, S&P 500 intorno a -0,1% e Nasdaq -0,3%. Venerdì il Dow aveva guadagnato lo 0,98%, mentre S&P 500 e Nasdaq erano saliti dello 0,43%, senza però evitare una settimana negativa. A pesare restano i rendimenti dei Treasury e il debito federale, salito oltre 40 mila miliardi di dollari; quello detenuto dal pubblico vale circa il 100% del Pil. Due i test della settimana: mercoledì i conti di Nvidia, ultima big tech alla prova delle trimestrali, e venerdì l’intervento di Kevin Warsh a Jackson Hole.

 

Trump alza i dazi sul Canada al 50% e Carney risponde “dollaro per dollaro”

Nel frattempo, si riaccende la guerra commerciale tra Stati Uniti e Canada. Dopo il fallimento dei negoziati, Washington ha fatto scattare dazi del 50% su circa 20 miliardi di dollari di importazioni canadesi, tra cui cemento, mobili e latticini. Ottawa ha fatto sapere ieri che risponderà “dollaro per dollaro”: dall’8 settembre le contromisure colpiranno, tra gli altri, acciaio, latticini, macchinari agricoli, cellulosa e carta. Il nodo più delicato resta l’auto: le parti trattavano una riduzione dal 25% al 15% dei dazi Usa sulle vetture prodotte in Canada. Tra i gruppi più esposti c’è Stellantis, con gli impianti di Windsor e Brampton.

 

Europa prudente dopo la seconda settimana consecutiva in rosso

Anche l’Europa si prepara a un’apertura prudente, con il future sull’Eurostoxx 50 in calo di circa lo 0,1% alle 8.30, tra sell-off asiatico, tensioni Usa-Iran e rendimenti obbligazionari elevati. Venerdì, però, i listini avevano recuperato: Francoforte +0,5%, Parigi+0,4% e Londra +0,7%. Questo non è bastato tuttavia a evitare la seconda settimana consecutiva in rosso per lo Stoxx 600, sceso di circa lo 0,6%. Oggi il calendario macro è leggero; domani arriverà il Pil tedesco definitivo, mentre venerdì uscirà l’Economic Sentiment Indicator della Commissione europea, altro test sul clima economico dell’area.

 

Ancora occhi sui bancari a Piazza Affari: Commerz apre ai colloqui con UniCredit

A Piazza Affari l’attenzione è sui bancari, mentre il Ftse Mib riparte dai 52.668 punti dopo una chiusura di venerdì sulla parità. In primo piano Mps, che venerdì ha ceduto l’1,3% dopo le due Ops da circa 34 miliardi su Banco Bpm e Banca Generali; quest’ultima ha perso il 2%, Banco Bpm lo 0,4% e Intesa lo 0,7%. Da seguire anche UniCredit, dopo l’apertura di Commerzbank a colloqui strategici, Eni, che punta a una centrale commerciale a fusione in Europa entro i primi anni Quaranta, e Saipem, che conta di chiudere entro fine anno la fusione con Subsea 7. Il Tesoro annuncerà inoltre i dettagli dell’asta Bot del 27 agosto.

 

Domani cda straordinario di Bpm sull’offerta Mps; Intesa valuta esposto alla Consob

L’attenzione maggiore è però rivola a domani, quando si riunirà in via straordinaria il cda di Banco Bpm con un solo dossier sul tavolo: l’Ops lanciata da Mps. Il board guidato da Giuseppe Castagna potrebbe prendere tempo, ma l’osservato speciale sarà Crédit Agricole, primo azionista del Banco con il 29,3%. Se conferisse tutta la quota all’offerta, il gruppo francese diventerebbe il primo socio della nuova banca; circola anche l’ipotesi di una cessione ad Agricole di parte degli sportelli Bpm. Intanto Intesa Sanpaolo valuta un esposto alla Consob sulle mosse di Mps.

 

Oro in rally a 4.641 dollari: terza settimana di rialzi e nuovi massimi da oltre tre mesi

Nel clima di incertezza torna protagonista l’oro. Venerdì il metallo giallo ha completato la terza settimana consecutiva di rialzi, con un guadagno di circa il 4%, e questa mattina continua a salire: lo spot avanza di circa lo 0,8% a 4.641 dollari l’oncia, sui massimi da oltre tre mesi. A sostenerlo sono il dollaro debole, i dubbi sul debito americano, le tensioni geopolitiche e i riacquisti di Treasury annunciati dal Tesoro Usa. Ubs mantiene un target di 4.600 dollari a fine anno e vede 5.400 dollari per settembre 2027, se continueranno debolezza del dollaro, calo dei tassi reali e ritorno dei flussi.

 

Credits: Foto Magnific

Tags:
alibabaBanco Bpmorousa-iran

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