Alessandro Cicognani 22/10/2025
Markets Today: Vertice Trump-Xi in forse; sell off sui metalli preziosi; conti record per Unicredit; OpenAI lancia il nuovo browser
Dopo i conti delle banche, ora si comincia a passare al mondo dell’industria, che questa volta non regala scossoni al mercato statunitense ma bensì soddisfazioni. Coca Cola e General Motors sono i due colossi che hanno tagliato il nastro delle trimestrali, con numeri positivi che hanno spinto il Dow Jones verso un nuovo massimo storico. Nello scacchiere dell’imprenditoria a stelle e strisce si stanno inoltre muovendo pedine importanti: da Warner Bros che starebbe valutando una possibile vendita delle proprie attività, a OpenAI che ha lanciato la sfida a Google, con un nuovo browser lanciato sul mercato. In Europa si è invece messa in mostra Milano, con i titoli bancari che ieri hanno condotto il listino alla migliore performance del Vecchio Continente. Oggi l’Europa è attesa in discesa (-0,32% i futures sull’Eurostoxx50 prima dell’apertura), con le relazioni internazionali Usa-Cina-Russia di nuovo in forse.
I conti record di Coca Cola e General Motors spingono il Dow Jones a un nuovo massimo
Seduta mista ieri a Wall Street. Il Dow Jones ha chiuso in positivo, segnando un nuovo record poco al di sotto dei 47 mila punti. Il balzo di Coca Cola è stato determinante nel massimo storico raggiunto dall’indice. I conti della multinazionale sono stati oltre le aspettative, con 12,46 miliardi di ricavi nel trimestre (più 6%). Il titolo è salito del 3,2%. La crescita migliore è stata però quella di General Motors, che ha fatto il più 11,6%. Tutto merito dei conti: utile operativo di 3,1 miliardi di dollari (2,7 erano le stime del mercato) su un fatturato di 48,6 miliardi (contro stime per 45). Ha chiuso in perfetta parità invece l’S&P 500 mentre il Nasdaq ha perso lo 0,16%. Oggi i conti di Tesla.
Comcast e Netflix tra i potenziali acquirenti del colosso del cinema Warner Bros
La vera notizia riguarda però il mondo del cinema, perché Warner Bros Discovery starebbe valutando una vendita in blocco delle proprie attività. La società aveva annunciato lo split del gruppo per il 2026, da una parte gli studios televisivi, dall’altra lo streaming. Il ceo David Zaslav vuole però guardare tutte le alternative, anche quella di una cessione diretta dell’intero pacchetto. Paramount Skydance era stata la prima a farsi avanti, con un’offerta ritenuta però troppo bassa. Ora si sono fatti avanti anche Comcast e Netflix. Quest’ultima ieri ha tra l’altro diffuso i propri conti, con ricavi pari a 11,7 miliardi di euro. In linea con le previsioni, ma una controversia fiscale emersa in Brasile ha fatto cedere il titolo del 6%.
Geopolitica: in forse gli incontri Trump-Putin e Trump-Xi Jinping
In merito alla politica estera, la Casa Bianca ieri ha fatto invece marcia indietro su un possibile incontro tra il presidente statunitense Donald Trump e il leader russo Vladimir Putin. La settimana scorsa si era parlato di un faccia a faccia in Ungheria, che ora però starebbe sfumando. “Non voglio sprecare un incontro con lui” ha detto Trump. Le nuvole tornano anche nei rapporti tra Stati Uniti e Cina. Il Tycoon ha infatti lasciato intendere che probabilmente la settimana prossima non incontrerà più il presidente Xi Jinping a margine del summit Apac (la regione dell’Asia Pacifico) che si terrà in Corea del Sud.
Svendite di metalli preziosi; meno 5% per l’oro con la peggior performance dal 2020
Occhi puntati sull’oro nella giornata di oggi. Dopo aver toccato un nuovo record a 4.380 dollari l’oncia ieri, nel corso della serata il lingotto ha subito una battuta d’arresto come non si vedeva da anni. In poche ore il prezzo è sceso addirittura del 5% (peggior performance dal 2020), portandosi a 4.160. A mettere un freno al metallo giallo hanno contribuito la presa di profitto dopo il rally da inizio anno, ma anche la distensione tra Stati Uniti e Cina, ora di nuovo in discussione. Il sell off si è verificato su tutti i metalli preziosi: meno 7% ha fatto il prezzo dell’argento e meno 6% il platino.
Le banche mettono il turbo a Piazza Affari; Unicredit: 8,7 miliardi di utili da inizio anno
Passando all’Europa, è stato un martedì positivo per Piazza Affari (+0,6%). Il listino milanese è stato il migliore del Vecchio Continente, con la galassia dei titoli bancari che ha fatto il pieno di acquisti: +5,1% Pop Sondrio e +4,5% Bper, che ha sottoscritto contratti derivati per acquisire un’esposizione sintetica pari al 9,99% del capitale. Oggi attenzione massima per Unicredit, che questa mattina ha pubblicato una trimestrale convincente. Utile netto pari a 2,6 miliardi di euro e 8,7 miliardi nei primi nove mesi, in crescita del 13% sull’anno precedente. L’obiettivo è arrivare a 10,5 miliardi entro la fine dell’anno. Uno sguardo infine a Londra, dove l’inflazione è risultata sotto le attese: +0,3% la crescita su base mensile.
Quasi 300 mila italiani hanno già scelto il Btp Valore; gli ordini sfiorano i 10 miliardi
Intanto ieri si è chiuso anche il secondo giorno di collocamento del Btp Valore, il titolo di Stato pensato dal Ministero dell’economia e delle finanze per gli investitori individuali. Le emissioni andranno avanti fino a venerdì 24 ottobre, ma intanto le prime due giornate sono andate piuttosto bene. Ieri il prodotto ha infatti incassato 4,3 miliardi di euro di ordini (per un totale di 134 mila contratti), che si vanno ad aggiungere ai 5,4 miliardi raccolti il giorno precedente. A questo punto gli ordini totali sono dunque saliti a 9,7 miliardi e il numero di contratti a 289 mila, con un ticket medio di 33.610 euro.
Frena l’export del Giappone verso gli Stati Uniti; battuta d’arresto per i listini asiatici
Partenza col freno a mano tirato per l’Asia, che dopo due giorni di guadagni affronta una battuta d’arresto. Il Nikkei scende di mezzo punto percentuale mentre gli investitori valutano i dati commerciali del Giappone. L’export è aumentato del 4,2%, sotto le previsioni degli economisti al 4,6% a causa delle minori vendite negli Stati Uniti (nonostante l’accordo sulle tariffe). Le importazioni sono salite ben oltre le aspettative, +3,3%, generando un inatteso deficit commerciale di 234,6 miliardi di yen. In rosso anche Shnaghai e Hong Kong sulla scia degli scontri commerciali con gli Usa.
Usa-India vicine a un accordo; dazi al 15% se Nuova Delhi ridurrà il petrolio russo
Chi sembra essere invece vicina a un accordo con Washington è l’India. Sarebbe infatti in arrivo la finalizzazione di un’intesa commerciale (in sospeso da tempo), per ridurre i dazi sulle esportazioni indiane al 15-16% rispetto all’attuale 50%. Come riferito dall’organo di stampa indiano Mint, a fronte di questa concessione Nuova Delhi potrebbe iniziare a ridurre gli acquisti di petrolio dalla Russia e aumentare gli acquisti di mais non geneticamente modificato dagli Stati Uniti. Davanti a queste notizie l’indice indiano Nifty 50 è cresciuto dello 0,2%.
OpenAI fa traballare Google con il lancio del suo browser alternativo a Chrome
Infine si torna a parlare di tecnologia negli Stati Uniti. OpenAI ha infatti lanciato il guanto di sfida ad Alphabet. L’azienda di Sam Altman ieri ha infatti annunciato un nuovo browser web potenziato dall’intelligenza artificiale, ChatGPT Atlas, concorrente diretto di Chrome, attualmente il browser dominante sul mercato. Da mesi circolavano voci su questo lancio, che ora è arrivato, scatenando le vendite di Alphabet, con il titolo sceso del 2,4% martedì. Nel frattempo, Google ha però siglato un accordo con Samsung per il suo nuovo visore oculare Galaxy XR, in vendita da ieri a 1.800 dollari in aperta sfida ad Apple. Chi li acquisterà avrà in omaggio l’accesso alla versione a pagamento di Google e l’AI Gemini.
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