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14/05/2026
Via al vertice Trump-Xi; scorte di petrolio in calo; record del tech Usa; Caltagirone: "Mps non venda Generali"

Markets Today: Via al vertice Trump-Xi; scorte di petrolio in calo; record del tech Usa; Caltagirone: “Mps non venda Generali”

Il presidente Usa è atterrato a Pechino con i ceo delle big tech per la due giorni di summit con Xi Jinping. Intanto cresce l’allarme di Opec e Aie sulla domanda globale di petrolio

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Donald Trump è atterrato a Pechino per un summit di due giorni con Xi Jinping che oggi e domani potrebbe diventare il vero market mover globale. Sul tavolo ci sono commercio, dazi, intelligenza artificiale, Taiwan e Medio Oriente. Non a caso il presidente Usa si è presentato accompagnato dai ceo di alcuni colossi tech americani, da Jensen Huang di Nvidia a Elon Musk, segnale di quanto l’AI sia ormai dossier economico e geopolitico insieme. Ma dietro la missione cinese c’è appunto anche il petrolio: Trump punta a trovare in Xi una sponda per spingere Teheran verso una tregua alle condizioni della Casa Bianca, cioè senza concessioni sul nucleare. Intanto il mercato continua a guardare Hormuz, da cui passa circa il 20% del greggio mondiale, con il Brent sopra 106 dollari e il Wti oltre quota 101.

 

L’allarme di Aie e Opec sul petrolio: calano le scorte e flettono le stime sulla domanda

E a proposito di petrolio che rimane oltre i 100 dollari, l’Agenzia internazionale dell’Energia parla apertamente di “shock senza precedenti”. Dall’inizio del conflitto in Medio Oriente i Paesi del Golfo immettono sul mercato circa 14 milioni di barili al giorno in meno e il mondo avrebbe già perso un miliardo di barili complessivi. Le riserve globali si sono ridotte di oltre 240 milioni di barili in due mesi e l’Aie ora stima per il 2026 un deficit tra domanda e offerta di 1,78 milioni di barili al giorno. Secondo l’Opec nel 2026 la domanda globale di petrolio dovrebbe crescere di 1,17 milioni di barili al giorno su base annua, in calo rispetto alla precedente previsione di 1,38 milioni.

 

Nuovi record per gli indici tech Usa; altri 100 miliardi di capitalizzazione per Nvidia

Con la politica che domina l’andamento dei mercati, Wall Street ieri ha chiuso mista: Dow Jones -0,14%, S&P 500 +0,58% e Nasdaq +1,20%, con nuovi record per gli indici tecnologici grazie ai chip e all’effetto AI. Nvidia ha beneficiato della presenza di Jensen Huang nella delegazione di Trump in Cina, aggiungendo altri 100 miliardi alla sua capitalizzazione di mercato. Oggi gli investitori guarderanno ai dati su vendite al dettaglio e mercato del lavoro, ma soprattutto ai segnali che arriveranno da Pechino. I futures restano prudentemente positivi: S&P +0,12%, Nasdaq +0,34%, Dow +0,23%.

 

Asia mista in attesa del vertice Trump-Xi; Samsung su del 5% nonostante lo sciopero

Sul fronte asiatico si è invece assistito a un forte dietrofront del Nikkei giapponese. Se in apertura si era mosso su nuovi massimi, in chiusura è arrivato a perdere lo 0,66%. Anche Shanghai ha perso terreno mentre Hong Kong è stata la migliore tra le grandi piazze con un rialzo superiore all’1%. Gli investitori asiatici si muovono tra attese di una tregua commerciale Usa-Cina e nuovi timori geopolitici. Da segnalare anche il caso Samsung: il titolo è arrivato a guadagnare oltre il 5% nonostante la minaccia di uno sciopero di massa che potrebbe coinvolgere più di 40 mila lavoratori.

 

A Milano le trimestrali di A2A, Unipol e Ferragamo; Europa attesa positiva in apertura

L’Europa prova a ripartire dai record. I futures sull’EuroStoxx 600 salgono di oltre lo 0,6% questa mattina, mentre i mercati si preparano ad aprire una seduta dominata dal vertice Trump-Xi. Le Borse globali restano vicine ai massimi storici, sostenute dall’effetto AI e da trimestrali solide. Ieri Milano ha guadagnato l’1%, Francoforte lo 0,8% e Parigi lo 0,4%. A Piazza Affari riflettori puntati su Mps, ma attenzione anche alle trimestrali in arrivo di A2A, Unipol, Ferragamo, Acea e Webuild, mentre Mfe corre dopo conti migliori delle attese e Snam accelera sul dossier Bioenerys.

 

Caltagirone al Corriere: “Mps non venda Generali” e dice no alla fusione con Banco Bpm

Focalizzandosi però su Mps, Francesco Gaetano Caltagirone torna a parlare e manda un messaggio preciso al mercato: la banca non deve vendere la quota Generali e una fusione con Banco Bpm rischierebbe di snaturare Siena. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, l’imprenditore ribadisce che il Leone rappresenta un asset strategico e critica un modello bancario troppo concentrato su Milano. Il tema torna centrale per Piazza Affari perché riapre il dibattito sul futuro del risiko bancario italiano. E soprattutto sulle prossime mosse di Mps, Mediobanca e Generali.

 

Stellantis parla con Huawei e Jac per rilanciare Maserati mentre Byd punta a Mirafiori

Quanto al settore auto, la Cina è sempre più centrale nei piani di Stellantis. Il gruppo continua i colloqui con Huawei e Jac per rilanciare Maserati sul mercato asiatico e, secondo indiscrezioni, mantiene aperti contatti anche con Byd, che ha messo nel suo mirino gli stabilimenti automobilistici di Mirafiori e Cassino. Il dossier pesa anche a Piazza Affari perché gli investitori cercano segnali sul futuro del gruppo dopo mesi difficili in Europa e negli Stati Uniti. E il mercato inizia a chiedersi se il futuro di Stellantis passerà sempre più da Pechino.

 

La Bce avverte: Mythos di Anthropic può diventare un rischio per le banche

Infine l’intelligenza artificiale entra nei radar della vigilanza. La Bce ha espresso timori sull’uso crescente dei modelli sviluppati da Anthropic nel settore finanziario, sottolineando i rischi di dipendenza tecnologica e concentrazione operativa. Il nodo riguarda in particolare l’applicativo Mythos, creato dall’azienda per la difesa da attacchi informatici. La Bce si chiedere se le banche si possano permettere di delegare processi critici a sistemi sempre più complessi e poco trasparenti. E soprattutto si chiede quali potrebbero essere le conseguenze di un utilizzo di sistemi tanto potenti da parte di cybercriminali.

 

Credits: Foto Magnific

Tags:
mpsPetroliotrump-xi

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