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Finanza in Page

01/07/2026

Markets Today: Yen ancora in calo; record Dow Jones; oggi l’inflazione in Europa; Bending Spoons debutta a Wall Street

Tokyo ha già speso oltre 70 miliardi di dollari per sostenere la moneta, ma forse dovrà intervenire ancora. Oggi a Sintra interviene il presidente della Fed Kevin Warsh

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La giornata dei mercati parte dal Giappone e da una valuta che ormai sembra fuori controllo. Il cambio dollaro/yen è arrivato fino a 162,8, livelli che non si vedevano da quasi quarant’anni, riaccendendo l’allarme su un possibile nuovo intervento di Tokyo. Il problema è che il Giappone ha già speso oltre 70 miliardi di dollari per sostenere la moneta, ma finora con effetti limitati. Finché i tassi americani restano molto più alti di quelli giapponesi, il dollaro continua ad attirare capitali e lo yen resta fragile. Per famiglie e imprese significa importazioni più care, ma per gli esportatori giapponesi significa anche margini più forti. Il punto, quindi, non è solo valutario: uno yen così debole può aiutare la Borsa, ma rischia di trasformarsi in un nuovo problema politico e sociale per Tokyo.

 

Tokyo continua a correre grazie anche al manifatturiero; Seul in rosso per l’1,4%

Le Borse asiatiche si muovono in ordine sparso, con Tokyo ancora sostenuta dallo yen debole e dai dati macro. Il Nikkei ha chiuso in rialzo dello 0,84% a 70.651 punti, mentre Bank of America ha alzato il target di fine anno a 76 mila punti. A dare fiducia è anche il Pmi manifatturiero giapponese, salito a 54,8 punti da 54,5, segnalando espansione. Più debole la Corea, con il Kospi in calo dell’1,42% dopo un trimestre da record. In Cina Shanghai avanza dello 0,65%, mentre Hong Kong chiude in lieve rosso. In Asia gli investitori continuano a premiare AI, semiconduttori e manifattura.

 

Wall Street: nuovo massimo storico per il Dow Jones; Nike: vendite giù del 12% in Cina

Wall Street ha chiuso giugno con il vento in poppa: Dow Jones +0,3%, S&P 500 +0,8% e Nasdaq +1,5%, spinto ancora dai chip e dall’intelligenza artificiale. Il Dow ha aggiornato nuovi massimi ieri a 52.319 punti e archiviato il miglior primo semestre dal 2021, mentre S&P 500 e Nasdaq hanno messo a segno il miglior trimestre dal 2020. Oggi i future sono più cauti, con gli investitori già rivolti ai dati sul lavoro di domani, giovedì 2 luglio: nonfarm payrolls e tasso di disoccupazione. Tra i titoli sotto osservazione c’è Nike, che ha pubblicato conti migliori delle attese, con ricavi per 10,97 miliardi di dollari. Il nodo resta la Cina, dove le vendite sono però scese del 12% a 1,3 miliardi.

 

Hormuz: spunta il tema pedaggi che potrebbe rimettere sotto pressione il petrolio

Intanto proseguono le trattative sull’asse Washington-Teheran. Gli iraniani sostengono di aver esportato oltre 40 milioni di barili di greggio dalla rimozione del blocco navale e di vendere ora con un sovrapprezzo del 20% rispetto ai livelli precedenti alla guerra. Nel memorandum con Washington, l’Iran avrebbe accettato il transito gratuito nello Stretto di Hormuz per 60 giorni, ma rivendica il controllo amministrativo della rotta. Il Brent tratta intorno ai 73 dollari, lontano dai picchi, ma il mercato resta nervoso. La domanda è se scaduti i 60 giorni entreranno in vigore i pedaggi di cui si vocifera, mettendo nuovamente sotto stress il petrolio.

 

Alle 11 test inflazione in Europa: in Italia il dato di giugno è sceso al 3% dal 3,2%

Passando all’Europa, alle 11 ora italiana arriverà il dato più atteso della settimana: la stima preliminare dell’inflazione dell’Eurozona di giugno. Il mercato vuole capire se il raffreddamento visto ieri nei singoli Paesi sarà confermato anche a livello aggregato. In Italia l’Istat ha registrato prezzi fermi su base mensile e inflazione annua in calo al 3% dal 3,2%, con il carrello della spesa giù dall’1,9% all’1,6%. Anche Francia e Germania hanno frenato. Per questo alcuni analisti iniziano a chiedersi se la Bce non sia stata troppo frettolosa ad alzare i tassi a giugno.

 

Europa prudente dopo un martedì di nuovo positivo; oggi Kevin Warsh a Sintra

Le Borse europee arrivano alla seduta di oggi dopo una chiusura positiva: Ftse Mib +1%, Dax +1,47%, Cac 40 +0,44% e Ftse 100 +0,2%. Oggi però i future indicano un avvio più cauto, con il recente rally che perde un po’ di slancio. Il mercato guarda a Sintra, dove oggi debutterà in Europa Kevin Warsh, nuovo presidente della Fed. Le sue parole saranno pesate una per una, perché dovranno chiarire se la nuova Fed intende tenere i tassi alti più a lungo o se inizierà a lasciare spazio alla crescita. Per l’Europa il confronto è delicato: una Fed più rigida rafforzerebbe il dollaro e renderebbe più complicato il lavoro della Bce.

 

Piazza Affari: Unicredit interessata a BdM; piano da 1,2 miliardi negli Usa per Pirelli

A Milano il Ftse Mib ha chiuso ieri in rialzo dell’1% a 51.682 punti, con Avio in volata del 6,7%, Saipem +3,8%, Bper e Unipol +3%. Oggi gli occhi restano sul risiko bancario: secondo Il Messaggero, oltre a Credem e alla cordata Bcc Iccrea-Banca Popolare di Puglia e Basilicata, anche UniCredit e Crédit Agricole guarderebbero a Banca del Mezzogiorno, ex Popolare di Bari. In evidenza anche Pirelli, pronta a sottoporre al cda un piano di investimenti negli Stati Uniti fino a 1,2 miliardi di dollari.

 

Bending Spoons debutta oggi al Nasdaq: valutazione salita a 18,4 miliardi di dollari

Oggi sarà poi il giorno di Bending Spoons a Wall Street. La tech italiana ha prezzato l’Ipo a 29 dollari per azione, sopra la forchetta iniziale di 26-28 dollari, raccogliendo 1,68 miliardi di dollari. La valutazione sale così a circa 18,4 miliardi, ben oltre gli 11 miliardi dell’ultimo round del 2025. Le azioni debutteranno oggi sul Nasdaq. Per l’Italia è una quotazione simbolica: Bending Spoons è cresciuta comprando e rilanciando marchi come Evernote, WeTransfer, Vimeo, Brightcove, Meetup e AOL. Il debutto sarà seguito con attenzione perché dirà quanto appetito c’è davvero per una tech europea ad alta crescita.

 

Hodli ottiene l’autorizzazione Consob come prestatore di servizi per le cripto-attività

La chiusura è sulle cripto, ma questa volta la notizia non riguarda Bitcoin. Hodli, startup fintech italiana specializzata nella gestione patrimoniale in criptovalute, ha ottenuto l’autorizzazione Consob come prestatore di servizi per le cripto-attività secondo il regolamento europeo MiCAR, dopo il parere della Banca d’Italia. È un passaggio importante perché apre alla possibilità di integrare le cripto nei portafogli attraverso operatori autorizzati, algoritmi di controllo del rischio e un quadro regolamentato valido anche in Europa.

 

Credits: Foto Magnific

Tags:
bending spoonsinflazioneyen

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