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Finanza in Page

20/06/2025

Next gen e grandi patrimoni: l’81%% di chi eredita dirà addio ai wealth manager dei genitori

L’81% dei giovani eredi cambierà consulente secondo un recente sondaggio. Delusi dai servizi attuali, cercano offerte digitali evolute e soluzioni su misura

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Un cambio generazionale senza precedenti si prepara a trasformare il mondo della consulenza finanziaria. Con un trasferimento di ricchezza stimato in oltre 100 trilioni di dollari dai baby boomer ai loro eredi, la maggioranza dei giovani destinatari di questi patrimoni non intende proseguire con gli stessi professionisti che hanno gestito i beni dei loro genitori.

Secondo un nuovo report della società di consulenza Capgemini, l’81% dei “next gen millionaires”,  eredi di grandi patrimoni,  ha dichiarato di voler cambiare società di wealth management. I motivi principali? Servizi digitali poco evoluti, un’offerta di prodotti giudicata limitata e la mancanza di personalizzazione. “Siamo rimasti sbalorditi quando è emerso questo dato,” ha commentato Kartik Ramakrishnan, CEO dei servizi finanziari di Capgemini, in un’intervista a CNBC. “Le nuove generazioni cercano cose completamente diverse rispetto ai loro genitori.”

Addio al “patrimonio da conservare”: ora si punta alla crescita

giovani investitori, anche tenendo conto dell’età, mostrano una maggiore propensione al rischio rispetto ai boomer. Sono attratti da meme stock, opzioni, criptovalute e asset class speculative. Se l’obiettivo dei boomer è preservare la ricchezza, i più giovani puntano a una crescita aggressiva. La diffusione di video educativi online ha rafforzato la loro fiducia. “È una combinazione di età, propensione al rischio e consapevolezza,” spiega a CNBC  Ramakrishnan. “Possono informarsi di più, imparare di più, acquisire competenze per investire meglio.”

Se i boomer continuano a puntare su azioni e obbligazioni, i giovani investitori guardano altrove: criptovalute, private equity e mercati internazionali sono al centro del loro interesse. Secondo Capgemini, ben l’88% degli investitori ritiene che la next gen sia molto più attratta dal private equity rispetto alle generazioni precedenti.

Il motivo è chiaro: le nuove generazioni non si accontentano più dei rendimenti tradizionali, e non credono che azioni e bond bastino a generare valore nel lungo termine. Il private equity oggi è anche più accessibile, grazie a soglie d’ingresso più basse e a una crescente offerta da parte di gestori terzi.

Nonostante la forte domanda, due wealth manager su tre ammettono di non avere ancora soluzioni strutturate per asset emergenti come le criptovalute, segnando un evidente ritardo dell’offerta rispetto alle aspettative.

Parallelamente, i giovani guardano con sempre maggiore interesse ai mercati globali: chiedono soluzioni offshore più sofisticate e guardano a nuovi hub della ricchezza come Singapore, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita. “Sono più globali,” ha spiegato Ramakrishnan a CNBC. “Viaggiano di più, hanno una maggiore consapevolezza delle dinamiche internazionali, e vogliono cogliere le opportunità che emergono da questi mercati.”

L’esperienza è mobile (e in tempo reale)

I giovani investitori sono nativi digitali, ma molti wealth manager si affidano ancora a incontri di persona o telefonate. Mentre il 78% dei boomer preferisce incontri dal vivo, i Millennial vogliono app mobili per accedere e gestire i propri portafogli. “Non si tratta più di sedersi insieme una volta all’anno o a trimestre per vedere l’andamento del portafoglio,” dice Ramakrishnan. “Serve un canale di comunicazione attiva, con informazioni utili e sintetiche, facilmente fruibili.” Due terzi dei Millennial si aspettano offerte digitali avanzate. Quasi la metà si lamenta della mancanza di servizi sui canali digitali preferiti. Vogliono accesso in tempo reale a tutte le informazioni finanziarie in un’unica interfaccia, strumenti intuitivi per le decisioni e transazioni sicure.

Educare, non parlare dall’alto

Secondo Capgemini, oltre due terzi dei boomer vogliono che i figli ricevano educazione finanziaria, ma le modalità attuali risultano inefficaci: troppo tecniche, distanti o paternalistiche. “Non bastano report complessi sull’andamento dei mercati o sui tassi d’interesse,” osserva Ramakrishnan. “Bisogna semplificare, rendere i contenuti fruibili e utili.” Lo conferma anche Josh Brown, CEO di Ritholtz Wealth Management, che ha conquistato un pubblico giovane con podcast, blog e social media: “I giovani seguono le persone, non i brand,” ha dichiarato a CNBC. “Chi riesce a costruire un rapporto autentico con il pubblico può trasformare i fan in clienti.”

Non solo investimenti: serve un’offerta lifestyle

La nuova generazione non cerca solo rendimenti. Chiede consulenza a 360 gradi: pianificazione successoria e fiscale, filantropia, viaggi esclusivi, esperienze su misura e perfino consulenza medica, educativa e di cybersecurity.

È la logica del lusso esperienziale, più che materiale. Goldman Sachs, ad esempio, ha già stretto partnership con concierge di alto livello per offrire assistenza medica personalizzata e supporto per le ammissioni scolastiche. “Le nuove generazioni sono più guidate dall’esperienza che dal prodotto,” ha concluso Ramakrishnan. “Chi saprà offrire servizi esclusivi e rilevanti, conquisterà la loro fedeltà.”

Foto Credits: Foto di Markus Kammermann da Pixabay

Tags:
capgeminigen zpatrimonisuccessioni

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