Per mesi l’intelligenza artificiale è stata vista come una possibile minaccia per società come Accenture. Se un algoritmo può scrivere codice, analizzare dati e automatizzare attività che prima richiedevano eserciti di consulenti, il timore era semplice: che bisogno avranno ancora le aziende di pagare gruppi di consulenza tecnologica? Giovedì 1° ottobre Wall Street ha dato, almeno per ora, una risposta molto diversa. Accenture ha chiuso in rialzo del 15,8%, dopo aver pubblicato conti migliori delle attese e soprattutto previsioni positive per il nuovo esercizio. La vera sorpresa è che l’AI, da possibile distruttrice del suo business, sta diventando uno dei motivi per cui i clienti chiedono ancora più aiuto ad Accenture.
Da possibile vittima dell’AI a beneficiaria
Accenture aiuta aziende e pubbliche amministrazioni a trasformare i propri sistemi informatici, organizzare dati, adottare nuove tecnologie e gestire in modo continuativo parte delle attività digitali. Ed è proprio qui che l’intelligenza artificiale sta creando una nuova domanda. Le imprese possono acquistare direttamente modelli e software AI, ma inserirli davvero nei processi aziendali è molto più complicato. Bisogna collegarli ai dati interni, modificare procedure e sistemi, garantire sicurezza e controlli e formare i dipendenti. In altre parole, la tecnologia che sembrava destinata a rendere meno necessaria la consulenza sta creando nuovi problemi che richiedono consulenza. È questa la “rivincita” premiata dal mercato. Prima della seduta di giovedì il titolo Accenture aveva perso circa un terzo del suo valore dall’inizio dell’anno, proprio mentre cresceva il timore che l’AI potesse comprimere prezzi, occupazione e ricavi dell’intero settore. I risultati hanno costretto gli investitori a rimettere in discussione quella lettura.
I numeri battono le attese
Nel quarto trimestre Accenture ha registrato ricavi per 18,68 miliardi di dollari, contro 17,60 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente e sopra le attese del mercato. L’utile netto è salito a 1,99 miliardi, da 1,41 miliardi, mentre l’utile per azione ha raggiunto 3,29 dollari, superando i 3,18 attesi dagli analisti. La crescita non è arrivata da una sola attività. I ricavi della divisione Consulting sono saliti a 9,28 miliardi di dollari, mentre quelli dei Managed Services, cioè i servizi con cui Accenture gestisce continuativamente attività e sistemi per conto dei clienti, hanno raggiunto 9,40 miliardi. Ancora più importante per capire ciò che può succedere nei prossimi trimestri sono le nuove prenotazioni, salite del 4% a 22,17 miliardi di dollari. Accenture ha inoltre firmato 141 nuovi contratti da almeno 100 milioni ciascuno, un record per il gruppo. “Abbiamo concluso un altro anno di crescita diffusa in tutte le nostre aree di attività”, ha spiegato l’amministratore delegato Julie Sweet.
La guidance cambia la storia
Ma a far scattare davvero il titolo è stata soprattutto la guidance, cioè le previsioni fornite dalla società per il nuovo esercizio. Accenture si aspetta per il 2027 una crescita dei ricavi compresa tra il 3% e il 6% e un utile per azione tra 14,39 e 14,81 dollari. Per il solo primo trimestre prevede ricavi tra 18,95 e 19,60 miliardi. Numeri che non descrivono una società travolta dall’AI. Al contrario, suggeriscono che la domanda delle aziende per trasformare sistemi e processi continua a reggere. Il rialzo di Accenture ha infatti trascinato anche altri gruppi della consulenza e dei servizi informatici. Il mercato non ha premiato soltanto una trimestrale: ha rivalutato la possibilità che l’AI rappresenti un’opportunità per l’intero settore, anziché semplicemente una minaccia.
La minaccia, però, non è sparita
La rivincita non significa che il problema sia risolto. L’intelligenza artificiale può comunque automatizzare parte del lavoro tradizionalmente svolto dai consulenti, soprattutto le attività più ripetitive. Accenture ha già indicato che in diverse aree i clienti stanno chiedendo di condividere i risparmi ottenuti grazie all’AI, esercitando quindi pressione sui prezzi dei servizi. Anche il modello del settore potrebbe cambiare. Per anni la consulenza ha guadagnato anche mettendo grandi gruppi di persone al lavoro su un progetto. Se l’AI permette di ottenere lo stesso risultato con meno dipendenti, i clienti potrebbero essere meno disposti a pagare in base al numero di consulenti impiegati e chiedere invece compensi legati ai risultati ottenuti. Accenture deve quindi dimostrare due cose contemporaneamente: utilizzare l’AI per diventare più efficiente e convincere i clienti a pagarla per aiutarli a fare lo stesso.
La rivincita deve ancora diventare duratura
La seduta di giovedì ha mostrato quanto pessimistiche fossero diventate le aspettative. Quando una società delle dimensioni di Accenture guadagna quasi il 16% in un giorno dopo i conti, significa che il mercato non aveva semplicemente sottovalutato qualche milione di ricavi: stava mettendo in discussione l’intero futuro del suo modello di business. Per ora i numeri dicono che la consulenza tecnologica non sta diventando inutile. Anzi, più l’AI entra nelle aziende, più queste hanno bisogno di qualcuno che sappia integrarla nei sistemi esistenti. È questa la vera rivincita di Accenture. L’intelligenza artificiale resta una minaccia per una parte del lavoro tradizionale, ma sta contemporaneamente creando un nuovo mercato per chi sa aiutare le imprese a utilizzarla. Dopo mesi passati a temere che l’AI avrebbe tolto lavoro ai consulenti, Wall Street ha iniziato a chiedersi se non possa invece essere proprio l’AI a dare ad Accenture il prossimo motore di crescita.
Credits: Immagine generata con Chatgpt








