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03/07/2026

Bending Spoons vola al Nasdaq: come la società italiana ha conquistato Wall Street

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Il debutto di Bending Spoons a Wall Street non è passato inosservato. Il 1° luglio la società italiana ha chiuso la sua prima seduta al Nasdaq con un rialzo del 38,24%, dopo aver collocato le azioni a 29 dollari, un prezzo superiore alla forchetta inizialmente prevista tra 26 e 28 dollari. Il giorno successivo, però, il titolo ha invertito la rotta, cedendo l’11,28%. Un andamento che potrebbe apparire contraddittorio, ma che in realtà è piuttosto frequente dopo le grandi quotazioni in Borsa: all’entusiasmo iniziale segue spesso una fase in cui parte degli investitori decide di incassare i guadagni realizzati nelle prime ore di contrattazione.

 

Che cosa fa davvero Bending Spoons

Gran parte dell’interesse suscitato dalla quotazione deriva anche dal particolare modello di business della società milanese, spesso difficile da inquadrare. Bending Spoons nasce come sviluppatore di applicazioni, ma negli ultimi anni ha cambiato profondamente strategia. Oggi il suo core business consiste soprattutto nell’acquisire aziende digitali già esistenti, spesso marchi molto conosciuti ma in difficoltà o con margini di crescita limitati, per riorganizzarle e renderle più redditizie. Nel suo portafoglio figurano, tra gli altri, Evernote, WeTransfer, Meetup, Vimeo, Brightcove, Eventbrite e, più recentemente, AOL. Il modello è stato spesso descritto come una via di mezzo tra una società tecnologica e un fondo di investimento. Dopo ogni acquisizione, Bending Spoons integra le aziende nella propria piattaforma tecnologica, introduce strumenti di intelligenza artificiale, riorganizza i processi e punta ad aumentare l’efficienza e la redditività. L’obiettivo non è rivendere rapidamente le società acquistate, ma mantenerle nel lungo periodo e utilizzare i flussi di cassa generati per finanziare nuove acquisizioni.

 

Perché il debutto è stato così positivo

L’interesse degli investitori era evidente già prima dell’esordio sul listino americano. L’IPO, cioè l’offerta pubblica iniziale, è il momento in cui una società vende per la prima volta le proprie azioni sul mercato per raccogliere capitali destinati a finanziare la crescita (della stagione delle mega Ipo del comparto tecnologico abbiamo parlato anche qui). Nel caso di Bending Spoons, la domanda è stata molto superiore all’offerta disponibile. Sono state collocate poco meno di 58 milioni di azioni, di cui circa 34,4 milioni emesse dalla società attraverso un aumento di capitale e 23,6 milioni vendute da alcuni azionisti già presenti nel capitale. Secondo quanto riportato da Bloomberg, i dieci principali investitori istituzionali, cioè grandi operatori finanziari come fondi d’investimento, fondi pensione, compagnie assicurative e società di gestione del risparmio, avrebbero acquistato circa l’85% delle azioni offerte. Allargando lo sguardo ai primi venticinque sottoscrittori, la quota sarebbe salita addirittura al 95%, un dato che conferma il forte interesse del mercato per la quotazione di Bending Spoons. Un interesse così elevato ha consentito di fissare il prezzo finale a 29 dollari per azione, sopra la fascia inizialmente indicata. L’operazione consentirà alla società di raccogliere fino a 1,15 miliardi di dollari, mentre gli azionisti venditori potranno incassare fino a 780 milioni di dollari, a seconda dell’eventuale esercizio dell’opzione greenshoe. Quest’ultima è una clausola che permette alle banche incaricate del collocamento di vendere ulteriori azioni rispetto a quelle inizialmente previste, se la domanda del mercato risulta particolarmente elevata.

 

La strategia di crescita convince il mercato

Secondo l’amministratore delegato e cofondatore Luca Ferrari, la quotazione rappresenta soprattutto uno strumento per accelerare ulteriormente la crescita del gruppo. In un’intervista a CNBC, Ferrari ha spiegato che la presenza in Borsa offrirà alla società un maggiore potere d’acquisto per continuare la propria strategia di acquisizioni. Bending Spoons avrebbe già individuato oltre mille aziende digitali potenzialmente interessanti, circa la metà delle quali con un fatturato superiore a un miliardo di dollari. Il manager ha inoltre sottolineato come l’adozione dell’intelligenza artificiale abbia aumentato significativamente la produttività dell’azienda, rendendo il modello ancora più scalabile. Sul fronte del debito, Ferrari ha cercato di rassicurare gli investitori spiegando che, pur crescendo attraverso acquisizioni finanziate anche con prestiti, l’indebitamento della società rimane su livelli considerati gestibili. Oggi il debito equivale a 2,19 volte i ricavi annuali: in altre parole, il suo peso è poco più del doppio del fatturato che Bending Spoons realizza in un anno. Secondo il manager, inoltre, la società è nelle condizioni di ripagare integralmente il debito entro cinque anni anche se lo scenario economico dovesse peggiorare.

 

Perché il titolo è sceso il giorno dopo

Dopo un debutto così brillante, la flessione dell’11,28% registrata nella seconda seduta non ha sorpreso molti osservatori. Una parte del calo è riconducibile alle cosiddette prese di profitto. Si tratta di un comportamento frequente sui mercati: alcuni investitori acquistano azioni durante o subito dopo una quotazione con l’obiettivo di rivenderle rapidamente se il prezzo sale in modo significativo, trasformando così il guadagno potenziale in un guadagno effettivo. Quando molti operatori fanno questa scelta contemporaneamente, le vendite aumentano e il prezzo del titolo tende a scendere. Allo stesso tempo, il mercato continua a valutare se Bending Spoons riuscirà a mantenere nel tempo il ritmo di crescita che ha caratterizzato gli ultimi anni. Il modello basato su acquisizioni continue richiede infatti una capacità costante di integrare nuove aziende, migliorarne i risultati e generare risorse sufficienti per finanziare ulteriori operazioni. È proprio su questo equilibrio tra crescita, redditività e sostenibilità finanziaria che gli investitori continueranno a misurare il successo della società nei prossimi trimestri.



Credits immagine IlSole24Ore

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