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11/09/2026
Enflame: la rivale cinese di Nvidia debutta in Borsa e vola del 206%

Enflame: la rivale cinese di Nvidia debutta in Borsa e vola del 206%

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Un balzo del 206% nel primo giorno di contrattazioni basterebbe da solo a trasformare Enflame in un caso di Borsa. Ma dietro l’esordio esplosivo a Shanghai della società cinese di semiconduttori c’è una storia molto più grande: il tentativo di Pechino di costruire una propria alternativa a Nvidia, proprio mentre le restrizioni americane limitano l’accesso della Cina ai chip più avanzati del gruppo statunitense. Gli investitori stanno scommettendo che una parte dello spazio lasciato libero possa essere conquistata dai produttori nazionali. E la domanda per le azioni Enflame è stata impressionante: nella fase dell’offerta destinata ai piccoli investitori, gli ordini hanno superato di oltre 6.000 volte i titoli inizialmente disponibili.

 

La scommessa sulla Nvidia cinese

Fondata nel 2018 e sostenuta dal colosso tecnologico Tencent, Enflame sviluppa processori destinati all’intelligenza artificiale e ai grandi centri di elaborazione dati. È considerata una delle cosiddette “quattro piccole tigri” cinesi dei chip per l’AI, insieme a MetaX, Moore Threads e Biren, ed era l’ultima delle quattro a non essere ancora quotata. L’obiettivo è ambizioso: offrire alla Cina chip capaci di sostituire progressivamente quelli prodotti dalle aziende straniere e in particolare da Nvidia. Nel 2025 i produttori internazionali, guidati proprio dal gruppo americano, controllavano ancora quasi il 60% del mercato cinese degli acceleratori per l’intelligenza artificiale, cioè i processori specializzati nei calcoli necessari per addestrare e utilizzare i modelli di AI. Le restrizioni alle esportazioni imposte dagli Stati Uniti hanno però ridotto la possibilità per Nvidia di vendere in Cina i suoi prodotti più avanzati. Contemporaneamente Pechino sta spingendo le aziende nazionali a utilizzare tecnologia domestica per ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti. È questo spazio che Enflame e gli altri produttori cinesi vogliono occupare.

 

Non è un caso isolato

Il +206% di Enflame non rappresenta infatti un episodio isolato. Negli ultimi mesi gli investitori hanno accolto con entusiasmo praticamente tutte le principali matricole cinesi dei semiconduttori. A dicembre MetaX era balzata di quasi il 700% nel giorno del debutto, mentre Moore Threads aveva guadagnato oltre il 400%. A gennaio Biren era salita del 76% nella sua prima seduta. A luglio CXMT, produttore di memorie Dram utilizzate anche nei sistemi di intelligenza artificiale, aveva invece guadagnato quasi il 466% all’esordio a Shanghai. Dietro queste performance c’è quindi una vera corsa degli investitori verso la filiera tecnologica cinese dell’intelligenza artificiale. Goldman Sachs stima che gli investimenti cinesi nel settore dei semiconduttori possano raggiungere 82 miliardi di dollari entro il 2030, spinti dalla necessità di aumentare la capacità produttiva nelle memorie e nei chip più avanzati. E il processo non riguarda soltanto l’hardware. Le società cinesi stanno riducendo le distanze anche nello sviluppo dei modelli di AI. Z.ai ha per esempio dichiarato che il suo modello GLM-5.3-Flash funziona interamente utilizzando chip prodotti in Cina, mentre Alibaba sta sviluppando propri processori e il relativo software. Più cresce l’ecosistema nazionale dell’intelligenza artificiale, maggiore diventa quindi il potenziale mercato per aziende come Enflame.

 

I ricavi crescono, ma gli utili ancora non ci sono

L’entusiasmo della Borsa deve però fare i conti con numeri ancora molto lontani da quelli di Nvidia (dell’ultima trimestrale di Nvidia abbiamo parlato qui). Nel 2025 Enflame ha registrato ricavi per 990 milioni di yuan, circa 147 milioni di dollari, contro 722 milioni dell’anno precedente. La crescita è quindi sostenuta, ma la società non ha ancora raggiunto la redditività. I soldi raccolti con la quotazione serviranno soprattutto a sviluppare e portare sul mercato la quinta e la sesta generazione dei suoi processori per l’AI. L’obiettivo dichiarato è avvicinare le prestazioni dei prodotti di fascia alta dei concorrenti internazionali. Ed è proprio qui che il +206% assume il suo significato. La Borsa non sta premiando tanto ciò che Enflame è oggi, quanto ciò che gli investitori pensano possa diventare. La scommessa è che le restrizioni americane e la strategia di autosufficienza tecnologica di Pechino possano accelerare la sostituzione dei chip stranieri con quelli cinesi. Nvidia resta enormemente più grande e tecnologicamente dominante, ma in Cina la partita sta cambiando. E il debutto di Enflame mostra quanto gli investitori siano disposti a puntare sulla possibilità che, prima o poi, emerga un vero rivale domestico del gigante americano.



Credits: Immagine da Pexels

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