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29/05/2025

Il Giappone è una bomba a orologeria? I rendimenti agitano i mercati globali e minacciano i carry trade

L'impennata dei rendimenti giapponesi mette in crisi il modello d’investimento globale basato sullo yen e solleva timori di fuga dai mercati Usa

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Il mercato obbligazionario giapponese sta mandando segnali d’allarme a tutto il sistema finanziario globale. I rendimenti dei titoli di Stato a lunga scadenza hanno toccato livelli record, alimentando il timore di deflussi di capitali dagli Stati Uniti, di un rapido rafforzamento dello yen e di un possibile smantellamento dei carry trade — strategia chiave per molti investitori internazionali negli ultimi anni. Ne abbiamo parlato qui.

Mercoledì la domanda per i titoli a 40 anni del governo giapponese è scesa ai minimi da luglio 2023, secondo i calcoli di Reuters. Il rendimento ha toccato la scorsa settimana il massimo storico del 3,689%, per poi assestarsi intorno al 3,318%, in rialzo di quasi 70 punti base da inizio anno. In forte crescita anche i titoli a 30 anni (2,914%, +60 punti base) e quelli a 20 anni (oltre +50 punti base).

L’impennata dei rendimenti ha cause strutturali. Le compagnie di assicurazione vita giapponesi, tradizionali acquirenti dei bond più lunghi, hanno in larga parte esaurito i loro acquisti legati a vincoli regolamentari. Allo stesso tempo, la Banca del Giappone ha ridotto il programma di acquisti di titoli, innescando un crescente squilibrio tra domanda e offerta.

Carry trade sotto pressione e yen in rafforzamento

Per Albert Edwards, strategist globale di Société Générale, il pericolo è reale: «Se i rendimenti continueranno a salire, il rischio è un Armageddon finanziario globale». La portata dell’allarme si misura con un dato: il Giappone è il secondo maggiore creditore del mondo e ha raggiunto nel 2024 un livello record di asset esterni netti pari a 533 mila miliardi di yen (3.700 miliardi di dollari).

A preoccupare è soprattutto l’effetto sui carry trade. Storicamente, molti investitori hanno preso in prestito yen a tassi bassissimi per investirli in asset più remunerativi — spesso americani. Ma se i rendimenti giapponesi salgono e lo yen si rafforza, il vantaggio scompare e le posizioni speculative iniziano a chiudersi. Michael Gayed, portfolio manager di Tidal Financial Group, avverte: «Il Giappone è una bomba a orologeria. Se crolla la fiducia in uno degli asset tradizionalmente più sicuri, può crollare la fiducia in tutto il mercato globale».

Un yen più forte, già salito dell’8% da inizio anno, erode anche la convenienza degli investimenti all’estero. Gli analisti di Macquarie parlano di un possibile “punto di innesco” per il rimpatrio massiccio dei capitali giapponesi dagli Stati Uniti, con conseguenze a catena sui mercati. Secondo Alicia García-Herrero (Natixis), la dinamica attuale potrebbe essere più grave di quella vista ad agosto 2024, quando un primo rialzo dei tassi da parte della BoJ scatenò un’ondata di vendite sui mercati globali.

Opinioni divergenti: tra allarmi e visioni più caute

Non tutti però vedono un tracollo imminente. Guy Stear di Amundi osserva che il differenziale tra i tassi a due anni USA e Giappone si è ridotto da 450 a 320 punti base, rendendo meno attraente il finanziamento in yen. E Riccardo Rebonato, professore di finanza alla EDHEC, prevede più una “erosione progressiva” della fiducia nel dollaro che un’esplosione improvvisa del carry trade.

Anche sul fronte delle vendite di Treasury USA, alcuni analisti sono cauti. Masahiko Loo, strategist di State Street, sottolinea che i legami strategici tra USA e Giappone rendono improbabile un disimpegno massiccio. Inoltre, secondo Apollo, la quota maggiore degli investimenti esteri giapponesi è in azioni USA (18.500 miliardi di dollari), seguite dai Treasury (7.200 miliardi). In caso di turbolenze, è più probabile che a soffrire siano prima le Borse.

Tuttavia, il rischio resta. Se la Banca del Giappone proseguirà sulla strada del rialzo dei tassi e lo yen continuerà a rafforzarsi, i flussi globali potrebbero cambiare direzione. E la domanda resta: il Giappone è davvero una bomba a orologeria pronta a innescare nuove scosse sui mercati globali?

Foto Credits:Foto di Marcellinus Jerricho da Pixabay

Tags:
carry tradeGiappone

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