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11/09/2026

Carne bovina ai massimi storici negli Usa, la sterlina è la sorpresa tra le valute del G10 e il leader di Singapore più pagato al mondo

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Negli Usa la carne bovina è aumentata del 70% dal 2020; la sterlina è stata tra le valute più forti del G10; il premier Wong si aumenta lo stipendio del 64%.

Carne bovina ai massimi storici negli Usa: perché i prezzi restano alti

Negli Stati Uniti la carne bovina costa sempre di più. Come riportato da The Economist, dal 2020 i prezzi nei negozi sono aumentati di circa il 70%, oltre il doppio rispetto all’inflazione generale. Donald Trump punta il dito contro i grandi trasformatori, accusandoli di essere «uno spregevole monopolio». Ma i numeri raccontano una storia diversa.

Il mercato è effettivamente molto concentrato: Tyson Foods, Cargill, JBS e National Beef controllano circa l’85% della macellazione dei bovini americani. E tre di queste società hanno già raggiunto accordi transattivi in cause nelle quali erano accusate di aver manipolato i prezzi tra il 2014 e il 2022, accuse che le aziende hanno sempre respinto.

Il problema, però, oggi sembra essere soprattutto a monte della filiera. La mandria americana è ai minimi dal 1951: dal 2020 si è ridotta di quasi il 10%, mentre il prezzo dei bovini da macello è aumentato del 120%. Per i trasformatori significa pagare il bestiame più caro che mai, mentre i consumatori non sono disposti a sopportare ulteriori aumenti. Sempre più americani stanno infatti sostituendo la carne bovina con il pollo, il cui prezzo è rimasto sostanzialmente stabile al netto dell’inflazione.

Il risultato è una forte pressione sui margini dei trasformatori. Tyson, il maggiore operatore del settore, prevede una perdita fino a 775 milioni di dollari quest’anno nella divisione beef, che rappresenta il 40% dei ricavi. Le sue azioni hanno perso circa il 40% dal 2021. Anche JBS ha registrato una perdita di 427 milioni di dollari nella propria attività nordamericana nel primo semestre del 2026.

Le aziende stanno quindi riducendo la capacità produttiva: Tyson ha chiuso due stabilimenti, eliminando circa 3.200 posti di lavoro, mentre Cargill e JBS hanno annunciato altre chiusure e migliaia di esuberi.

Perché allora la carne continua a costare tanto? Perché il vero problema è la scarsità di bovini. Ricostruire una mandria richiede circa cinque anni e gli allevatori, dopo le pesanti perdite dei cicli precedenti, sono ancora prudenti.

Trump ha recentemente lanciato la Ranchers First Initiative, per aiutare gli allevatori a bypassare gli intermediari e sostenere i piccoli macelli. Ma secondo gli esperti l’impatto sui prezzi sarà limitato. Per vedere davvero scendere il prezzo della carne, bisognerà prima che tornino a crescere le mandrie americane.

Sterlina, la sorpresa del G10 ora rischia di perdere terreno

La sterlina è stata una delle valute più forti del G10 nel 2026, sostenuta da un’economia britannica più solida del previsto. Da inizio anno ha guadagnato l’1,6% sull’euro, il 2,8% sul franco svizzero e il 4,9% sulla corona svedese.

Ma il vento potrebbe cambiare. A inizio anno i mercati scommettevano su una Bank of England pronta ad alzare i tassi per contrastare l’inflazione alimentata dall’aumento dei prezzi di petrolio e gas dopo la guerra in Iran. Oggi, invece, la BoE appare più prudente: il tasso di riferimento è fermo al 3,75% e le probabilità di un rialzo a settembre sono basse.

Nel frattempo aumentano le attese per una stretta da parte di Bce e Federal Reserve. E quando una banca centrale alza i tassi, la propria valuta tende a rafforzarsi: un eventuale divario crescente tra i tassi britannici e quelli di Europa e Stati Uniti potrebbe quindi pesare sulla sterlina.

La valuta dovrà inoltre superare un altro test importante: la legge di Bilancio del 28 ottobre, la prima del governo di Andy Burnham. Mercati e investitori guarderanno a tasse, spesa pubblica, debito e costi di finanziamento. Un aumento della spesa accompagnato da più debito e da misure capaci di frenare la crescita potrebbe aumentare la pressione sulla sterlina.

Singapore, il premier più pagato al mondo si aumenta lo stipendio del 64%

Il primo ministro di Singapore Lawrence Wong, considerato il leader eletto più pagato al mondo, vedrà il proprio compenso annuo salire da 2,2 a 3,6 milioni di dollari di Singapore, circa 2,85 milioni di dollari Usa: un aumento del 64% dopo 15 anni senza ritocchi.

Come riporta Cnbc, la cifra è oltre quattro volte lo stipendio del presidente svizzero e circa sette volte quello del presidente degli Stati Uniti, fermo a 400.000 dollari. Wong ha però annunciato che, se resterà premier, devolverà in beneficenza l’intero aumento per i prossimi cinque anni.

Il sistema di Singapore lega gli stipendi dei vertici politici a quelli del settore privato. Il compenso di riferimento per un ministro viene calcolato sulla base del reddito mediano dei 1.000 cittadini con i guadagni più elevati, con uno sconto del 40% per riflettere la natura del servizio pubblico. Il governo sostiene che salari competitivi servano ad attirare talenti che altrimenti sceglierebbero professioni più remunerative.

Singapore definisce il modello «clean wage», cioè «salario pulito»: un unico stipendio, senza benefit personali nascosti o componenti extra, anche quando un ministro ricopre più incarichi.

L’aumento del parametro di riferimento non si tradurrà però subito in un +64% per tutti i ministri. Dal 15 ottobre gli attuali titolari riceveranno aumenti fino al 9%, determinati anche da performance e responsabilità. Wong ha riconosciuto che gli stipendi dei politici restano una questione «difficile e molto emotiva» per i cittadini.

Foto credits: Foto di SabbraCadabra da Pixabay

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