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Finanza in Page

02/10/2026

Markets Today: Btp e Oat sotto pressione; spread a 118 punti; è crisi per Nike; salta accordo Usa-India sui dazi

Lo shock energetico torna a colpire i titoli di Stato europei, ma è soprattutto la Francia a preoccupare i mercati. Milano tenta il recupero e Wall Street attende i dati sul lavoro

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Lo shock energetico torna a bussare alla porta dell’Europa e il primo effetto si vede sui titoli di Stato. Dopo il balzo di ieri, stamattina lo spread Btp-Bund ha dato un nuovo colpo di reni portandosi a 118 punti, e la tensione resta alta: il petrolio sopra 100 dollari riaccende l’inflazione e spinge in alto i rendimenti dei titoli di Stato, specie per le economiche più sensibili ai rincari energetici, come l’Italia, dove il rendimento del decennale è arrivato a sfiorare il 4,7%. Il vero epicentro è però la Francia: l’Oat decennale resta vicino al 5% e alcuni gestori stanno vendendo debito francese per spostarsi sui Bund tedeschi, mentre lo spread Oat-Bund è sui massimi dalla crisi dell’euro. Sullo sfondo pesano conti pubblici e proteste. In Italia, in serata, il Cdm approverà il Documento programmatico di finanza pubblica, primo passaggio verso la manovra d’autunno.

 

Piazza Affari in profondo rosso ieri; Italgas fa spesa in Portogallo e compra Floene

Venendo ai mercati, giornata da dimenticare ieri per Piazza Affari: il Ftse Mib ha perso il 2,2% a 50.238 punti, affondato soprattutto dalle banche e dagli shock sul reddito fisso. Oggi i futures europei indicano un cauto rimbalzo (+0,04% quelli sull’Eurostoxx 50 alle 8.30) e a Milano gli occhi sono su Italgas, che acquisterà da Marubeni e Toho Gas il 22,5% della portoghese Floene per circa 120 milioni. Nel risiko bancario resta sotto osservazione UniCredit: secondo i rumours il ceo Orcel starebbe guardando a Michael Diederich, co-responsabile globale della divisione corporate bank di Deutsche Bank, per la guida di Commerzbank dopo Bettina Orlopp.

 

Maserati-Huawei: Jac conferma i colloqui con Stellantis su costi e produzione

Attenzione poi a Maserati-Huawei, visto che la possibile fa un passo avanti: Jac Motors ha infatti confermato ufficialmente i colloqui con Stellantis e Huawei, precisando però che non esiste ancora un accordo vincolante. Sul tavolo ci sarebbero due nuovi modelli Maserati elettrici, mentre restano i nodi di tecnologia, costi e produzione in Italia. Intanto settembre porta ossigeno all’auto: in Italia le immatricolazioni sono salite del 9,9% a 139.356 unità. Stellantis, includendo Leapmotor, ha fatto meglio con +12,6% e quota al 27,8%; senza il partner cinese la crescita si ferma però al 7,5%. Nell’Ue, fino ad agosto, il mercato cresceva del 5,3%.

 

Europa tenta il rimbalzo ma i futures sui titoli francesi sono ai minimi storici

L’Europa prova a rialzare la testa dopo il brusco calo di ieri: lo Stoxx 600 ha perso l’1,3%, Parigi l’1,6%, Francoforte l’1% e Londra l’1,7%, ma stamattina i futures indicano un possibile recupero. Il nodo resta il mercato obbligazionario. I futures sui titoli francesi viaggiano vicino ai minimi record, mentre quelli tedeschi salgono per il quarto giorno: alcuni gestori stanno vendendo Oat e comprando Bund e Jgb, temendo un contagio del rischio Francia. Il Treasury decennale si è intanto stabilizzato attorno al 5,24%. Tra i titoli da seguire c’è Sanofi, dopo l’ampliamento dell’accordo con Regeneron.

 

Wall Street poco mossa in vista dei dati sul lavoro; dollaro ai massimi da 17 mesi

Negli Stati Uniti la parola del giorno è lavoro. Alle 14:30 italiane arrivano i Nonfarm payrolls di settembre: il consenso si attende 84-90 mila nuovi posti e un tasso di disoccupazione stabile al 4,1%. Un dato troppo forte potrebbe riaccendere le attese di rialzi Fed e riportare pressione sui Treasury, dopo il picco del decennale al 5,34%. Ieri Wall Street ha chiuso quasi piatta: Dow +0,04%, S&P 500 +0,2% e Nasdaq +0,04%. Stamattina i futures sono positivi, tra +0,2% e +0,4%. Intanto il dollaro è sui massimi da 17 mesi: l’euro viaggia attorno a 1,124 dollari, penalizzato anche dai timori sui conti francesi.

 

Nike non esce dalla crisi: ricavi giù, nuovi licenziamenti e il titolo perde il 9%

Occhi puntati poi su Nike, che torna sotto pressione a Wall Street e la crisi del gruppo si allunga. Dopo conti trimestrali contrastanti, il titolo ha perso l’8,7% ieri e un altro 3% circa nell’after-hours. I ricavi del primo trimestre fiscale sono scesi del 4% a 11,21 miliardi di dollari, sotto gli 11,32 miliardi attesi, mentre l’utile per azione di 48 centesimi ha superato i 43 previsti. Il problema resta la Cina, dove il fatturato è crollato del 26%, insieme alla debolezza di Sportswear e Jordan (ne abbiamo parlato qui). Il ceo Elliott Hill ha annunciato una ristrutturazione, con licenziamenti dal 2027 e risparmi per 2,5 miliardi entro il 2031.

 

Asia in rosso con la scossa globale sui bond; sale la disoccupazione in Giappone

L’Asia chiude prevalentemente in rosso, appesantita dal petrolio e dal nuovo scossone sui bond globali. Il Nikkei perde circa l’1% dopo il rally della vigilia, mentre il Kospi oscilla attorno alla parità e Hong Kong arretra di oltre il 2,5%. Shanghai resta chiusa per festività. Dal Giappone arriva un segnale meno brillante sul lavoro: il tasso di disoccupazione di agosto sale al 2,5% dal 2,4%, contro attese per una conferma. A Tokyo pesano i timori che il rincaro dell’energia alimenti ancora l’inflazione, mentre la Bank of Japan deve decidere quanto rapidamente proseguire nella normalizzazione dei tassi.

 

Trump frena i colloqui sui dazi con l’India; petrolio di nuovo a 102 dollari

Sul fronte indiano, Trump ha raffreddato il dossier col Paese. Il rappresentante commerciale Usa Jamieson Greer ha chiarito che un accordo con Nuova Delhi non è “imminente”, nonostante la telefonata tra Trump e Narendra Modi. Il mancato accordo con l’India si intreccia con il nervo scoperto dei mercati: l’energia. Greer dice che i punti critici sono stati identificati, ma Washington continua a contestare a Nuova Delhi gli acquisti di greggio russo. Intanto il petrolio è tornato a correre: dopo essere sceso ieri in area 97 dollari, il Brent è risalito oltre 102, spinto dalle tensioni nel Golfo. Secondo le indiscrezioni, gli Stati Uniti stanno inviando un’ulteriore portaerei in Medio Oriente.

 

Credits: Foto Unsplash

Tags:
btpIndianikespread

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