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20/03/2026

Afghanistan in guerra con il Pakistan, l’Europa lancia Eu Inc per le imprese e il Giappone resiste al crollo dei turisti cinesi

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Questa settimana partiamo da Afghanistan verso isolamento tra guerra col Pakistan e crisi regionale; l’Ue lancia EU Inc. per semplificare le imprese; il Giappone regge al calo dei turisti cinesi.

Afghanistan sotto pressione: guerra con il Pakistan e rischio isolamento totale

L’Afghanistan torna al centro delle tensioni internazionali, stretto in una crisi che rischia di aggravare una situazione già fragile. Il Paese, governato dai talebani dal 2021, è oggi coinvolto in uno scontro diretto con il Pakistan, con capitale Islamabad, che ha ufficialmente dichiarato una “guerra aperta” alla fine di febbraio.

Come riporta The Diplomat, alla base del conflitto c’è una lunga disputa lungo la cosiddetta Linea Durand, il confine che divide i due Paesi e che Kabul non ha mai riconosciuto formalmente. Negli ultimi mesi, però, le tensioni sono esplose per il ruolo del Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP), un gruppo jihadista che il governo pakistano accusa di operare dal territorio afghano con il sostegno, diretto o indiretto, dei talebani.

Secondo Islamabad, il TTP sarebbe responsabile di numerosi attentati in Pakistan. Per questo, l’esercito pakistano ha avviato raid aerei oltre confine, colpendo obiettivi nelle province afghane orientali. I talebani, che governano da Kabul (capitale dell’Afghanistan), hanno denunciato gli attacchi come una violazione della sovranità nazionale.

Gli scontri hanno già causato vittime civili e provocato una rapida escalation militare. Le forze talebane hanno risposto con bombardamenti contro postazioni pakistane, trasformando il confine in un vero fronte di guerra. Inoltre, i principali valichi commerciali tra i due Paesi sono stati chiusi.

Ma a rendere la situazione ancora più critica c’è il contesto regionale. A ovest, infatti, è in corso un conflitto ad alta intensità tra Iran, Israele e Stati Uniti, iniziato con attacchi su larga scala a fine febbraio e rapidamente degenerato in una guerra aperta.

Questo scontro ha avuto effetti indiretti ma pesantissimi per l’Afghanistan: le rotte commerciali alternative attraverso l’Iran sono diventate instabili o difficilmente utilizzabili, proprio mentre quelle con il Pakistan si stavano chiudendo.

Le conseguenze economiche sono immediate. L’Afghanistan è un Paese senza sbocco sul mare e dipende dalle importazioni per beni essenziali come cibo e carburante. Con le frontiere bloccate a est e le rotte occidentali compromesse, il rischio è quello di un isolamento quasi totale.

La situazione è resa ancora più delicata dal contesto interno: milioni di afghani vivono già in condizioni di insicurezza alimentare e qualsiasi interruzione delle forniture può aggravare rapidamente la crisi.

Il governo talebano si trova così davanti a una scelta difficile: continuare lo scontro con il Pakistan oppure cercare un compromesso, soprattutto sul nodo del TTP. Una decisione complessa, che potrebbe avere conseguenze non solo militari ma anche economiche e sociali.

Per ora, il conflitto resta aperto e senza una soluzione immediata. Ma una cosa è chiara: stretto tra guerra a est e instabilità regionale a ovest, l’Afghanistan rischia di rimanere isolato come non accadeva da anni.

 

Ue, arriva EU Inc.: nuove regole uniche per semplificare la vita alle imprese

La Commissione europea ha presentato “EU Inc.”, un nuovo sistema di regole societarie pensato per rendere più semplice fare impresa in tutta l’Unione. L’obiettivo è superare le attuali differenze tra i Paesi membri e creare un quadro unico, valido in tutto il mercato europeo.

Oggi, infatti, chi vuole avviare un’azienda nell’Ue deve confrontarsi con 27 sistemi giuridici diversi e oltre 60 forme societarie. Un contesto frammentato che può rallentare l’avvio di un’impresa fino a settimane o mesi, aumentando costi e burocrazia.

Con EU Inc., invece, le aziende potranno operare seguendo un unico insieme di regole armonizzate. Il nuovo modello, su base volontaria, punta soprattutto su procedure digitali e semplificate: sarà possibile creare una società in meno di 48 ore, con costi inferiori a 100 euro e senza requisiti minimi di capitale.

L’intero ciclo di vita dell’impresa sarà gestibile online, dalla costituzione fino a eventuale chiusura. Tra le novità anche procedure più rapide per liquidare una società e ripartire, facilitando chi vuole testare nuovi progetti imprenditoriali.

Il piano mira inoltre ad attrarre investimenti, eliminando passaggi burocratici come la presenza fisica per alcune operazioni e semplificando il trasferimento delle quote e l’accesso ai mercati finanziari.

Le imprese potranno scegliere liberamente in quale Paese registrarsi, beneficiando comunque dell’intero mercato unico europeo. Restano però in vigore le norme nazionali su lavoro e diritti sociali, per evitare abusi.

La proposta rientra nel cosiddetto “28° regime”, un pacchetto più ampio per rafforzare la competitività europea. Ora la Commissione chiede a Parlamento e Consiglio di approvare la riforma entro il 2026.

 

Giappone, il turismo regge nonostante il crollo dei visitatori cinesi

Il forte calo dei turisti provenienti dalla Cina non sta affondando il turismo giapponese. A gennaio gli arrivi dalla Cina continentale sono crollati di oltre il 60% su base annua, ma il totale dei visitatori stranieri è diminuito solo del 4,9%, segno di una tenuta complessiva del settore.

Alla base della flessione vi è una disputa diplomatica emersa lo scorso novembre, in seguito ad alcune dichiarazioni della prima ministra giapponese Sanae Takaichi. Da allora, uno dei bacini più importanti per il turismo nipponico, storicamente tra i più redditizi, ha progressivamente ridotto la propria presenza. Località termali come Kusatsu e Zao, un tempo affollate di gruppi organizzati cinesi, appaiono oggi meno congestionate. Anche nelle grandi città come Tokyo si registra una minore presenza di visitatori provenienti dalla Cina continentale.

Tuttavia, il vuoto lasciato dai turisti cinesi è stato in gran parte compensato da nuovi flussi, soprattutto da Corea del Sud e Taiwan, oggi tra i principali bacini di provenienza. A gennaio, gli arrivi sudcoreani sono aumentati del 21,6%, superando la Cina come principale fonte di turisti stranieri. Ancora più significativo è il dato taiwanese: i visitatori dell’isola sono stati quasi il doppio rispetto a quelli cinesi, con una crescita del 17%.
A cambiare non è solo la composizione dei turisti, ma anche le dinamiche economiche. I prezzi degli hotel, ad esempio, sembrano essersi stabilizzati nelle principali aree turistiche. Negli anni passati, le festività cinesi comportavano picchi tariffari marcati; oggi questi aumenti risultano più contenuti o assenti. Un segnale che riflette una domanda più equilibrata e meno dipendente da un singolo mercato.

A favorire questi arrivi contribuiscono diversi fattori: la debolezza dello yen, i collegamenti aerei brevi e frequenti e l’immagine del Giappone come destinazione sicura e accessibile. Cambia anche la geografia dei viaggi: meno concentrazione nelle mete classiche come Tokyo e Kyoto e maggiore interesse per regioni alternative.

Parallelamente, cresce anche il peso dei mercati occidentali. Città come Hiroshima stanno registrando una forte presenza di turisti europei, americani e australiani, attratti soprattutto dal valore storico e culturale dei luoghi. Il Museo della Pace, in particolare, rappresenta uno dei principali punti di interesse per questi visitatori, contribuendo a ridefinire i flussi turistici in chiave globale.

Dal punto di vista economico, il quadro resta positivo. Gli arrivi complessivi in Giappone sono oggi circa il 34% superiori ai livelli pre-pandemia. Ancora più rilevante è la crescita dei ricavi, che aumenta a un ritmo superiore rispetto al numero dei visitatori. Questo è dovuto, in gran parte, a una maggiore spesa media per turista, favorita dal cambio favorevole.

Non mancano tuttavia alcune criticità. La principale riguarda la capacità ricettiva. In diverse aree del Paese si registra una carenza di alloggi, che potrebbe limitare ulteriori margini di crescita nel breve periodo.

Nonostante la perdita di un mercato chiave, il turismo giapponese mostra così una buona capacità di adattamento. Il ritorno dei visitatori cinesi resta incerto e probabilmente graduale, ma il settore appare oggi più diversificato e resiliente.

 

 

Immagine generata con Sora

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