BFF Bank ha vissuto giorni turbolenti a Piazza Affari: nella seduta del 30 marzo il titolo è crollato del 54,94%, passando da circa 3,2 euro a 1,3 euro, per poi recuperare lo 0,49% il 31 marzo e 10,9% il 1° aprile. Il crollo è arrivato dopo che Banca d’Italia ha nominato due commissari temporanei a supporto del consiglio di amministrazione, a seguito di irregolarità contabili nel business del factoring. Il factoring è un’attività bancaria che consiste nell’acquistare crediti commerciali di aziende, cioè somme che i clienti devono pagare, anticipando denaro e gestendo il rischio di insolvenza. È un settore delicato perché errori nella classificazione dei crediti o nella registrazione dei pagamenti possono avere ripercussioni importanti sul bilancio della banca. Da inizio anno BFF ha perso circa -84%.
Commissari temporanei e criticità contabili
Banca d’Italia ha affiancato al consiglio di amministrazione i commissari Raffaele Lener e Francesco Fioretto, con l’obiettivo di supervisionare le azioni correttive. Il Cda mantiene comunque pieni poteri decisionali, ma l’intervento serve a garantire che le irregolarità contabili vengano sanate e che la gestione del rischio sia rafforzata. Le indagini hanno rilevato irregolarità per circa 1,3 miliardi di euro, legate alla classificazione dei crediti e al calcolo degli interessi di mora, ovvero i costi aggiuntivi dovuti in caso di ritardo nei pagamenti. Gran parte di questi crediti riguarda lo Stato italiano, considerato solvibile anche se spesso paga in ritardo; quindi, la banca prevede un impatto limitato sui conti.
Misure correttive e ratio patrimoniali
Il Ceo Giuseppe Sica ha dichiarato che BFF Bank ha opzioni più semplici dell’aumento di capitale nel caso in cui le criticità facciano peggiorare i ratio patrimoniali, cioè gli indicatori che misurano quanto capitale la banca ha a disposizione rispetto ai rischi assunti. Questi ratio servono a capire se la banca ha margine sufficiente per coprire perdite e obblighi verso clienti e investitori. Sica ha chiarito che anche nello scenario peggiore, in cui la riclassificazione dei crediti riguardasse l’intero importo di 1,3 miliardi, la banca resterebbe di pochi punti base sopra o sotto il minimo regolamentare richiesto, mantenendo quindi la possibilità di operare senza emergenze immediate.
Moody’s e Equita abbassano il giudizio sulla banca
Le agenzie di rating, come Moody’s, valutano la solidità finanziaria di banche e imprese, assegnando un giudizio (il “rating”) che indica il rischio di insolvenza o difficoltà a rimborsare debiti. Moody’s ha tagliato i rating di BFF Bank sui depositi e sul debito senior da Baa2 a Baa3/Prime-3 e da Ba2 a Ba3, mettendoli sotto osservazione per un possibile ulteriore declassamento. Un rating più basso significa che la banca è considerata più rischiosa per chi vi deposita soldi o acquista titoli emessi dalla banca. Anche gli analisti di Equita Sim hanno abbassato il giudizio sul titolo da “hold” (tenere in portafoglio) a “reduce” (ridurre la posizione), con un target price tagliato da 6 a 2,5 euro. Il target price è il prezzo stimato dagli analisti che riflette il valore “reale” dell’azione, basato su rischi e prospettive future.
Accantonamenti e protezione del capitale
Per far fronte ai rischi legali e contabili, BFF Bank ha già accantonato circa 70 milioni di euro, fondi messi da parte per coprire eventuali perdite. Inoltre, la banca sta analizzando i pagamenti dal 2015 al 2025 per stimare gli effetti sulle attività e ridurre l’incertezza.
Per BNP Paribas è opportunità di investimento
Nonostante le difficoltà, alcuni investitori continuano a puntare sul titolo. BNP Paribas, ad esempio, ha superato il 3% del capitale della banca tramite operazioni di trading, chiarendo che non intende influenzare la gestione, ma sfruttare il titolo come opportunità di investimento.
Credits: Immagine generata con Sora








