Questa settimana partiamo da Cuba con l’Onu che tratta con gli Usa un corridoio energetico. La guerra in Iran costa al turismo 600 milioni al giorno e in Nepal l’ex rapper Balen Shah è in testa alle elezioni.
Cuba senza carburante: l’ONU negozia con gli Stati Uniti un corridoio energetico
La grave crisi energetica che sta colpendo Cuba ha spinto le Nazioni Unite ad avviare negoziati con gli Stati Uniti per consentire l’ingresso nel Paese di carburante destinato esclusivamente alle operazioni umanitarie. L’obiettivo dei colloqui è creare un meccanismo che permetta alle agenzie internazionali di ricevere forniture energetiche senza violare il regime di sanzioni in vigore.
«Sono in corso scambi tra l’Ufficio per il Coordinamento degli Affari Umanitari e il governo degli Stati Uniti per garantire l’accesso al carburante per scopi umanitari», ha spiegato Francisco Pichón, coordinatore residente dell’ONU sull’isola. Le forniture servirebbero a sostenere le attività delle agenzie internazionali, mantenere servizi essenziali e assicurare operazioni di emergenza per le fasce più vulnerabili della popolazione.
La richiesta arriva mentre l’isola attraversa una delle peggiori crisi energetiche degli ultimi anni. Secondo dati riportati da Reuters, le importazioni cubane di petrolio greggio e carburanti sono diminuite di oltre un terzo tra gennaio e ottobre 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024: da circa 69.400 a 45.400 barili al giorno. Il calo è legato soprattutto alla riduzione delle forniture da Messico e Venezuela, tradizionali partner energetici dell’Avana, entrambi alle prese con difficoltà produttive e minore capacità di esportazione.
La carenza di carburante sta già avendo effetti concreti sulla vita quotidiana. I blackout sono diventati frequenti in molte zone del Paese, mentre il trasporto pubblico e l’attività economica procedono a rilento. Anche le operazioni delle organizzazioni internazionali sono state colpite: la scarsità di combustibile rende più difficile trasportare aiuti, raggiungere le aree più isolate e coordinare gli interventi sul territorio.
Il piano allo studio delle Nazioni Unite prevede che le forniture siano soggette a controlli e sistemi di tracciabilità per garantire che il carburante venga utilizzato esclusivamente per scopi umanitari. L’iniziativa potrebbe inoltre aprire la strada al contributo di altri Paesi disposti a fornire energia senza incorrere in sanzioni. Tra i possibili partner figura proprio il Messico, che negli ultimi anni ha già inviato carburante all’isola.
Il corridoio energetico non risolverebbe i problemi strutturali del sistema energetico cubano, ma potrebbe alleviare almeno in parte gli effetti più immediati della crisi. Con i blackout sempre più frequenti e le scorte in rapido esaurimento, l’esito dei negoziati rappresenta un passaggio cruciale per garantire continuità ai servizi essenziali e alle operazioni umanitarie nel Paese.
Il turismo in Medio Oriente perde 600 milioni di dollari al giorno
Il conflitto in corso tra Iran, Stati Uniti e Israele sta colpendo duramente il settore dei viaggi e del turismo in Medio Oriente. Secondo il World Travel & Tourism Council (WTTC), le perdite ammontano a circa 600 milioni di dollari al giorno.
Il calo deriva principalmente dalla riduzione della spesa dei turisti internazionali, aggravata da voli cancellati, crescenti preoccupazioni per la sicurezza e interruzioni nella connettività regionale. Il Medio Oriente rappresenta il 5% del turismo globale e il 14% dei passeggeri internazionali in transito. Normalmente, aeroporti come Dubai, Abu Dhabi, Doha e Manama gestiscono oltre 500.000 passeggeri al giorno, ma negli ultimi quindici giorni le operazioni hanno subito forti congestioni e rallentamenti.
La crisi ha avuto ripercussioni anche sull’aviazione mondiale: i prezzi dei biglietti internazionali sono aumentati mentre le compagnie aeree devono fare i conti con spazi aerei limitati e problemi operativi.
WTTC aveva previsto per il 2026 circa 207 miliardi di dollari di spesa dei visitatori internazionali in Medio Oriente, ma le tensioni in corso mettono queste stime sotto pressione. Anche piccoli stop nei flussi turistici possono provocare gravi effetti economici sull’intero comparto.
Gloria Guevara, presidente e CEO del WTTC, ha espresso cauto ottimismo: storicamente il settore mostra resilienza di fronte alle crisi. Fondamentale, sottolinea, è una chiara comunicazione, coordinamento tra pubblico e privato e misure di sicurezza solide per ristabilire la fiducia dei viaggiatori.
Elezioni in Nepal: Balendra Shah, l’ex rapper verso la premiership
Da rapper di successo a possibile prossimo primo ministro del Nepal. Balendra Shah, 35 anni, noto come Balen, è in testa nei risultati parziali delle elezioni parlamentari del 5 marzo, dopo aver sfidato il premier uscente Sharma KP Oli nel suo stesso collegio. L’ex cantante e ingegnere, già sindaco di Kathmandu dal 2022, punta ora alla guida del Paese, promettendo una svolta politica dopo le proteste dei giovani della Generazione Z dello scorso settembre.
Il suo Rastriya Swatantra Party (RSP), simbolo una campana, ha conquistato finora 72 dei 90 seggi assegnati e guida in 52 delle 75 circoscrizioni a sistema maggioritario ancora in conteggio. I seggi totali in palio sono 275, di cui 165 uninominali e 110 proporzionali, quindi la vittoria definitiva richiederà ancora alcuni giorni. I dati parziali, tuttavia, sono incoraggianti e indicano una chiara tendenza a favore di Shah.
Shah si è fatto conoscere come rapper affrontando nei suoi testi temi come povertà, disoccupazione e corruzione. La sua popolarità politica è cresciuta con l’elezione a sindaco di Kathmandu, dove ha concentrato l’azione sulla rimozione degli edifici abusivi e sulla gestione dei rifiuti. Il sostegno alle proteste giovanili contro il blocco dei social media e la mancanza di opportunità ha spinto Shah a candidarsi alle elezioni nazionali, sfidando il veterano Oli, 74 anni e già quattro volte premier.
La vittoria di Shah rappresenterebbe il coronamento di una coraggiosa scommessa: dimettersi da sindaco per confrontarsi con un politico di lungo corso nella sua roccaforte. Il giovane riformista promette rinnovamento e ascolto dei giovani, incarnando un cambiamento generazionale nel panorama politico nepali. Se il suo partito otterrà la maggioranza, Shah diventerà ufficialmente il nuovo primo ministro del Nepal.
Foto Credits: Foto di jorono da Pixabay








