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25/04/2025

Dallo zoo al trono dei media: l’ascesa di YouTube che compie 20 anni

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Il 23 aprile 2005, un ragazzo di nome Jawed Karim caricò un breve video intitolato “Me at the Zoo”. Dura solo 19 secondi, è girato male e mostra semplicemente lui davanti a degli elefanti. Eppure, quel video ha fatto la storia: è stato il primo mai caricato su YouTube. All’epoca, la piattaforma era solo un esperimento fondato da tre ragazzi – Jawed Karim, Steve Chen e Chad Hurley – con un’idea semplice ma rivoluzionaria: permettere a chiunque di condividere video online.


L’acquisto da parte di Google e l’ascesa

 

Solo un anno dopo, nel 2006, Google riconobbe il potenziale della piattaforma e la acquistò per 1,65 miliardi di dollari. Da quel momento, YouTube è diventato qualcosa di molto più grande: non solo un sito dove si guardano video, ma un vero e proprio ecosistema digitale, con milioni di creatori, miliardi di spettatori e una potenza economica impressionante. Secondo alcune stime recenti, se YouTube fosse un’azienda indipendente, oggi varrebbe tra i 475 e i 550 miliardi di dollari. E non sorprende: è il secondo sito più visitato al mondo, subito dopo Google stesso.

 

Un colosso che non produce (quasi) nulla

 

Una delle cose più sorprendenti di YouTube è che non produce direttamente contenuti. La sua forza è la community di creatori, persone comuni o professionisti che caricano video ogni giorno, su ogni argomento immaginabile: musica, tecnologia, tutorial, notizie, opinioni, vlog, documentari e molto altro. Questo modello ha due vantaggi enormi: da un lato, non ha i costi delle case di produzione tradizionali, dall’altro ha accesso a una quantità infinita di contenuti freschi. Come ha detto un analista americano, “YouTube vince lo streaming perché non deve creare nulla: aspetta che siano gli altri a farlo”.

 

Una macchina da soldi (soprattutto per Google)

 

YouTube è diventato una delle fonti di guadagno più importanti per Google, soprattutto ora che il suo storico business, il motore di ricerca, è sotto pressione per via dell’ascesa delle chatbots basate su intelligenza artificiale, come ChatGPT e Claude. YouTube invece continua a crescere, grazie soprattutto a due canali principali di guadagno: la pubblicità (che si basa su dati estremamente precisi sugli utenti, grazie all’integrazione con gli altri servizi di Google) e gli abbonamenti. Secondo l’analisi di MoffettNathanson, YouTube e Google Cloud rappresentano insieme oltre il 30% del fatturato totale di Alphabet, la holding che controlla Google. E sono le due aree che stanno crescendo più in fretta.

 

YouTube Premium, Music e TV: gli abbonamenti che spingono i guadagni

 

Per diversificare le sue entrate, YouTube ha lanciato vari servizi in abbonamento. YouTube Premium rimuove la pubblicità e dà accesso a contenuti esclusivi. YouTube Music è un’alternativa a Spotify. E YouTube TV è un vero e proprio servizio televisivo in streaming. Nel 2024, Premium e Music hanno raggiunto circa 107 milioni di utenti paganti, e si prevede che saliranno a 145 milioni entro il 2027. Anche YouTube TV è in crescita, con una stima di 11,5 milioni di abbonati nello stesso anno.

 

Shorts, TikTok e la battaglia dei video brevi

 

Durante la pandemia del 2020, TikTok ha conquistato milioni di utenti, grazie al suo formato di video brevi, veloci e accattivanti. YouTube ha risposto con Shorts, un formato simile, che permette ai creatori di condividere video verticali di pochi secondi. Shorts ha aiutato YouTube a restare competitivo, ma non ha ancora portato gli stessi guadagni degli altri formati. Secondo Nathanson, attira pubblico ma non è ancora redditizio.

 

Creatori: una nuova generazione di professionisti

 

Uno degli aspetti più rivoluzionari di YouTube è che ha permesso a chiunque di diventare un creatore di contenuti. Non servono studi televisivi né grandi budget: bastano uno smartphone, una connessione internet e un’idea. Tra gli esempi più noti c’è Jacklyn Dallas, che ha aperto il suo canale tecnologico a 13 anni. Oggi ne ha 23, ha quasi 250.000 iscritti, lavora a tempo pieno come YouTuber e ha persino intervistato il CEO di Google, Sundar Pichai. Jacklyn descrive YouTube come una “scuola per imparare”, dove i dati ti insegnano cosa funziona e cosa no. Per lei, essere una YouTuber significa avere accesso a opportunità che prima non esistevano.

 

Il futuro incerto tra cause e concorrenza

 

Non tutto però è roseo. Il governo degli Stati Uniti ha accusato Google di monopolio nel mercato pubblicitario, e un giudice ha recentemente confermato che la posizione dominante dell’azienda è illegale. Questo potrebbe portare a conseguenze pesanti, tra cui l’obbligo per Google di separarsi da YouTube. Secondo alcuni esperti, Google potrebbe anche decidere di ridurre il controllo su YouTube, aprendo a una maggiore concorrenza. Ma in ogni caso, YouTube resterà al centro delle discussioni, non solo come piattaforma, ma come simbolo del potere che la tecnologia ha oggi nel mondo dei media.

Credits

Immagine: Pixabay

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