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28/01/2025
Deepseek fa tremare la Silicon Valley. Un possibile "cigno nero" per il tech?

Deepseek fa tremare la Silicon Valley. Un possibile “cigno nero” per il tech?

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La seduta del 27 gennaio 2025 sarà ricordata come una delle più difficili per il settore tecnologico di Wall Street e per la Silicon Valley. Il Nasdaq Composite ha chiuso in ribasso del 3,07%, scendendo a 19.341,83 punti, mentre l’S&P 500 ha perso l’1,46% a 6.012,28 punti. A trainare il crollo è stato il comparto tecnologico, che ha lasciato sul terreno il 5,6%. Le perdite più significative hanno riguardato i giganti dei semiconduttori Nvidia e Broadcom, entrambi in caduta libera con un -17%. La capitalizzazione di Nvidia si è ridotta di quasi 600 miliardi di dollari in un solo giorno, segnando il peggior calo di valore di mercato mai registrato da una singola azienda nella storia di Wall Street. Broadcom ha subito un destino simile, aggravando le preoccupazioni degli investitori su un possibile “raffreddamento” della domanda di chip.

 

La miccia: DeepSeek rivoluziona l’intelligenza artificiale

 

A innescare la crisi è stato il debutto di DeepSeek, una startup cinese che ha lanciato un modello linguistico avanzato capace di competere con soluzioni di punta come ChatGPT di OpenAI e Llama 3.1 di Meta. DeepSeek ha sfruttato un modello open-source e hardware a basso costo per creare una piattaforma altamente performante con una spesa complessiva di soli 6 milioni di dollari. Per fare un confronto, le grandi aziende occidentali spendono spesso centinaia di milioni per progetti analoghi. Il successo esplosivo di DeepSeek ha mandato un chiaro messaggio al settore: il predominio tecnologico delle aziende statunitensi non è più scontato. La popolarità immediata dell’applicazione, che in pochi giorni è diventata la più scaricata negli Stati Uniti e in Cina, ha ulteriormente alimentato i timori di una concorrenza sempre più spietata.

 

Nvidia e Broadcom: il perché del tonfo

 

La reazione degli investitori non si è fatta attendere. Come sottolinea Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia, “DeepSeek ha dimostrato che si può sviluppare intelligenza artificiale di alto livello senza dover investire miliardi di dollari in GPU costose o data center mastodontici. Questo è un vero terremoto per aziende come Nvidia, che finora hanno dominato il mercato vendendo hardware di fascia alta”. Le GPU di Nvidia, pilastro dell’industria dell’AI, sono note per i loro costi elevati, con unità che arrivano a costare oltre 40.000 dollari. Tuttavia, DeepSeek ha dimostrato che è possibile ottenere risultati simili utilizzando hardware molto più economico. Questo mette sotto pressione le aspettative di margine e di crescita delle aziende produttrici di chip, che rischiano di vedere ridimensionato il loro ruolo nei futuri sviluppi tecnologici.

 

Secondo Brad McMillan, Chief Investment Officer di Commonwealth Financial Network, “l’innovazione tecnologica è un gioco a somma zero: se qualcuno sviluppa un metodo più efficiente, i leader consolidati rischiano di perdere terreno. DeepSeek è la dimostrazione di come i piccoli attori, sfruttando la tecnologia open-source, possano ribaltare il tavolo in modo sorprendente”.

 

Un possibile “cigno nero” per il settore tech?

 

Alcuni analisti non escludono che il caso DeepSeek possa rappresentare un “cigno nero” per il mercato tecnologico. Un evento improvviso e imprevedibile, capace di ribaltare le dinamiche consolidate. “DeepSeek è per l’intelligenza artificiale ciò che Temu è stato per il commercio online: un disgregatore di modelli di business che sembravano inespugnabili”, aggiunge Diodovich.

 

L’impatto a lungo termine dipenderà dalla capacità delle aziende occidentali di adattarsi. Da un lato DeepSeek potrebbe spingere verso innovazioni più efficienti, ma dall’altro potrebbe erodere la leadership statunitense in un settore strategico. Alex Johnson, analista senior di Forrester Research, sottolinea come il modello DeepSeek, con costi di sviluppo drasticamente ridotti, possa cambiare le regole del gioco: “la capacità di produrre risultati competitivi con un budget minimo mette sotto pressione i colossi americani, costringendoli a rivedere le loro strategie. Non è solo una sfida tecnica, ma anche una lezione di efficienza”.

 

Per Trump l’arrivo di DeepSeek è un campanello di allarme

 

Il presidente Donald Trump ha descritto l’arrivo di DeepSeek come un “campanello d’allarme” per l’industria tecnologica americana. Tuttavia, ha anche sottolineato che la concorrenza potrebbe spingere il settore verso soluzioni più economiche e accessibili.

 

Nel frattempo, gli esperti di Cantor raccomandano cautela, sostenendo che la domanda di calcolo per l’intelligenza artificiale è destinata a crescere, nonostante le preoccupazioni immediate. “L’industria dell’AI non smetterà di aver bisogno di potenza di calcolo: l’ingresso di DeepSeek è solo un capitolo in un libro molto lungo”, si legge in un report della società.

 

Anche Emad Mostaque, fondatore di Stability AI, ha commentato l’ascesa di DeepSeek, paragonandola a un “quasi-iPhone” nel panorama dell’intelligenza artificiale. “Il costo per realizzare questo modello rappresenta un taglio del 96% rispetto alle attuali tecnologie occidentali. Questo non solo mette pressione sui produttori di hardware, ma ridefinisce completamente i limiti del settore AI”.

 

 

Credits

Immagine: Pixabay

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