Il mercato ha accolto con entusiasmo la nuova strategia di crescita di Fincantieri. Nella seduta del 6 luglio il titolo del gruppo italiano della cantieristica navale ha chiuso in forte rialzo dell’11,42% a 12,15 euro, spinto dall’annuncio di un piano di acquisizioni da 600 milioni di euro destinato a trasformare Fincantieri in un protagonista internazionale nel settore della subacquea. L’operazione prevede l’acquisizione della maggioranza di quattro società – Next Geosolutions, WSense, Graal Tech e Defcomm – con l’obiettivo di creare un polo specializzato da circa 1,1 miliardi di euro di ricavi. La scommessa del gruppo guidato dall’amministratore delegato Pierroberto Folgiero è puntare su un mercato considerato strategico e in forte espansione, quello delle tecnologie subacquee.
Perché la subacquea è diventata un settore strategico
Quando si parla di mercato underwater, cioè del comparto delle tecnologie e dei servizi legati alle attività sotto il livello del mare, non si fa riferimento soltanto ai sottomarini militari. Il settore comprende infatti sistemi di sorveglianza, sensori, infrastrutture per le comunicazioni, robotica marina, protezione dei cavi sottomarini e soluzioni per attività civili e militari. Un elemento sempre più rilevante è la cosiddetta componente dual-use, cioè tecnologie che possono avere sia un utilizzo civile sia un impiego nel settore della difesa. Un esempio sono i sistemi di monitoraggio dei fondali: possono essere utilizzati per controllare infrastrutture energetiche e collegamenti internet sottomarini, ma anche per attività di sicurezza nazionale. La crescita delle tensioni geopolitiche e la necessità di proteggere infrastrutture critiche hanno aumentato l’interesse verso un mercato che nei prossimi anni potrebbe crescere rapidamente. Secondo le stime presentate da Fincantieri, il mercato di riferimento della subacquea, che comprende sottomarini, sensori, sistemi avanzati e soluzioni non convenzionali, potrebbe raggiungere un valore complessivo di 155 miliardi di euro nel periodo 2026-2030. In particolare, il segmento dell’underwater non convenzionale è atteso crescere a un ritmo medio annuo del 30%.
Quattro acquisizioni per creare un campione internazionale
La strategia di Fincantieri consiste nell’unire competenze diverse sotto un unico gruppo. L’acquisizione più rilevante riguarda Next Geosolutions, società attiva nei servizi di ingegneria e supporto alle attività marine, della quale Fincantieri acquisirà il 52,6% del capitale. Successivamente il gruppo lancerà un’Ops, cioè un’offerta pubblica di acquisto rivolta agli altri azionisti, con l’obiettivo di arrivare al delisting della società. Il delisting significa la rimozione del titolo dalla Borsa: in questo caso NextGeo uscirebbe dal mercato azionario per essere integrata più strettamente all’interno del progetto industriale di Fincantieri. Accanto a NextGeo entreranno nel perimetro del gruppo anche WSense, società specializzata nelle comunicazioni e nelle reti sottomarine, Graal Tech, attiva nello sviluppo tecnologico, e Defcomm, focalizzata sulle soluzioni per la difesa. L’obiettivo non è soltanto acquistare nuove società, ma costruire una piattaforma integrata capace di coprire l’intera catena del valore della subacquea. Il nuovo polo coinvolgerà circa 1.500 professionisti altamente qualificati con sedi in Italia, Regno Unito, Paesi Bassi, Norvegia ed Emirati Arabi Uniti.
Il mercato guarda agli effetti sulla redditività
Secondo Fincantieri, le acquisizioni non avranno un impatto negativo sulla guidance 2026, cioè sulle previsioni economiche comunicate dalla società agli investitori. Al contrario, il gruppo stima un miglioramento della redditività futura. Le operazioni consentirebbero infatti di aumentare l’Ebitda pro-forma del 2026 del 13%. L’Ebitda è un indicatore utilizzato per misurare la capacità di un’azienda di generare profitti dalla propria attività caratteristica prima di interessi, tasse e ammortamenti. Anche l’utile netto pro-forma del 2026, cioè il risultato che il gruppo avrebbe ipoteticamente ottenuto considerando già integrate le nuove acquisizioni, è previsto in crescita del 40%. Sul fronte degli utili per azione, indicati con la sigla Eps e calcolati dividendo il profitto della società per il numero di azioni in circolazione, Fincantieri prevede una crescita del 30% entro il 2028 e del 20% entro il 2030. Le acquisizioni saranno finanziate principalmente attraverso le risorse raccolte con l’aumento di capitale da 500 milioni di euro completato a febbraio, integrato da altre fonti disponibili del gruppo.
Gli analisti promuovono la strategia
La reazione positiva del titolo riflette anche il giudizio favorevole delle principali case di investimento (dei giudizi positivi degli analisti che avevano spinto sui massimi storici il titolo lo scorso ottobre avevamo parlato anche qui). Jefferies ha confermato la raccomandazione “buy”, cioè un’indicazione di acquisto sul titolo, con un prezzo obiettivo di 19 euro. Secondo gli analisti della banca d’affari, l’operazione rappresenta un segnale positivo perché chiarisce come Fincantieri intenda utilizzare le risorse raccolte con l’aumento di capitale. Per Jefferies, le acquisizioni anticipano di quattro anni il raggiungimento degli obiettivi fissati per il segmento underwater e aumentano il potenziale di valorizzazione del gruppo. Anche Banca Akros ha espresso un giudizio positivo, con una raccomandazione buy e un target price, cioè il prezzo teorico che gli analisti ritengono raggiungibile dal titolo, fissato a 16 euro. Intermonte ha confermato il giudizio “outperform”, che indica una previsione di rendimento superiore rispetto al mercato di riferimento, con un prezzo obiettivo di 15,9 euro. Secondo gli analisti, l’operazione è coerente con l’utilizzo atteso dei fondi raccolti con l’aumento di capitale, indirizzati verso acquisizioni in un settore caratterizzato da elevata crescita e margini superiori rispetto ad altre attività del gruppo. Anche Equita ha giudicato positivamente l’operazione, sottolineando il ruolo centrale di NextGeo. La società nel 2025 ha registrato un valore della produzione di 267 milioni di euro, un EBITDA di 70 milioni e un utile netto di 50 milioni.
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