Fnac Darty, colosso francese della distribuzione di elettronica e prodotti di consumo, ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto su Unieuro, catena italiana di elettronica di consumo ed elettrodomestici, insieme al veicolo Ruby Equity Investment.
L’offerta di Fnac Darty
Nel dettaglio l’operazione prevede l’esborso di 9 euro in contanti e 0,1 azioni di Fnac Darty di nuova emissione quotate sulla Borsa Euronext Parigi per ogni titolo Unieuro, attribuendo complessivamente all’azienda target un valore di 12 euro ad azione, con un premio del 42% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni al 15 luglio. Dall’operazione Fnac Darty stima un impatto accrescitivo sull’utile per azione superiore al 10% a partire dal 2025, nonché un impatto positivo sul reddito operativo corrente e sul free cash flow. L’offerta consentirebbe alla stessa Fnac di monetizzare la partecipazione in Unieuro, pari attualmente al 4,4%, e di diventare socia dell’entità combinata.
Ok Consob al documento di offerta
La Consob ha approvato il documento di offerta promossa da Fnac Darty SA e Ruby Equity Investment, avente per oggetto la totalità delle azioni ordinarie di Unieuro. Il periodo di adesione all’offerta, concordato con Borsa Italiana è iniziato lunedì e terminerà alle 17h30 del 25 ottobre, salvo eventuali proroghe in conformità con la normativa vigente.
Cda Unieuro spaccato su proposta Fnac Darty
Il cda di Unieuro, però, ha rilevato alcune criticità sulle motivazioni dell’Opa, mentre non è stata raggiunta una maggioranza sulla valutazione di congruità, dal punto di vista finanziario, del corrispettivo offerto. Nel dettaglio, il board di Unieuro, preso atto delle fairness opinion rilasciate dagli advisor finanziari Equita Sim e Mediobanca che hanno ritenuto congruo dal punto di vista finanziario il corrispettivo dell’offerta, “non ha raggiunto una maggioranza circa tale valutazione di congruità, registrando cinque consiglieri che hanno ritenuto lo stesso non congruo, cinque consiglieri che lo hanno ritenuto congruo e un consigliere che si è in merito astenuto”.
Il cda ha inoltre, unanimemente, rilevato alcune criticità con riferimento alle informazioni fornite dagli offerenti circa le “motivazioni dell’offerta, i programmi futuri e le eventuali operazioni straordinarie successive all’offerta stessa, confrontati con gli obiettivi strategici avviati e perseguiti dal gruppo Unieuro e comunicati al mercato”. All’interno del cda, hanno espresso voto contrario il ceo, Giancarlo Nicosanti Monterastelli, e la direttrice generale, Maria Bruna Olivieri, che controllano anche un pacchetto di azioni della società. A favore della congruità del prezzo si sono schierati i rappresentanti di Iliad Italia -il ceo, Benedetto Levi, e Giuseppe Nisticò, sales & customer care director, che di Unieuro è il primo azionista con il 12,6% del capitale. A favore anche il presidente di Unieuro, Stefano Meloni. Si è invece astenuto il consigliere Daniele Pelli.
Esito cda non sorprende Banca Akros
Gli esperti di Banca Akros evidenziano che, sulla base della loro visione a 12 mesi e delle informazioni a disposizione al momento dell’annuncio dell’offerta, considerano il prezzo giusto. Se confermata, comunque la decisione del consiglio non sorprende Akros dal punto di vista industriale. In ottica di lungo termine, spiegano gli analisti, l’azienda viene acquistata in una bassa fase del ciclo economico e quindi ha senso per l’impresa cercare di ottenere un prezzo più alto.
Per l’ad di Fnac il prezzo è giusto, non ci saranno rilanci
L’amministratore delegato di Fnac, in un’intervista a Class Cnbc, ha però ribadito che il prezzo dell’Opa è giusto, il premio è alto e non ci saranno rilanci. Unieuro è sottovalutata come “tutti gli asset del retail e dell’economia tradizionale”, ha affermato Enrique Martinez, riconducendo il fenomeno al Covid e alla guerra in Ucraina. Il premio offerto rappresenta “una vera opportunità per gli azionisti” e il prezzo “riflette la realtà concreta del mercato”.
L’operazione prevede un patto di lock up che, in caso di delisting, potrebbe arrivare fino a dieci anni. Il ceo di Fnac Darty ha ricondotto la decisione alla natura dell’acquisizione, un progetto industriale e non meramente finanziario, proiettato quindi sul lungo termine. “Vogliamo rafforzare il mercato italiano ed europeo e diventare un player ancora più forte”, ha affermato Martinez. In effetti, nonostante la presenza di Iliad e Amundi nel board di Fnac Darty, il top manager esclude un allineamento di interessi e sottolinea che non c’è stato alcun accordo preliminare: “Fnac è presente in Francia ma anche in Spagna, Portogallo, Svizzera e Belgio e ed è leader nei mercati in cui opera”. Unieuro, quindi, è stata scelta perché al gruppo serve “un player forte nel Sud Europa”.
Infine, il ceo ha sottolineato che l’offerta su Unieuro è “vantaggiosa e ha dietro un grande progetto. Nella proposta c’è una parte di titoli che va valorizzata e mostreremo che è un’operazione interessante per ogni tipo di azionista”.
Le prospettive di Unieuro
In uno scenario geopolitico e macroeconomico ancora instabile, il mercato dell’elettronica di consumo è stimato in ripresa nella seconda parte dell’esercizio, favorito dall’attesa riduzione dell’inflazione e dal conseguente incremento del potere di acquisto dei consumatori, dal previsto rinnovo dei prodotti di elettronica acquistati nel periodo pandemico, oltre che dall’innovazione tecnologica legata all’intelligenza artificiale.
Unieuro, in occasione dell’ultima trimestrale, ha quindi confermato la guidance per l’esercizio 2024-25, con ricavi allineati a quelli del precedente esercizio e un Ebit adjusted in un range di 35-40 milioni di euro, grazie alla continua attenta politica di gestione dei margini e di stretto controllo dei costi operativi. La cassa netta al 28 febbraio 2025 è attesa sostanzialmente allineata a quella della chiusura del precedente esercizio.








