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04/10/2024
Il governo offre 700 milioni per Sparkle, la rete di cavi sottomarini TIM

Il governo offre 700 milioni per Sparkle, la rete di cavi sottomarini TIM

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Dopo settimane di indiscrezioni e attese, il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) ha avanzato un’offerta per acquistare Sparkle, la società di Telecom Italia (TIM) che gestisce una vasta rete di cavi sottomarini. Questi cavi permettono di trasportare dati in tutto il mondo, collegando continenti e Paesi diversi. Sparkle era stata inizialmente messa in vendita insieme alla rete fissa di TIM, ma l’operazione che ha portato la società d’investimento americana Kkr a interessarsi solo della rete (tramite l’operazione Kkr-Netco) ha escluso Sparkle dal pacchetto.

 

Ma perché il governo italiano vuole acquistare Sparkle? La risposta sta nell’importanza strategica dei cavi sottomarini. Questi cavi, che corrono sotto gli oceani, sono fondamentali per la trasmissione di internet e di altre comunicazioni tra Paesi. Nonostante oggi si parli tanto di tecnologie wireless e satellitari, la maggior parte dei dati internazionali – fino al 99% – viene ancora trasportata attraverso i cavi sottomarini. E Sparkle gestisce oltre 600.000 chilometri di questi cavi, che attraversano continenti come Europa, Africa, Medio Oriente, Americhe e Asia, assicurando la connettività globale per aziende, governi e cittadini. Inoltre, Sparkle collega Paesi strategici come Israele e Stati Uniti, rendendo l’infrastruttura ancora più importante dal punto di vista geopolitico. Per questo il governo italiano vuole evitare che Sparkle finisca in mani straniere.

 

L’offerta del Ministero e la collaborazione con Retelit

 

L’offerta fatta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze non è arrivata da sola. Il governo ha collaborato con Retelit, una società italiana che si occupa anch’essa di infrastrutture di telecomunicazioni e che è controllata da un fondo di investimento spagnolo chiamato Asterion Industrial Partners. Asterion è un cosiddetto “private equity”, cioè un fondo che investe denaro in società con lo scopo di ristrutturarle o migliorarle per poi ottenere un profitto.

 

L’offerta totale presentata dal Mef e da Retelit è pari a 700 milioni di euro, una cifra che include sia il valore della società Sparkle che la gestione di tutto il suo vasto sistema di cavi. L’offerta ha una scadenza fissata per il 15 ottobre 2024, il che significa che TIM ha tempo fino a quella data per accettarla o respingerla. Questo non è il primo tentativo da parte del governo di acquisire Sparkle: già a febbraio TIM aveva ricevuto una proposta dal Tesoro, ma l’aveva respinta, giudicandola troppo bassa. A quel tempo, l’offerta era di circa 600 milioni, con altri 150 milioni da aggiungere se Sparkle avesse raggiunto determinati obiettivi in futuro.

 

L’analisi di Equita Sim

 

Per gli analisti di Equita Sim, la principale banca d’affari indipendente italiana, se l’offerta da 700 milioni venisse accettata, il “closing” (cioè la chiusura finale dell’operazione) potrebbe avvenire entro la prima metà del 2025. Questo è un tempo ragionevole considerando le varie trattative e passaggi burocratici che ancora devono essere completati. Gli esperti sottolineano che, anche se l’offerta è leggermente inferiore a quanto avevano previsto (750 milioni), è comunque migliore rispetto alla proposta iniziale fatta a gennaio.

 

Gli analisti spiegano inoltre che la vendita di Sparkle aiuterebbe TIM a ridurre il suo debito (un processo chiamato “deleverage“), migliorando così il suo flusso di cassa (free cash flow) di quasi 50 milioni di euro. Questo miglioramento permetterebbe a TIM di avere più risorse disponibili per investire in progetti più interessanti o strategici. Tuttavia, dal punto di vista contabile, la vendita potrebbe comportare una perdita per TIM, perché il valore contabile di Sparkle alla fine del 2023 era di 481 milioni di euro, con un debito netto di 383 milioni. Questa perdita potrebbe influenzare negativamente i risultati finanziari di TIM nel 2024, che già si prevede saranno in rosso (circa 600 milioni di euro di perdita nel primo semestre). Resta poi da chiarire come l’eventuale rimborso del canone di concessione, previsto per il 2024, potrebbe influire sui conti della società.

 

La lunga trattativa su Sparkle

 

Il destino di Sparkle è stato al centro delle discussioni nel consiglio di amministrazione di TIM per diversi mesi. L’amministratore delegato Pietro Labriola ha negoziato a lungo, e già a febbraio aveva rifiutato una prima offerta del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Quell’offerta valutava Sparkle intorno ai 600 milioni di euro, con altri 150 milioni legati a variabili future (cioè risultati che la società avrebbe dovuto raggiungere in un secondo momento). Dopo aver respinto quella proposta, il consiglio di amministrazione di TIM ha dato a Labriola il mandato di continuare a negoziare per ottenere un’offerta migliore, ed è così che siamo arrivati all’attuale proposta di 700 milioni.

 

Perché Sparkle è così strategica?

 

Ma cosa rende Sparkle così importante, non solo per TIM, ma anche per il governo italiano? Oltre a gestire una rete vastissima di cavi sottomarini che collegano continenti e Paesi diversi, Sparkle ha un valore strategico dal punto di vista geopolitico. In un mondo sempre più connesso, chi controlla le infrastrutture di comunicazione ha un’enorme influenza sulle informazioni e sui dati che viaggiano tra i vari Paesi. Ad esempio, i cavi sottomarini di Sparkle collegano Israele e Stati Uniti, due Paesi che sono alleati cruciali per l’Italia in termini di sicurezza e politica internazionale. Controllare questa infrastruttura significa avere un ruolo importante nel garantire la sicurezza delle comunicazioni globali e la protezione dei dati sensibili.

 

Inoltre, Sparkle è fondamentale per l’economia digitale, dato che sempre più settori economici dipendono dalla connettività globale. Il controllo su una rete così vasta e strategica è quindi una questione non solo economica, ma anche di sovranità nazionale.

 

Credits

Immagine: Pixabay

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