Questa settimana partiamo dall’India, dove il latte scatena tensioni commerciali con gli Usa; in Svezia i droni portano cibo caldo a domicilio; e in Cina durante la parata, Xi e Putin conversano sull’immortalità
Il latte vaccino, come il petrolio russo, alimenta la guerra commerciale tra USA e India
Donald Trump ce l’ha con l’India per gli acquisti di petrolio russo, (ne abbiamo parlato qui) ma la guerra commerciale tra i due Paesi non riguarda solo l’energia. I dazi americani fino al 50% su molte esportazioni indiane, in vigore entro fine mese, colpiscono soprattutto agricoltura e lattiero-caseario, da sempre i settori più controversi nei negoziati bilaterali. Ed è proprio su questo fronte che il premier indiano Narendra Modi ha deciso di reagire: “L’India non comprometterà mai il benessere dei suoi agricoltori, allevatori e pescatori”, ha dichiarato a Delhi il 7 agosto, il giorno dopo l’annuncio di Trump.
Scrive The Economist che per i politici nazionalisti indù come Modi, il latte e le mucche hanno un valore simbolico: sacre e al centro della vita rurale, le bovine rappresentano anche un trionfo nazionale. Dal 1970, grazie alla “rivoluzione bianca”, l’India ha trasformato il settore: consumo pro capite quasi raddoppiato, moderne pratiche di allevamento e una rete di cooperative che ha migliorato distribuzione e logistica. Oggi l’India è il maggior produttore mondiale di latte, con circa un quarto della produzione globale.
Ma per i partner commerciali, soprattutto gli Stati Uniti, l’industria appare inefficiente, fortemente sussidiata e protetta da dazi elevati e regole complesse. La produttività delle mucche indiane è molto più bassa rispetto alle concorrenti americane: una mucca negli USA produce circa sette volte più latte. Per proteggere gli allevatori locali, l’India applica dazi fino al 60% su latte in polvere e altre barriere non tariffarie, come il divieto di importare prodotti derivati da bovini nutriti con alimenti animali.
La struttura produttiva resta legata a decine di milioni di piccoli allevatori, con una mucca a famiglia che fornisce latte e concime e talvolta un piccolo surplus da vendere. Le cooperative garantiscono un acquirente e pagano bonus in caso di aumento dei prezzi; alcune, come Amul nello stato natale di Modi e del potente ministro Amit Shah, sono diventate veri colossi. Shah ha annunciato di voler estendere il modello cooperativo anche ad altri settori, come turismo e energie rinnovabili.
Gli Stati Uniti vedono però l’industria indiana come un ostacolo al commercio: poche aziende, scarsa produttività e protezioni statali rendono difficile l’accesso al mercato. Lo scontro si inserisce in un contesto più ampio, che riguarda anche l’UE e i negoziati con il Regno Unito. Modi, forte delle proteste contadine del 2021 che costrinsero il governo a ritirare tre leggi di liberalizzazione, non sembra disposto a cedere: la difesa dei piccoli allevatori è una priorità politica e simbolica, tanto quanto la sacralità della mucca nel paese.
Così, tra petrolio russo e latte vaccino, la guerra commerciale tra Washington e Nuova Delhi diventa una battaglia culturale e politica: da un lato le ragioni geopolitiche e commerciali americane, dall’altro il nazionalismo rurale e l’orgoglio indiano, con i piccoli allevatori al centro di uno scontro destinato a protrarsi.
Svezia: arriva il primo drone che consegna cibo caldo a domicilio
La consegna dei pasti è un lusso urbano, ma ora arriva anche nelle isole svedesi grazie ai droni. Riporta Bbc che la start-up norvegese Aviant ha lanciato il primo servizio di consegna di cibo via drone della regione, partendo dall’isola di Värmdö, a circa 13 km da Stoccolma.
Con circa 46.000 residenti, che salgono fino a 100.000 in estate, Värmdö offriva finora poche possibilità di ricevere pasti caldi a domicilio. I cittadini potevano contare solo sulle opzioni tradizionali, mentre per le aziende di consegna come Foodora e Wolt gran parte della popolazione risultava irraggiungibile. “Ci sono 87.000 persone nelle aree suburbane senza accesso a un servizio di consegna a domicilio,” spiega Lars Erik Fagernæs, CEO e co-fondatore di Aviant.
Da febbraio, grazie alla tecnologia di Aviant, i residenti di Gustavsberg e dintorni possono ordinare hamburger freschi dalla catena scandinava Bastard Burgers direttamente a casa tramite drone. Il costo è comparabile a quello di una consegna tradizionale, ma senza la spesa per il conducente.
Attualmente il servizio è in fase beta, con circa 10 consegne settimanali, ma l’obiettivo è espandere il numero di ordini nel corso dell’anno. Fagernæs mostra anche il progetto per la penisola norvegese di Nesodden, a pochi chilometri da Oslo in linea d’aria, ma a quasi 50 km di strada. “Circa 100.000 persone avranno finalmente accesso alla consegna a domicilio,” sottolinea.
Per garantire che il cibo arrivi caldo, Aviant ha testato il sistema per tre anni, perfezionando i contenitori isolati per hamburger e patatine. “All’inizio c’erano molte patatine mollicce,” racconta Fagernæs. “Ora il cibo arriva caldo anche in inverno. La gente è entusiasta, lo paragonano a un UFO che consegna il pasto.”
Il progetto pilota fornirà la “ricetta” per un’espansione su larga scala in Scandinavia, dove molte comunità, come Värmdö e Nesodden, sono difficili da raggiungere via strada. Aviant ha già individuato circa 40 basi per estendere il servizio nei prossimi due anni e vede opportunità simili in Canada e nel nord-est degli Stati Uniti, regioni caratterizzate da isole, laghi e montagne.
Il CEO avverte che forti venti potranno fermare occasionalmente i droni, ma prevede che il servizio sarà operativo il 90% del tempo, portando un assaggio di futuro nelle isole del Nord Europa.
Putin e Xi a microfono aperto tra trapianti d’organo e vita eterna
Un microfono aperto ha catturato un dialogo surreale tra Vladimir Putin e Xi Jinping durante la parata militare di Pechino per l’80° anniversario della fine della seconda guerra mondiale. I due leader, camminando fianco a fianco davanti a una delegazione di capi di Stato stranieri, sono stati ripresi mentre discutevano di biotecnologie, trapianti e persino di immortalità.
Descrive The Guardian che la diretta della tv di Stato cinese ha trasmesso l’audio dell’interprete di Putin che spiegava in cinese: “La biotecnologia si sta sviluppando continuamente. Gli organi umani possono essere trapiantati all’infinito. Più a lungo vivi, più giovane diventi, fino a raggiungere l’immortalità”. Xi, fuori campo, ha ribattuto: “Alcuni prevedono che in questo secolo gli esseri umani possano vivere fino a 150 anni”.
Putin ha poi confermato ai giornalisti di aver discusso con Xi della possibilità di allungare drasticamente la vita umana. Non è un caso: entrambi hanno consolidato il potere per restare al vertice a tempo indefinito e l’ossessione per la longevità è radicata nelle élite russe. Già nel 2024 il Cremlino aveva creato un centro di ricerca sulle “nuove tecnologie per preservare la salute”, con focus su invecchiamento cellulare e neurotecnologie.
Secondo inchieste indipendenti, a guidare i progetti russi è Mikhail Kovalchuk, scienziato vicino a Putin, impegnato su organi stampati in laboratorio. Anche la figlia maggiore del presidente, Maria Vorontsova, endocrinologa, riceve fondi statali per studiare genetica e longevità.
Il siparietto è avvenuto mentre i due camminavano accanto a Kim Jong-un, sorridente, durante una parata imponente che ha messo in mostra missili, droni e caccia, in un chiaro messaggio di sfida all’Occidente. Nel suo discorso, Xi ha ribadito che la Cina “non si lascia intimidire da nessuno” e che il Paese è “inarrestabile”.
Tra armi nucleari e proclami patriottici, a colpire però è stato quel frammento di conversazione. Per un attimo, i due uomini più potenti del pianeta non hanno parlato di geopolitica ma di eternità.
Foto Credits: dronexl








